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Il ruolo dei testi nella drammaturgia del teatro-ragazzi in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Laura Belli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Andrea Mancini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

Tesi di laurea:

“IL RUOLO DEI TESTI NELLA DRAMMATURGIA DEL TEATRO-RAGAZZI IN ITALIA”

Il lavoro nasce dalla necessità di voler analizzare un vuoto che esiste oggi nel teatro-ragazzi in Italia e cioè la mancanza di testi dedicati specificatamente a questo settore.
Partendo da uno studio degli avvenimenti che hanno attraversato gli ultimi quarant’anni di storia di questo settore teatrale, vengono man mano analizzati e posti in relazione diversi modi di agire che spiegano perché il testo non ha mai necessitato, a differenza di ciò che avviene nella drammaturgia “classica”, di un posto di primo piano.
Nell’analisi del periodo dei “pionieri”, padri fondatori del teatro ragazzi in Italia, troviamo l’autore Gianni Rodari e la sua concezione di “parole in libertà” applicata anche con particolare cura al teatro per/dei/con i ragazzi; troviamo Franco Passatore e un suo pseudo-manifesto della valenza formativa di siffatta attività; abbiamo modo di ripercorrere le tappe, gli scogli e infine i baratri nei quali alcune di queste esperienze (i due nomi sopra citati sono solo un esempio all’interno di un gruppo molto folto) precipitarono dopo all’incirca un decennio.
Dopo un periodo di pressoché totale stasi, soprattutto creativa, vediamo rifiorire un interesse per la drammaturgia in generale del teatro-ragazzi. Ecco che dalle ceneri delle esperienze passate sbocciano, anche se con lentezza, alcuni tentativi di riprendere il percorso e gli obiettivi abbandonati in precedenza.
Tutta l’analisi viene messa in stretta relazione anche con gli avvenimenti storico-sociologici dei momenti nei quali si verificarono, relazione indispensabile per una comprensione di un fenomeno del quale troviamo nella letteratura diverse analisi per “settori” o per periodi, ma ancora nessuna che possa dirsi completa e che provi a dare un quadro ampio e riepilogativo degli avvenimenti di quegli anni.
Ciò che viene presentato nella prima parte di questo lavoro è raffrontato poi con lo stato attuale nel quale versa il settore, compito ancor più difficoltoso in quanto ancora inferiore è la produzione di testi, scritti o saggi in materia. Ecco che il ricorso a materiale reperito su internet, dove alcuni progetti hanno la loro unica sede, è indispensabile mancando in fondo anche a livello critico un’ampia produzione di libri.
In questa tesi vengono riportati i pareri di personaggi di spicco da me intervistati in relazione all’argomento: la scrittrice per ragazzi Emanuela Nava, il critico Mario Bianchi, il direttore artistico del Teatro di Piazza e d’Occasione, la fondatrice del teatro La Baracca e la responsabile della sezione ragazzi della casa editrice Giunti.
Vengono riportati anche ulteriori scritti di autori, attori e in generale professionisti che operano da anni nel settore.
Tutti, seppur con pareri a volte divergenti sui singoli argomenti, concordano nel definire il teatro-ragazzi oggi in Italia in una fase di crisi.
Vengono trattati in modo analitico alcuni dei pochi testi per fare teatro-ragazzi che si trovano pubblicati, sempre comunque da editori minori, per raffrontarli con le produzioni dei decenni precedenti e spesso metterli in correlazione fra di loro per alcune caratteristiche che li accomunano.
Viene poi trattato lungo tutto il lavoro, poiché in più occasioni vengono dettagliati punti di incontro/scontro, il delicato rapporto fra teatro e scuola.
L’elaborato giunge infine ad alcune considerazioni che in maniera critica motivano il dato di fatto che si è voluto analizzare (cioè la carenza di produzioni scritte) mettendolo in relazione con altri fattori presi in considerazione durante le ricerche e le analisi effettuate.



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 6 Introduzione Il mio brivido Uno studio approfondito di ciò che correntemente viene definito “teatro- ragazzi”, verso il quale da alcuni anni la mia curiosità si è spinta per svariati motivi, è risultato sin da subito impresa ardua. Ma in poco tempo, allo scopo di stilare il presente lavoro passato inizialmente fra ricerche in biblioteche, librerie ed internet e proseguito con il confronto con personaggi che lavorano nel settore, il dubbio che ciò non fosse un limite facilmente superabile è diventato certezza; da lì la necessità, obbligata, di concentrarsi su un frammento di tale mondo, tassello da scandagliare per poi poter partire alla scoperta di altre tessere di un insieme frammentario. L’interesse verso la drammaturgia, e in particolare per la scrittura ancor prima della realizzazione degli spettacoli teatrali per bambini e ragazzi, ha comunque permesso che nella ricerca di fonti intrecciassi idee e riflessioni con molteplici altri fattori che contribuiscono all’opera finale; quando parlo di opera mi riferisco a quella forma di spettacolo che con stati d’animo completamente diversi ognuno di noi si appresta a visionare, in rigoroso silenzio, nel buio della sala (ma qui si parlerà di teatro-ragazzi, e l’approccio dell’adulto deve essere obbligatoriamente diverso: non un’educazione al teatro, non un piacere per occhi ed orecchi, non semplici spettatori-fruitori, ma molto di più come più avanti proverò ad illustrare nella maniera migliore).

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