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Evoluzione della vegetazione ed implicazioni sull’avifauna nidificante in un sito di estrazione di argilla della Pianura Padana divenuto area protetta: Oasi Cave di Gaggio, Marcon (VE)

Informazioni tesi

  Autore: Michele Pegorer
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Naturali
  Relatore: Rossi Remigio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 190

Lo studio in questione mira a identificare le modificazioni dell’avifauna nidificante intervenute nel corso di poco meno di un ventennio in un sito di estrazione di argilla dismesso, correlandole ai cambiamenti nella copertura vegetale della zona avvenuti in tale arco di tempo.
L’obiettivo è di evidenziare quanto la composizione della comunità ornitica nidificante di un ambiente di origine artificiale di siffatte caratteristiche sia influenzata dall’evoluzione della vegetazione, nelle sue successioni tipiche e naturali. In Veneto le ricerche di questo tipo, basate sull’analisi quantitativa dell’avifauna nidificante, risultano scarse.
Il lavoro ha interessato l’Oasi Cave di Gaggio, zona umida soggetta a vincoli di protezione ubicata nel comune di Marcon (VE) e gestita dalla L.I.P.U.. Il sito in questione (12,5 ha circa), il quale ricade nel SIC e ZPS IT3250016 "Cave di Gaggio", deve la sua origine ad attività estrattive che una volta terminate hanno prodotto, in concomitanza alla particolare idrografia della zona, una serie di laghi di cava che nel tempo sono stati colonizzati dalla vegetazione tipica degli ambienti umidi.
Le modificazioni dell’avifauna nidificante sono state analizzate comparando principalmente i dati scaturiti da un censimento con il metodo del mappaggio eseguito dallo studente nel 2004, con quelli derivanti da uno studio svolto con il medesimo metodo da E. Stival nel 1987. I risultati ottenuti sono stati correlati ai cambiamenti intervenuti nella vegetazione nel sito. A tale scopo è stata analizzata la situazione inerente la copertura vegetale nei primi anni successivi l’istituzione dell’area protetta, principalmente utilizzando dati relativi uno studio botanico svolto nei primi anni Novanta da F. Nicoletti. Questi dati sono stati quindi confrontati con i risultati dello studio botanico dell’area attuato per tale lavoro nel 2004, nel quale la vegetazione è stata analizzata nelle sue componenti floristiche, fitosociologiche e fisionomiche.
Al fine di rendere più esaustivo lo studio viene attuato un ulteriore confronto tra la situazione ornitologica inerente i primi anni di istituzione dell’oasi e il 2004, utilizzando l’avifauna acquatica e il popolamento ornitico totale (tramite compilazione di check-list). Per entrambi i parametri vengono utilizzati dati bibliografici per determinare la situazione ascrivibile ai primi anni successivi la creazione dell’area protetta, mentre per definire la situazione attuale sono stati effettuati 48 rilievi mirati nel 2004, 24 volti unicamente all’avifauna acquatica e 24 a tutte le specie presenti nel sito. Il confronto inerente l’avifauna acquatica risulta prettamente qualitativo; per il 2004 viene inoltre attuata l’analisi del ciclo annuale della comunità. Per quanto concerne il popolamento ornitico totale, viene unicamente stilata una check-list di presenza-assenza delle specie nei due periodi considerati, in quanto strumento di rapida ed immediata comparazione delle modificazioni avvenute.
I risultati relativi l’avifauna nidificante vedono un aumento delle specie legate alla vegetazione nemorale, sia in termine di maggiore densità di specie già presenti che di comparsa di nuove specie. Al contrario le specie proprie di ambienti aperti e del fragmiteto risultano scomparse o con densità diminuita. Queste modificazioni trovano spiegazione nei risultati dello studio botanico, che rivela una diminuzione delle superfici occupate da vegetazione erbacea e palustre a favore di stadi arbustivi e nemorali in genere. Nonostante tali evidenze, i test statistici dimostrano che dal punto di vista strutturale la comunità nidificante non risulta radicalmente mutata. Questo rende lecito ipotizzare che l’evoluzione della vegetazione non abbia ancora raggiunto quel livello di cambiamento, identificabile nello stadio boschivo, in grado di permettere l’instaurarsi di una comunità nidificante diversa da quella presente nel sito di estrazione di argilla abbandonato da pochi anni. Tali risultati possono avere interessanti riscontri gestionali per quanto riguarda le zone protette originatesi da attività estrattive, in quanto rendono palese che un periodo di 17 anni in un contesto di evoluzione pressoché naturale della vegetazione, risulta insufficiente per creare i presupposti per l’insediamento di comunità nidificanti legate ad ambienti più complessi e strutturati e non costituite da specie perlopiù ubiquitarie.
Dalla check-list stilata, relativa ai 2 periodi considerati, si evince la presenza di diverse specie di interesse comunitario (All I Direttiva "Uccelli" 79/409/CEE e conservazionistico in genere, a ulteriore prova dell’importanza faunistica che possono acquisire le aree protette derivanti da siti di estrazione di argilla dismessi.

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INTRODUZIONE Questo studio si basa sull’analisi dell’avifauna nidificante in un ambiente di cava senile e di come questa possa venire influenzata dall’evolvere, naturale o accompagnato dalla gestione umana, della vegetazione. In Veneto ricerche del genere sono rare e questo è il motivo di fondo che ci ha portato ad intraprendere questo tipo di studio. L’esistenza di una ricerca inerente l’avifauna nidificante in questo sito nel 1987 (Stival, 1992) nella quale è stato utilizzato il metodo del mappaggio, ci ha portato a scegliere tale componente del popolamento ornitico come parametro principale, confrontando i dati relativi lo studio menzionato con quelli ottenuti dal nostro censimento attuato nel 2004, il quale è stato affrontato adottando principalmente la citata metodologia. L’analisi dell’evoluzione della vegetazione è stata possibile grazie alla presenza di uno studio botanico del sito relativo la situazione passata, i cui risultati sono stati confrontati con quelli scaturiti dall’analisi della flora e della vegetazione nel 2004. Abbiamo scelto inoltre di studiare l’avifauna acquatica e il suo ciclo annuale, dato che questa ricerca si svolge in una zona umida, dove risulta non trascurabile questa componente del popolamento ornitico. I risultati da noi ottenuti sono stati confrontati con dati ornitologici relativi il 1986-87- 88, utilizzati per altre pubblicazioni (Stival, 1990, 1992), allo scopo di delineare i cambiamenti intervenuti in questa componente della comunità ornitica nel tempo; dove possibile abbiamo tentato di correlare le variazioni riscontrate con l’evoluzione della vegetazione. Per rendere lo studio più esauriente abbiamo inoltre comparato la check-list delle specie nel 2004 da noi elaborata con quella costituita sui già citati dati relativi i primi anni successivi l’istituzione dell’area protetta dove si è svolta la ricerca. Il fine di tale studio è quello di evidenziare quanto l’evoluzione della vegetazione in un ambiente di origine artificiale come quello nato da un

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