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Sostenere le fragilità dei preadolescenti attraverso la pratica sportiva

Informazioni tesi

  Autore: Marco Gargano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche delle relaz interpers e delle org sociali
  Relatore: Ivo Lizzola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

Attraverso il movimento lo sport educa tutte le dimensioni della personalità: motoria, emotivo-affettiva, socio-relazionale, cognitiva: sviluppa la consapevolezza e la conoscenza di quanto vissuto e sperimentato dal proprio corpo; presenta una varietà di offerte e appassiona; favorisce la partecipazione di tutti; è adatto ai bambini come agli adulti agonisti; oltre al divertimento soddisfa il bisogno di appartenenzapartecipare . Per tali ragioni bisogna credere nel valore educativo e motivante dello sport.
Lo sport è una delle attività più esaltanti nelle vite dei preadolescenti. Che si tratti di andare in bicicletta, giocare a basket o sciare, lo sport è tra le attività umane che creano regolarmente un sentimento soggettivo di flow, l’esperienza ottimale in cui si raggiunge l’eccellenza della prestazione: la mente è concentrata, ci si diverte, il resto della propria vita è fuori dalla sfera della consapevolezza, il tempo può rallentare o accelerare, e ci si sente un tutt’uno con l’attività.
Le attività sportive sono importanti perché forniscono quel senso di divertimento coinvolgente, quel piacevole sollievo dalle richieste, dalle pressioni, dai fastidi della vita quotidiana. Inoltre, gli sport sono attraenti per i preadolescenti perché comportano delle sfide. Sono attività in cui i preadolescenti sono portati a spingersi oltre i propri limiti, non solo a livello fisico, ma anche mentale. E ancora, gli sport sembrano stimolare i preadolescenti ad apprendere a controllare e disciplinare le loro azioni su livelli psicologici e sociali diversi. Essi imparano a dedicarsi allo sforzo, a lavorare duramente, a controllare la frustrazione e a lavorare in gruppo.
È importante che gli adulti leader strutturino le attività in modi che possano facilitare lo sviluppo psicologico e sociale. Sotto condizioni sbagliate, i preadolescenti potrebbero essere talmente coinvolti dall’aspetto competitivo da rendere queste attività non adeguate ai fini di una giusta crescita e cariche di conseguenze negative.
Questa tesi ha come obiettivo primario quello di evidenziare il legame tra la partecipazione a diversi tipi di attività organizzate, in particolare quelle motorie e sportive e il benessere dei preadolescenti.
Perché le attività sportive possono svolgere un ruolo nello sviluppo dei preadolescenti?
Secondo Palmonari, nel contesto storico attuale, definire la preadolescenza come “quel periodo di vita, compreso tra la fanciullezza e l’età adulta, durante il quale, nella persona, si verificano una serie di cambiamenti radicali che riguardano il corpo (maturazione biologica), la mente (sviluppo cognitivo) e i comportamenti (rapporti e valori sociali)” è generico e superficiale, dal momento che tale definizione non consente di cogliere, nella sua interezza, la complessità e l’importanza che questa fase di sviluppo assume nel percorso di vita di ciascun individuo. Piuttosto è indispensabile pensare alla preadolescenza come a “quella fase dello sviluppo umano che generalmente occupa gran parte della seconda decade della vita, nel corso della quale l’individuo acquisisce sia le caratteristiche fisiche e biofisiologiche che lo fanno sentire adulto, sia le competenze cognitive e sociali appropriate per inserirsi a pieno titolo nel mondo adulto” . Il preadolescente è dunque da considerarsi come una persona capace di partecipare attivamente alla vita del mondo di cui è parte.
La preadolescenza cessa di essere vista come un’età della vita caratterizzata da un inevitabile e pervasivo disagio, e il preadolescente non è più vittima inconsapevole di stimoli esterni o interni proprio perché soggetto attivo e protagonista del suo sviluppo. Partendo da questo presupposto risulterà necessaria ed indispensabile, nell’ottica della promozione di uno sviluppo positivo dei preadolescenti, una variegata pluralità di offerte provenienti dall’ambiente sociale in cui questi vivono.
Il preadolescente diventa un soggetto attivo, capace di cogliere dal proprio contesto di vita tute le occasioni e le opportunità che gli permettono di mettere alla prova le sue nuove capacità fisiche, cognitive, affettive, relazionali. Le attività sportive possono rappresentare una di tali occasioni, una grande opportunità per mettersi alla prova.
La partecipazione ad attività sportive è positivamente associata all’adattamento psicosociale dell’individuo, aiuta il preadolescente a far fronte agli importanti compiti di sviluppo di questa fase della loro vita e influenza positivamente la costruzione e lo sviluppo della propria identità.
“Lo sport possiede una straordinaria potenzialità educativa, ha infatti la capacità di affondare le radici nei mondi della vita delle persone, di mobilitare le loro emozioni, di mettere in moto i loro universi affettivi.

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2Introduzione “Qualsiasi forma di attività fisica che, mediante una partecipazione organizzata o meno, abbia come obiettivo il miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche, lo sviluppo delle relazioni sociali o il conseguimento di risultati nel corso di competizioni a tutti i livelli”. Definizione di sport (del Consiglio d’Europa) Attraverso il movimento lo sport educa tutte le dimensioni della personalità: motoria, emotivo-affettiva, socio-relazionale, cognitiva: sviluppa la consapevolezza e la conoscenza di quanto vissuto e sperimentato dal proprio corpo; presenta una varietà di offerte e appassiona; favorisce la partecipazione di tutti; è adatto ai bambini come agli adulti agonisti; oltre al divertimento soddisfa il bisogno di appartenenza.. Per tali ragioni bisogna credere nel valore educativo e motivante dello sport. Lo sport è una delle attività più esaltanti nelle vite dei preadolescenti. Che si tratti di andare in bicicletta, giocare a basket o sciare, lo sport è tra le attività umane che creano regolarmente un sentimento soggettivo di flow, l’esperienza ottimale in cui si raggiunge l’eccellenza della prestazione: la mente è concentrata, ci si diverte, il resto della propria vita è fuori dalla sfera della consapevolezza, il tempo può rallentare o accelerare, e ci si sente un tutt’uno con l’attività.1 Le attività sportive sono importanti perché forniscono quel senso di divertimento coinvolgente, quel piacevole sollievo dalle richieste, dalle pressioni, dai fastidi della vita quotidiana. Inoltre, gli sport sono attraenti per i preadolescenti perché comportano delle sfide. Sono attività in cui i preadolescenti sono portati a spingersi oltre i propri limiti, non solo a livello fisico, ma anche mentale. E ancora, gli sport sembrano stimolare i preadolescenti ad apprendere a controllare e disciplinare le loro azioni su livelli psicologici e sociali diversi. Essi imparano a dedicarsi allo sforzo, a lavorare duramente, a controllare la frustrazione e a lavorare in gruppo.2 1M. Csikszentmihalyi , Beyond boredom and anxiety: the experience of play in work and games, 1975, Jossey-Bass, San Francisco. 2 R. Mantegazza, Con la maglia numero sette: le potenzialità educative dello sport nell’adolescenza, 1999, Unicopli, Milano; S. Ciairano (a cura di), Le attività motorie e sportive nello sviluppo degli adolescenti, 2008, Laterza, Roma.

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