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La somministrazione di lavoro: la prospettiva dell'agenzia

Informazioni tesi

  Autore: Antonella Mastrantuono
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi del Molise
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Stefano Consiglio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

Lavoro temporaneo, lavoro interinale, lavoro in somministrazione, staff leasing: quanti modi per indicare una particolare forma di lavoro che si è diffusa soprattutto nell’ultimo decennio nel nostro Paese.
Con l’espressione lavoro interinale o, più correttamente, somministrazione di lavoro, si intende: “la fornitura professionale di manodopera, a tempo indeterminato o a termine” e coinvolge fondamentalmente tre soggetti: l’agenzia di somministrazione, il lavoratore somministrato e l’impresa utilizzatrice. Tra i tre si crea per l’appunto una triplice relazione che comporta la costituzione di due contratti: un contratto di somministrazione, stipulato tra agenzia e lavoratore ed un contratto di lavoro subordinato tra l’impresa utilizzatrice e l’agenzia. Tra lavoratore ed impresa, invece si va ad instaurare un rapporto di fatto, in quanto il lavoratore, anche se assunto dall’agenzia, fornisce le sue prestazioni fisico - intellettuali alla suddetta impresa.
Dal punto di vista giuridico due sono le leggi importanti che hanno disciplinato la tipologia di lavoro in questione: la 196/97, nota anche come pacchetto Treu, che ha introdotto il lavoro interinale, ed il decreto legislativo 276/2003, definito anche legge Biagi, che ha abolito la precedente a favore della somministrazione di lavoro.
Il decreto legislativo 276/2003 è stato emanato in attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003 n. 30, che oltre alla somministrazione di lavoro ha disciplinato l’appalto ed il distacco (art. 29-30), il lavoro intermittente (art. 33-40), il lavoro ripartito (art. 41-45), l’apprendistato ed il contratto di inserimento (art. 47-60), il lavoro a progetto ed occasionale (art. 61-74) ed infine, ha anche apportato modifiche al decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61 riguardo il lavoro a tempo parziale (art. 46).
Lo scopo principale di queste forme contrattuali è stato quello di creare più occupazione, anche se non da tutti tale riforma è stata vista di buon occhio.
Questo lavoro si è prefisso l’obiettivo di analizzare più da vicino il fenomeno della somministrazione di lavoro, una delle tipologie contrattuali disciplinate dalla riforma del 2003, ponendo particolare attenzione al soggetto che funge da intermediario tra lavoratore ed impresa: l’agenzia di somministrazione.
Con la somministrazione di lavoro, infatti è apparso un nuovo soggetto all’interno del mercato del lavoro, ben disciplinato dalla normativa italiana, che eroga importanti servizi non solo all’impresa, bensì anche al lavoratore, non limitandosi a svolgere una mera funzione di “sportello” a cui rivolgersi per ottenere informazioni.
Si è giunti a tali conclusioni consultando una vasta e approfondita bibliografia a riguardo.
Nel primo capitolo è stata effettuata un’analisi del mercato del lavoro italiano: il livello di occupazione, la disoccupazione giovanile, la condizione femminile, il gap presente tra nord e sud del Paese, il rapporto con il livello occupazionale dell’Unione Europea. In sintesi, quello che è il contesto in cui si inserisce la somministrazione di lavoro e il ruolo che assumono gli intermediari nel mercato del lavoro, cercando di far incontrare domanda e offerta.
Nel secondo capitolo ci si è soffermati sull’aspetto giuridico, facendo un excursus delle tappe fondamentali che hanno riguardato il lavoro temporaneo, approfondendo, però, le due leggi più recenti, che maggiormente hanno scosso il mercato del lavoro italiano: la 196/97 o pacchetto Treu e la 276/2003 o legge Biagi.
Nel terzo capitolo, si è entrati nel vivo del discorso, analizzando gli attori caratterizzanti la somministrazione di lavoro, ed esaminando l’agenzia somministratrice è stato effettuato il confronto tra società di fornitura di lavoro temporaneo (SFLT apparse con la 196/97) ed agenzia di somministrazione (d.lgs. 276/2003).
Il quarto e il quinto capitolo hanno analizzato nello specifico il soggetto che fa incontrare azienda e lavoratore: l’agenzia di somministrazione. In particolare nel quarto capitolo si sono riepilogate tutte le caratteristiche inerenti l’agenzia: requisiti, organizzazione, funzionamento. Il quinto capitolo si è soffermato, invece su una tipologia di agenzia di somministrazione: l’agenzia di tipo “specialista”, presentando dei casi.

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PREMESSA Lavoro temporaneo, lavoro interinale, lavoro in somministrazione, staff leasing: quanti modi per indicare una particolare forma di lavoro che si è diffusa soprattutto nell’ultimo decennio nel nostro Paese. Con l’espressione lavoro interinale o, più correttamente, somministrazione di lavoro, si intende: “la fornitura professionale di manodopera, a tempo indeterminato o a termine” e coinvolge fondamentalmente tre soggetti: l’agenzia di somministrazione, il lavoratore somministrato e l’impresa utilizzatrice. Tra i tre si crea per l’appunto una triplice relazione che comporta la costituzione di due contratti: un contratto di somministrazione, stipulato tra agenzia e lavoratore ed un contratto di lavoro subordinato tra l’impresa utilizzatrice e l’agenzia. Tra lavoratore ed impresa, invece si va ad instaurare un rapporto di fatto, in quanto il lavoratore, anche se assunto dall’agenzia, fornisce le sue prestazioni fisico - intellettuali alla suddetta impresa. Dal punto di vista giuridico due sono le leggi importanti che hanno disciplinato la tipologia di lavoro in questione: la 196/97, nota anche come pacchetto Treu, che ha introdotto il lavoro interinale, ed il decreto legislativo 276/2003, definito anche legge Biagi, che ha abolito la precedente a favore della somministrazione di lavoro. Il decreto legislativo 276/2003 è stato emanato in attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003 n. 30, che oltre alla somministrazione di lavoro ha disciplinato l’appalto ed il distacco (art. 29-30), il lavoro intermittente (art. 33-40), il lavoro ripartito (art. 41-45), l’apprendistato ed il contratto di inserimento (art. 47-60), il lavoro a progetto ed occasionale (art. 61-74) ed infine, ha anche apportato modifiche al decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61 riguardo il lavoro a tempo parziale (art. 46). Lo scopo principale di queste forme contrattuali è stato quello di creare più occupazione, anche se non da tutti tale riforma è stata vista di buon occhio. Questo lavoro si è prefisso l’obiettivo di analizzare più da vicino il fenomeno della somministrazione di lavoro, una delle tipologie contrattuali disciplinate dalla riforma del 2003, ponendo particolare attenzione al soggetto che funge da intermediario tra lavoratore ed impresa: l’agenzia di somministrazione. Con la somministrazione di lavoro, infatti è apparso un nuovo soggetto all’interno del mercato del lavoro, ben disciplinato dalla normativa italiana, che eroga importanti servizi non solo all’impresa, bensì anche al lavoratore, non limitandosi a svolgere una mera funzione di “sportello” a cui rivolgersi per ottenere informazioni.

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