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La Spagna di Zapatero sulla stampa italiana: stereotipi e idealizzazioni

Informazioni tesi

  Autore: Sara Napolitano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Natalia Cancellieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

SINOSSI (in spagnolo)

El presente trabajo nace del interés por el tema de los estereotipos y prejuicios relativos a las culturas ajenas. En particular, mi estudio se ha centrado en la manera en que algunas medidas políticas que han caracterizado el primer gobierno Zapatero (2004-2008) han sido percibidas y comentadas por la prensa italiana. Estudiando la concepción política del jefe del gobierno español resulta que dicha concepción se basa ante todo en una renovación social que consta en el mantenimiento de las promesas hechas a los ciudadanos antes de ser elegido. El principio político de Zapatero es el socialismo en el que el ciudadano es el sujeto esencial: lo que el líder llama “socialismo ciudadano”. Estos aspectos han despertado mi interés hacía ciertas reformas sociales que extienden la libertad y los derechos individuales de los españoles: la reforma del matrimonio homosexual, la reforma sobre la televisión pública y la ley sobre la investigación biomédica. Un primer elemento a destacar dentro del análisis que ha llevado a este trabajo es la impresión que la figura del jefe del gobierno siempre recurre como un símbolo en el debate público italiano. Este símbolo puede tener un alcance positivo o negativo conforme a las tesis defendidas por quiénes las utilicen. Analizando las nociones de estereotipo y prejuicio a partir de algunos significativos textos críticos de corte sociólogico, llama la atención el papel fundamental de la prensa en la difusión de prejuicios sociales. La prensa transmite de forma persuasiva ciertas informaciones y creencias estereotipadas, valiéndose de estrategias particulares por medio de las cuales manifiesta la ideología del grupo social dominante.
A raíz de estos elementos, he decidido analizar tres reformas sociales a través de la imagen que de ellas ofrece la prensa italiana y, con particular atención, he consultado unos artículos periodísticos publicados entre el 2004 y el 2009, justo en el periodo del primer mandato de Zapatero. El presente estudio se pone el objetivo de enfocar la medida en que los temas de las reformas hayan sido idealizados por parte de la prensa italiana, en particular por medio de la opinión de los periódicos “Corriere della Sera” y “La Repubblica” y por medio de las revistas “L'espresso” y “Panorama”.
La ley sobre las uniones homosexuales resulta sin duda ser el asunto más idealizado y puesto de relieve por parte de la prensa, a pesar de la diferente visión política de cada diario y revista consultados. La utilización de estereotipos, prejuicios o símbolos respecto a los matrimonios gay se nota en todos los documentos que he analizado, de manera más o menos marcada según la fuente de información. La prensa produce opiniones idealizadas sobre la ley 13/2005 representándola como un tema chocante para la sociedad y la cultura italianas. De modo similar, aunque de manera mucho menos impactante respecto a la reforma anterior, la prensa dedica bastante atención a la ley sobre la investigación biomédica, representando la ley de forma idealizada y basándose en los contenidos científicos específicos cuyo significado puede resultar de difícil comprensión para buena parte de la sociedad no sólo italiana. En cambio, el asunto que menos está comentado por la prensa italiana a través del empleo de estereotipos, clichés o símbolos es la liberalización de la televisión pública. Dicha reforma es propuesta con mucho menos énfasis respecto a las anteriores, probablemente a causa de su minor contenido simbólico, ya que, si la comparamos con la ley sobre la investigación biomédica y, sobre todo, con la reforma del matrimonio homosexual, la liberalización de la televisión pública es un tema que no tiene que ver con principios éticos o religiosos. Al revés, la reforma del matrimonio gay y la sobre la investigación biomédica están relacionadas con temáticas ético-religiosas, que son utilizadas por la prensa con el fin de otorgar una mayor resonancia a las leyes relativas, llegando a idealizarlas aún más.
A la luz de esta investigación, ha sido bastante fácil comprobar la función fundamental de la prensa en la creación de estereotipos y prejuicios acerca de temáticas sociales dirigida a fomentar el debate público. Los simbolos de libertad y laicismo extremo, relacionados con el matrimonio gay, son estratégicamente utilizados para presentar la ley como una revolución impactante de la sociedad española en su totalidad. Los estereotipos de modernidad y atentado contra la moral, relacionados con la investigación biomédica, provocan impacto a través de la estrategia de trasladar toda la atención a temáticas ético-religiosas. Finalmente, la carga simbólica de la liberalización de la televisión pública resulta infravalorada por parte de la prensa italiana, que no suele destacar la importancia de esta ley come en cambio suele hacer con respecto a las demás, para presentarla, al contrario, como un cambio irrelevante para España y su tejido político-social.

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INTRODUZIONE Il presente lavoro deriva da un interesse particolare nei confronti del governo Zapatero e dall’interesse per il ruolo e gli effetti che stereotipi e pregiudizi hanno all’interno della societ spagnola. Tenendo conto degli studi secondo cui i media utilizzano strategie particolari per presentare le informazioni, mantenendo e rafforzando stereotipi e pregiudizi1, l’elaborato vuole mostrare come alcune riforme sociali approvate da Zapatero vengono commentate dalla stampa italiana, ponendo l’accento sulla misura in cui esse vengono idealizzate. Gli stereotipi sociali vengono definiti dal giornalista Walter Lippmann come rigide generalizzazioni riguardanti gruppi sociali, dal contenuto illogico e inesatto: costituiscono un modo parziale e inadeguato di rappresentare il mondo, attraverso immagini esagerate e generalizzate, tali da annullare ogni variabilit individuale 2. Uno degli approcci fondamentali nel dibattito sulla formazione degli stereotipi Ł quello culturale, che concepisce questi schemi mentali come prodotti del contesto sociale e culturale3. Gli stereotipi fanno parte del bagaglio culturale di ogni individuo (anche di chi non li condivide); rivelano elementi della realt quotidiana e presentano una particolare resistenza al cambiamento4, nel senso che le persone, per interpretare ci che le circonda, tendono a ricercare le informa zioni piø coerenti con i propri schemi e con le proprie aspettative5. Analogamente, il pregiudizio Ł un opinione precostituita, non fondata su un esame diretto e attento della realt e priva di giustific azioni razionali; esso Ł una posizione mentale imposta dall ambiente e dalla tradizione. Secondo studi di psicologia sociale, il pregiudizio Ł una predisposizione a pensare, giudicare, agire in modo sfavorevole nei confronti di gruppi sociali diversi dal proprio. Questo atteggiamento individuale 1 Cfr. Paola Villano, Pregiudizi e stereotipi, Roma, Carocci, 2003, pp. 102-103. 2 Ivi, p. 10. 3 Ivi, p. 15. 4 Ivi, p. 43. 5 Ivi, p. 29. 6

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