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Il regime fiscale degli acquisti da paradisi fiscali

La Tesi parla del trattamento tributario delle operazioni effettuate con soggetti residenti in paradisi fiscali (Articolo 110 TUIR). Analizza inoltre i collegamenti tra tale normativa e la normativa CFC (Art. 167-168 TUIR). Contiene anche gli aggiornamenti delle normative alla finanziaria 2008 (Black List - White List)

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2 Il regime fiscale degli acquisti da paradisi fiscali, di Debenedetti Francesco 1. Introduzione I Paradisi fiscali non sono un invenzione moderna: gi{ nell’antica Grecia si hanno notizie di isole che venivano usate come deposito dai mercanti-navigatori per evitare di pagare la tassa sui beni importati (del 2%) imposta dalla città stato di Atene. In seguito, nel medioevo i mercanti della Lega Anseatica che stabilivano le proprie compagnie a Londra venivano esentati dalle tasse (invenzione della competizione fiscale) e anche alcune bolle papali garantivano benefici fiscali ai mercanti stranieri che operavano nello Stato Vaticano (ancora oggi considerato paradiso fiscale visto il particolare status giuridico dello IOR). Molti storici riconoscono comunque nella Svizzera e nel Liechtenstein i primi veri paradisi fiscali moderni: partiti dallo status di rifugio per i capitali dell’alta borghesia Europea del diciottesimo - diciannovesimo secolo spaventata dalle insurrezioni popolari, grazie alla loro neutralità nella prima e nella seconda guerra mondiale si ritrovarono ad avere tasse sensibilmente inferiori rispetto al resto dei paesi europei (oberati dalle spese per la ricostruzione). La questione è comunque tuttora discussa dagli storici ed è difficile individuare un singolo evento che abbia dato il via al fenomeno. Lo sviluppo esteso dei paradisi fiscali è comunque avvenuto nel ventesimo secolo grazie alla globalizzazione dei mercati e allo sviluppo dei mezzi di comunicazione. I paradisi fiscali si differenziano da altri stati perché presentano una o più caratteristiche fondamentali: ξ Stabilità economica e politica ξ Forte rete di comunicazioni ξ Regole particolarmente rigide sul segreto bancario ξ Regime di imposizione fiscale molto basso o assente ξ Ridotte formalità societarie e contabili per la creazione di società offshore ξ Regole favorevoli per l'impiantazione di servizi finanziari (quali la gestione di fondi d’investimento) ξ Uso di una valuta facilmente convertibile o legata a Dollaro, Sterlina o Euro. Ovviamente non tutti i paradisi fiscali presentano queste caratteristiche ed è quindi difficile dare una vera e propria definizione di paradiso fiscale: il periodico

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Debenedetti Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.