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Strategia comunitaria per l'ambiente marino: proteggere la biodiversità marina attraverso la rete natura 2000. Un esempio: l'Area Marina Protetta dell'Asinara

il lavoro vuole mostrare come la protezione dell'ambiente marino passi, in particolare a livello comunitario, ma anche sul piano internazionale e nazionale, per la creazione di aree marine protette. E' composto di 5 capitoli e collega tre piani normativi: l'internazionale, analizzando le principali convenzioni riguardanti la tutela del mare e della biodiversità marina; il piano comunitario, con le principali direttive sulle acque e l'ambiente marino (direttiva 2000/60/Ce e direttiva 2008/56/Ce) e quelle riguardanti la tutela della biodiversità (direttiva "Uccelli" e direttiva "Habitat"); ed il piano nazionale, attraverso l'analisi della Legge quadro sulle aree protette (L.n. 394/1991). l'attenzione si concentra sulla nuova politica comunitaria di difesa dell'ambiente marino, la quale passa attraverso gli strumenti già esistenti della rete Natura 2000 e dello strumento finanziario per l'ambiente LIFE. Nel quinto ed ultimo capitolo si mostra come, in concreto, le convenzioni internazionali ed, in particolare, le norme comunitarie, vengano applicate attraverso l'esempio dell'Area Merina Protetta "Isola dell'Asinara" ed il ParcoNazionale dell'Asinara.

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1 PREFAZIONE “IL PIANETA BLU”, così la terra si presenta agli occhi di chi la guarda dallo spazio. Un colore dovuto alla presenza di mari e oceani i quali ricoprono più del 70% della superficie terrestre e rappresentano la quasi totalità degli spazi vitali sulla terra 1 . La loro presenza è fondamentale non solo per la vita umana ma per l’intero equilibrio ecologico del nostro pianeta; rappresentano un immenso serbatoio d’acqua e l’anello principale del relativo ciclo 2 ; sono anche serbatoi di calore, da qui l’importanza per il controllo climatico della Terra 3 . Da essi l’uomo può ricavare alimenti, materie prime come gas e petrolio (o più semplicemente sale), ma anche energia. Non si può dimenticare che mari ed oceani sono anche importanti vie di comunicazione che hanno permesso non soltanto lo sviluppo commerciale dei popoli, ma anche la loro espansione, in termini di conquiste, e la conoscenza di nuove terre e culture. Ai giorni nostri il mare è una risorsa fondamentale per l’economia turistica: un mare incontaminato, o per lo meno pulito, è sicuramente una carta vincente per attirare i turisti (noi lo sappiamo bene visto che l’economia sarda molto deve alle sue incantevoli spiagge e allo splendido mare cristallino). Il mare è quindi una risorsa fondamentale; il problema consiste nel fatto che, come tutto ciò che esiste al mondo, si tratta di una risorsa non infinita e, soprattutto, destinata ad essere influenzata e modificata dalle attività umane che, direttamente o indirettamente, lo coinvolgono. Per troppo tempo siamo stati convinti della “l’immortalità” dei mari e degli oceani (insieme con le loro risorse), perciò li abbiamo sfruttati e contaminati, usandoli come fossero immense discariche, senza preoccupazioni. Solo recentemente ci siamo resi conto che tali convinzioni non erano corrette: anche mari ed oceani “risentono” dell’ utilizzo indiscriminato che ne abbiamo fatto, così come le loro risorse non sono infinite. Una nuova consapevolezza che cade come un fulmine a ciel sereno. Ed ecco che, finalmente, il secolo scorso, la comunità internazionale ha intrapreso i primi passi, prima timidamente e poi, via via, sempre con 1 http://www.ideali.be/osservatorio/basic432.html 2 L’acqua degli oceani evapora, sale nell’atmosfera e ricade sulla terra sotto forma di pioggia, tornando al mare attraverso i fiumi. 3 Assorbono l’energia solare per poi rilasciare lentamente il calore.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Stefania Napoli Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.