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Partiti politici e Parlamento Europeo

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Claudio Vella
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Francesca  Longo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

Nella realtà dei nostri giorni l’Europa unita appare solida.
La storia dell’Unione europea consiste però in una sequenza di piccoli e grandi passi: grandi perché ogni volta rappresentavano una sfida al tradizionale spirito di divisione che ha sempre caratterizzato gli europei, piccoli perché ognuno era soltanto una minima parte del percorso che i suoi convinti sostenitori sognavano di riuscire a tracciare.
L’Unione europea raggruppa oggi 27 Paesi membri, che comprendono circa metà del territorio e due terzi della popolazione del continente.
Tutti i Paesi membri hanno l’obiettivo di realizzare una vera unione economica e politica.
L’Unione europea non è uno Stato vero e proprio, tuttavia le sue istituzioni sono al centro di un sistema politico che produce decisioni collettive destinate ad avere effetto sulla distribuzione di risorse economiche e sulla ripartizione di valori sociali e politici nel territorio degli Stati membri nell’ambito di una sfera pubblica che non è tuttavia definita una volta per tutte.
La tesi da me presentata riguarda, fra le varie istituzioni rappresentative, il Parlamento europeo. Esso ha sede a Strasburgo ed è composto da 736 europarlamentari eletti direttamente dai cittadini dell’Ue ogni 5 anni.
Nel capitolo I di tale lavoro, ho ripercosso le principali tappe storiche della nascita dell’Unione europea, della sua evoluzione e trasformazione, del ruolo del Parlamento europeo nella stesura del Trattato di Lisbona, allargando lo sguardo ai poteri del Parlamento europeo nell’ambito della formazione degli atti comunitari. Tali poteri sono una risposta all’esigenza di rafforzare la legittimità democratica del Parlamento europeo e che sembrano inaccessibili al cittadino a causa della complessità del loro funzionamento.
Nel secondo capitolo ho messo in risalto i partiti politici europei, considerati attori importanti per lo sviluppo dell’Ue e come si sono evoluti.
La mia scelta ha privilegiato i gruppi parlamentari del Parlamento europeo in quanto essi costituiscono il fuoco analitico più utile per lo studio dello sviluppo degli europartiti. Successivamente ho affrontato i fattori istituzionali ed elettorali che possono rispettivamente favorire o ostacolare l’istituzionalizzazione degli europartiti. Infine ho elencato gli europartiti allo stato attuale.
Il terzo capitolo è diviso in due parti riguardante il sistema elettorale europeo e la nuova legge elettorale per le elezioni degli eurodeputati italiani al Parlamento europeo.
Il sistema elettorale europeo è un sistema uniforme e differenziato, basato su due livelli: uno a livello europeo regolato da norme comunitarie che contengono principi uguali per tutti i Paesi membri e il secondo livello regolato da singole leggi nazionali che contengono disposizioni con validità territoriali.
La seconda parte di tale capitolo riguarda la nostra disciplina elettorale che ha introdotto, per la prima volta, la famosa soglia di sbarramento del 4% condivisa tra i due maggiori partiti del nostro paese PDL e PD. Tale modifica trasforma il sistema proporzionale precedente per le elezioni del Parlamento europeo in uno scrutinio più moderno e più razionale.
Infine l’ultima sezione è dedicata alle recenti elezioni europee del giugno del 2009. Esse si possono considerare le più grandi elezioni democratiche dell’Occidente.
Per far risaltare meglio l’importanza delle elezioni europee ho scelto di fare un confronto tra queste e i precedenti appuntamenti elettorali, per cercare di verificare se il voto europeo abbia assunto finalmente una sua identità specifica, oppure se sia ancora oggi influenzato dalle vicende politiche nazionali dei singoli Paesi membri. Inoltre ho scelto il confronto con le precedenti elezioni politiche con lo scopo di evidenziare un aspetto caratteristico delle elezioni europee come “elezioni di medio termine” (mid-term elections) per esprimere un giudizio sulla conduzione del governo di un partito di maggioranza, e talvolta, per esprimere un voto sanzione nei confronti di questa.
Un confronto con le elezioni politiche è stato proficuo per mettere in luce le differenze di comportamento sia degli elettori che dei partiti, e quindi le differenze di significato che questi attribuiscono alle due diverse elezioni.

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Introduzione. Nella realtà dei nostri giorni l’Europa unita appare solida. La storia dell’Unione europea consiste però in una sequenza di piccoli e grandi passi: grandi perché ogni volta rappresentavano una sfida al tradizionale spirito di divisione che ha sempre caratterizzato gli europei, piccoli perché ognuno era soltanto una minima parte del percorso che i suoi convinti sostenitori sognavano di riuscire a tracciare. L’Unione europea raggruppa oggi 27 Paesi membri, che comprendono circa metà del territorio e due terzi della popolazione del continente. Tutti i Paesi membri hanno l’obiettivo di realizzare una vera unione economica e politica. L’Unione europea 1 non è uno Stato vero e proprio, tuttavia le sue istituzioni sono al centro di un sistema politico che produce decisioni 1 Specifico che l’Unione europea non nasce come un’organizzazione tra governi (come le Nazioni Unite) né come una federazione di Stati (come gli Stati Uniti d’America), ma nasce come una confederazione di Stati cioè come un organismo sui generis, in cui i suoi Paesi membri hanno creato una serie di Istituzioni comuni a cui delegano parte della propria sovranità nazionale in modo che le decisioni su questioni specifiche di interesse comune possano essere prese democraticamente a livello europeo. 1

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