Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il cinema riflesso. Introduzione a forme e generi del metacinema.

“Metacinema è termine che si accoglie a significare quel cinema che, consapevole di sé e del proprio linguaggio, delle proprie strutture e dei propri stili, dei propri meccanismi produttivi ed economici e della propria storia, decida di esibire se stesso, di dare rappresentazione del cinema stesso mettendosi in scena in quanto oggetto del mostrare. Diversamente dalla fruizione tipica del cinema classico hollywoodiano, diversamente da quella dedita al consumo del cinema moderno, il contemporaneo spettacolo cinematografico, soprattutto, esige una diversa partecipazione, una croyance qualitativamente inedita, di fatto metacinematografica.
Una partecipazione, quella richiesta dal metacinema, che pare diversa, da quella virginale e attonita richiesta dal famoso treno dei Lumière, che per la prima volta era lì, e sembrava far irruzione in sala ”.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 INTRODUZIONE Lei - «Di solito cena solo?» Lui - «No, no…a volte con Eisenhower, Billy Wilder…» Questo botta e risposta recitato da Jack Lemmon e Shirley McLaine nel film premio oscar L’appartamento (1960) non solo riassume in una battuta tutto il sarcasmo e l’ironia che il regista Billy Wilder ha inserito nei suoi film trattando la tematica del metacinema, ma ci aiuta a comprendere da subito come le sfumature che riempiono i contorni del concetto stesso di metacinema siano innumerevoli e di intensità assolutamente diverse. In un fondamentale saggio dall'eloquente titolo Che cos'è il cinema? 1 , il fondatore dei Cahiers du Cinema André Bazin pone all'origine dell'arte cinematografica il complesso della mummia. Ovvero: "La religione egizia, diretta interamente contro la morte, faceva dipendere la sopravvivenza dalla perennità materiale del corpo. Essa soddisfa con ciò un bisogno fondamentale della psicologia umana: la difesa contro il tempo. Fissare artificialmente le apparenze carnali dell'essere vuol dire strapparlo al flusso della durata: ricondurlo alla vita". Secondo l'autore, 1 BAZIN- André, Che cos’è il cinema?, Garzanti, Milano, 1994, p.34-37.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Paolo Filippini Lera Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2184 click dal 13/10/2009.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.