Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il corpo, un nuovo strumento per la messa in scena fotografica

Il rapporto tra corpo, performance e narrazione è il punto focale della mia tesi che procede oltre i semplici confini della figurazione e apre ad un discorso sull’identità femminile contemporanea, toccando, in particolar modo, alcune tematiche importanti della produzione fotografica di sei artiste: Judy Dater, Nan Goldin, Cindy Sherman, Sophie Calle, Francesca Woodman e Elina Brotherus, che coprono l’arco temporale degli ultimi trent’anni del secolo scorso (‘70-‘80-‘90).
La mia tesi, in definitiva, intende mostrare come la fotografia possa essere narrazione o messa in posa di una società che avanza al passo degli stereotipi e della massificazione, dove nessuno/a possiede più una propria identità e dove le donne vanno alla ricerca della loro svanita femminile naturalità.

Mostra/Nascondi contenuto.
     5 Introduzione Il rapporto tra corpo, performance e narrazione è il punto focale della mia tesi che procede oltre i semplici confini della figurazione e apre ad un discorso sull’identità femminile contemporanea, toccando, in particolar modo, alcune tematiche importanti della produzione fotografica di sei artiste: Judy Dater, Nan Goldin, Cindy Sherman, Sophie Calle, Francesca Woodman e Elina Brotherus, che coprono l’arco temporale degli ultimi trent’anni del secolo scorso (‘70-‘80-‘90). Il primo capitolo dispiega una panoramica degli eventi storico-artistici caratterizzanti il periodo preso in esame che hanno influenzato fortemente l’operato delle artiste, dalla lotta per i diritti delle donne negli anni Settanta fino ad arrivare alla creazione di nuovi modelli femminili da parte dei mass media. Le artiste ci propongono di combattere, coi loro mezzi fotografici, la dilagante massificazione degli stereotipi mediatici, suggerendo una riconsiderazione della figura della donna capace di riscoprire se stessa e la sua essenza: non più soltanto apparenza televisiva o cinematografica. Il capitolo prosegue mostrando le mille sfaccettature di queste artiste che, tramite un ricco gioco di travasi artistici e culturali, hanno individuato nella messa in mostra del proprio corpo il nucleo della loro ricerca, attraverso il quale compiere una possibile ricostruzione identitaria. Il discorso procede esponendo i molteplici influssi artistici che le hanno portate a forgiare nuovi linguaggi visivi, costituiti da istantanee e racconti di immagini e parole.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Serafinelli Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11480 click dal 13/10/2009.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.