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Il terrorismo internazionale tra rispetto della sovranità statale e tutela dei diritti umani

Informazioni tesi

  Autore: Fanny Consolazio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Ilaria Viarengo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 153

Se si parla di terrorismo oggi non si può più prescindere dai terribili eventi dell’11 settembre 2001. Dopo più di sette anni infatti, sono ancora vive nella memoria collettiva le immagini del crollo delle Twin Towers di New York. E’ indubbio che tale data abbia impresso una svolta epocale a cui il diritto internazionale non poteva rimanere estraneo. E’ andato infatti formandosi un nuovo quadro giuridico, di cui la war on terror di Bush o le sempre maggiori restrizioni ai diritti umani costituiscono il corollario.
Pur essendo un fenomeno recente, il terrorismo ha interessato quasi tutte le nazioni negli ultimi due secoli di storia. Ciò che però distingue l’attuale terrorismo da quello dei secoli passati è la sua capacità di colpire indiscriminatamente qualunque individuo, ed in particolare il diritto di costui a vivere libero dalla paura.
In ogni emergenza si profila il rischio della violazione dei diritti umani e di deroghe alla costituzione. In questa tesi si vuole illustrare la tensione esistente in situazioni d’emergenza tra il rispetto della sovranità degli stati, la tutela dei diritti umani e l’adozione di efficaci misure di prevenzione e contrasto.
L’oggetto di questa tesi è il terrorismo di carattere internazionale, per questa ragione non si può prescindere da una definizione giuridica del termine. Nel primo capitolo ho cercato innanzitutto di delineare le difficoltà a tale proposito, e di evidenziare come la nozione di terrorismo internazionale non sia immediatamente deducibile per il solo fatto di coinvolgere più di un paese. Ho ritenuto appropriato inserire una breve sintesi storica del terrorismo, per evidenziare come questo fenomeno abbia mostrato una certa continuità nel tempo ma anche le sue peculiarità al giorno d’oggi. Ho poi messo in luce le categorie in cui il terrorismo può essere fatto ricadere, e ne ho riportato le definizioni date della dottrina dominante.
Nel secondo capitolo mi sono occupata delle misure antiterrorismo e del tema dell’uso della forza in risposta ad atti terroristici. Ho preso in considerazione, in primo luogo, le misure comportanti l’uso della forza radicate nel sistema di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite. In particolare ho analizzato gli aspetti più ricorrenti del dibattito che ritiene gli atti terroristici assimilabili ad attacchi armati ex art. 51, e ho esaminato i problemi sollevati dall’applicazione del regime di legittima difesa in tale contesto, per poi concentrarmi sul tema della guerra preventiva così come annunciata dal presidente Bush. In secondo luogo ho brevemente esposto le più frequenti misure non comportanti l’uso della forza, ed in particolare le contromisure di carattere finanziario.
Nel terzo capitolo ho poi affrontato la questione della competenza giurisdizionale. Dapprima mi sono soffermata sui meccanismi di cooperazione tra stati, con particolare riguardo per l’istituto dell’estradizione, e successivamente, a livello regionale, ho brevemente esposto le novità rappresentate dal mandato d’arresto europeo. Ho ritenuto poi indispensabile affrontare la questione del rispetto delle garanzie giudiziarie anche attraverso la giurisprudenza della Corte Europea, così come la questione delle deroghe in situazioni d’emergenza, di nuovo con particolare attenzione alle pronunce della Corte.
L’ultimo capitolo è invece dedicato al fenomeno delle extraordinary renditions, in quanto pienamente rappresentativo della difficoltà di bilanciamento esistente tra il rispetto della sovranità degli stati e la tutela dei diritti umani. Ho esposto le caratteristiche del fenomeno e la sua illegalità sul piano del diritto internazionale, per poi successivamente passare in rassegna le profonde riforme del diritto penale statunitense in materia di terrorismo che hanno visto la creazione di commissioni militari ad hoc. Ho poi illustrato le azioni compiute a livello europeo per indagare su tali pratiche e per contrastarle, e ho voluto concludere con l’esposizione del più rappresentativo dei casi di rendition che ha visto coinvolto in prima persona il nostro paese: il sequestro di Abu Omar.

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INTRODUZIONE Se si parla di terrorismo oggi non si può più prescindere dai terribili eventi dell’11 settembre 2001. Dopo più di sette anni infatti, sono ancora vive nella memoria collettiva le immagini del crollo delle Twin Towers di New York. E’ indubbio che tale data abbia impresso una svolta epocale a cui il diritto internazionale non poteva rimanere estraneo. E’ andato infatti formandosi un nuovo quadro giuridico, di cui la war on terror di Bush o le sempre maggiori restrizioni ai diritti umani costituiscono il corollario. Pur essendo un fenomeno recente, il terrorismo ha interessato quasi tutte le nazioni negli ultimi due secoli di storia. Ciò che però distingue l’attuale terrorismo da quello dei secoli passati è la sua capacità di colpire indiscriminatamente qualunque individuo, ed in particolare il diritto di costui a vivere libero dalla paura. In ogni emergenza si profila il rischio della violazione dei diritti umani e di deroghe alla costituzione. In questa tesi si vuole illustrare la tensione esistente in situazioni d’emergenza tra il rispetto della sovranità degli stati, la tutela dei diritti umani e l’adozione di efficaci misure di prevenzione e contrasto. L’oggetto di questa tesi è il terrorismo di carattere internazionale, per questa ragione non si può prescindere da una definizione giuridica del termine. Nel primo capitolo ho cercato innanzitutto di delineare le difficoltà a tale proposito, e di evidenziare come la nozione di terrorismo internazionale non sia immediatamente deducibile per il solo fatto di coinvolgere più di un paese. Ho ritenuto appropriato inserire una breve sintesi storica del terrorismo, per evidenziare come questo fenomeno abbia mostrato una certa continuità nel tempo ma anche le sue peculiarità al giorno d’oggi. Ho poi messo in luce le categorie in cui il terrorismo può essere fatto ricadere, e ne ho riportato le definizioni date della dottrina dominante. Nel secondo capitolo mi sono occupata delle misure antiterrorismo e del tema dell’uso della forza in risposta ad atti terroristici. Ho preso in 1

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Parole chiave

11 settembre
abu omar
deroghe ai diritti umani
diritti umani
divieto di tortura
estradizione
extraordinary renditions
garanzie giudiziarie
legittima difesa
sovranità
terrorismo

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