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Camillo Litta, Generale e Governatore di Tortona: una carriera militare al servizio degli Asburgo nel primo Settecento

Questa tesi di laurea ha cercato di coniugare tre diverse prospettive di ricerca: la biografia e la carriera militare di un nobile milanese, lo studio della carica di Governatore di Piazza nel Ducato di Milano nel primo ventennio del XVIII secolo, la ricostruzione degli eventi bellici e non della Lunigiana nel medesimo periodo. Lo studio è stato condotto utilizzando prevalentemente fonti inedite, in quanto sugli argomenti interessati la bibliografia edita era scarsa o datata, quando non del tutto assente, come è avvenuto per quanto attiene allo studio della carica di Governatore di Piazza. In ciò, a mio giudizio, consiste il pregio principale della tesi, che in questo settore si propone come primo contributo allo studio di questa funzione.

Nella prima parte della tesi ci si è concentrati sulle vicende umane e sulla carriera militare del Marchese Camillo Litta (1675-1722), nobile milanese, salito da semplice moschettiere dell’esercito imperiale a Generale e Governatore della Piazza di Tortona. Si sono seguite le sue scelte di carriera, considerate nella strategia familiare; è stata studiata la sua partecipazione alla guerra di successione spagnola, dove ha combattuto nelle battaglie di Calcinato e Castiglione. Si è quindi particolarmente approfondita la parte avuta dal Marchese negli eventi bellici dell’autunno 1706 – primavera 1707, quando fu a capo di una spedizione inviata a sgombrare dalla presenza francese e spagnola la Lunigiana e la Garfagnana, culminata nell’assedio e resa della fortezza di Montalfonso. Le fonti inedite più utilizzate sono conservate nell’Archivio di Stato di Milano: fondo Militare parte antica, fondo Litta Modignani.

La parte centrale dello studio è completamente dedicata all’analisi dei compiti e delle questioni cui il Litta dovette attendere come Governatore e Castellano della Piazza di Tortona: rapporti con l’autorità centrale, amministrazione delle truppe presidiali, gestione dei problemi da loro creati a civili e religiosi, transiti di truppe, riforma di reggimenti, rapporti con le potenze confinanti, spionaggio, lotta a diserzione e contrabbando, istituzione e gestione di una galeotta per lavori forzati, lavori di restauro alle fortificazioni, transito di personalità eccellenti e via dicendo. E’ sicuramente la parte più innovativa della tesi, in quanto condotta praticamente senza l’ausilio di materiale edito, basandosi esclusivamente su fonti documentali dirette: esse sono costituite per la maggior parte da documenti conservati nell’Archivio di Stato di Milano. I fondi più utilizzati sono stati Militare parte antica, Litta Modignani, Registri delle Cancellerie dello Stato.

Da ultimo si è proceduto a collocare alcune interessanti appendici: una è dedicata alla storia della Lunigiana nella guerra di Successione Spagnola tra il 1704 e il 1706, le altre sono invece dedicate a singole missioni di cui il Litta fu incaricato. Esse sono: una missione in Lunigiana (1708-1709), una missione a Comacchio (1709-1710), la rivolta di Massa e la difesa della Lunigiana (1717-1718), una missione a Genova (1719). Anche per questi studi l’apporto delle fonti edite è stato poco consistente: si è infatti utilizzato largamente materiale documentario dell’Archivio di Stato di Milano, principalmente i fondi Feudi Imperiali, Carteggi Consolari, Litta Modignani.

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17 CAPITOLO PRIMO GLI ANNI GIOVANILI FINO ALLA CAMPAGNA D'ITALIA DEL 1706 "Milla seicento settanta cinque adi' otto Genaro Sig. Gasparo Camillo Giuseppe Maria figlio del Ill.smo I.C. Gerolamo Litta e Sig.a Dona Maria Iugali nato il cinque detto e' stato battezzato da me Gio. Castiglione Curato. Compadre l'Ill.mo Sig. Cavagliere Camillo Litta di questa Parochia S.a Maria Passarella."(1) Iniziava cosi' la vicenda terrena di Camillo Litta, quarto figlio di Gerolamo e di Antonia Maria Grimaldi genovese (2). Il padre, Gerolamo, apparteneva ad una prestigiosa casata patrizia ed era membro del Nobile Collegio dei Giureconsulti di Milano (3); nel 1671 fu designato dal Governatore del Ducato di Milano, Don Gaspar Tellez Giron, Duca di Ossuna, all'ufficio di luogotenente del Vicario di Provvisione per il 1671 e di Vicario di Provvisione della citta' di Milano per il 1672 (4). Nel 1669 Gerolamo si era sposato e, due giorni dopo la nomina a Luogotenente del Vicario di Provvisione, nasceva il primogenito Alessandro . A lui seguirono Gio.Battista nel 1672, Anna Francesca nel 1673, Camillo nel 1675; Giuseppe Alfonso, nato nel 1676, mori' l'anno successivo, cosi' come l'ultimo figlio maschio, nato morto (5). Il padre, intanto, illustrava la sua carriera cumulando varie cariche: Auditore del Marchesato di Voghera nel 1672, Conservatore del Patrimonio nello stesso anno, Vicario Pretorio di Milano per il biennio 1676/1677, Deputato dell'Ospedale dei mendicanti di Milano nel 1677, Protettore del monastero di S.Paolo in Milano nel 1679, Pretore della Valsolda nel 1682, di nuovo Luogotenente del Vicario di Provvisione nel 1685 e Vicario di Provvisione nel 1686 (6). Una carriera, che lo poneva a stretto contatto con le supreme cariche civili e religiose del Ducato di Milano e che era destinata a perpetuarsi attraverso la cooptazione nei ranghi dell'amministrazione civile del figlio primogenito, Alessandro, chiamato tra i XII di Provvisione nel 1695 e nel 1699, ed avviato agli studi legali, che coronera' con la Laurea in Giurisprudenza a Pavia nel 1698. Il secondo figlio, Gio.Battista, era invece destinato alla carriera ecclesiastica: canonico ordinario della

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Romano Oriani Contatta »

Composta da 485 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.