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Portfolio insurance e strategie dinamiche

La portfolio insurance può essere intesa come una polizza assicurativa su un portafoglio rischioso, ad esempio azionario, che consenta di controllare il livello di rischio, permettendo allo stesso tempo di sfruttare, in termini di rendimento, i vantaggi dell’investimento azionario. L’obiettivo di queste tecniche è quindi quello di proteggere il valore dell’investimento da potenziali ribassi del mercato e di beneficiare, contestualmente, dell’opportunità di significative rivalutazioni in caso di crescita dei corsi azionari.

Il presente elaborato si prefigge l’obiettivo di analizzare i principi base di funzionamento della portfolio insurance unitamente agli schemi di gestione dinamica dei portafogli finanziari.
Il primo passo è stato quello di definire i possibili schemi di attuazione della portfolio insurance e, successivamente, gli schemi di dynamic hedging.

In seguito sono state brevemente introdotte le diverse strategie di gestione, che vengono adottate a seconda dell’andamento dei mercati ed hanno ognuna un differente ritorno atteso.
Nella seconda parte viene introdotta la Dynamic Fund Protection, concetto relativamente nuovo nel mercato finanziario che garantisce un predeterminato livello di protezione ad un investitore che possiede il fondo sottostante: in pratica generalizza il concetto di opzione put che offre un solo valore del floor ad una data stabilita. Il pricing della DFP è stato analizzato da diverse angolature: con l’approccio di Gerber e Pafumi, che lo considera nel continuo, e con un monitoraggio nel discreto, che risulta più utile per la gestione del contratto; in seguito sono riportati alcuni esempi numerici per analizzare e confrontare i diversi metodi di pricing. In chiusura di questo capitolo, discutendo dei possibili sbocchi della Dynamic Asset Allocation, viene evidenziato come le strategie dinamiche siano utilizzate per diverse applicazioni: si introduce anche il concetto di come la Portfolio Insurance sia l’unica nella quale le suddette strategie siano state utilizzate in maniera rilevante. La diversità tra le due forme di copertura è che la DAA è in grado di simulare lo schema di payoff di ogni tipo di opzione, mentre la PI è progettata per replicare soltanto il modello di payoff in presenza di una opzione put nel portafoglio, e le considerazioni successive mettono in evidenza che una strategia DAA potrebbe essere intesa come il caso più generale, in termini di orizzonte temporale e libertà di gestione, tra le coperture di portafoglio.
Nella terza sezione è stata trattata per esteso la Constant Proportion Portfolio Insurance, che viene attuata prendendo in considerazione l’exposure azionaria, un moltiplicatore predeterminato in base al quale varia l’aggressività della strategia, e un cushion, margine di sicurezza dato dalla differenza tra il valore del fondo di investimento e il costo di un adeguato titolo obbligazionario a sconto privo di rischio, il bond-floor: per quanto riguarda quest’ultimo elemento il valore nominale e la scadenza devono coincidere rispettivamente con il valore finale coperto e con la data di scadenza scelta per la copertura. Queste strategie assicurano sempre quanto meno il valore coperto, infatti al diminuire del valore del sottostante, e dunque del cushion, anche l’exposure rischiosa si riduce; ciò implica che se il margine di sicurezza stesse per raggiungere il livello zero tutto il capitale verrebbe investito nel titolo obbligazionario privo di rischio che assicurerebbe il valore coperto alla scadenza: l’ obiettivo della strategia è dunque quello di garantire che il valore del fondo sia maggiore o uguale a quello del floor in ogni istante della copertura.
Per meglio descrivere questo modello di gestione di portafoglio è stato analizzato un caso concreto relativo, nello specifico, all’utilizzo della CPPI nella polizza index-linked TRIO , un prodotto Postevita del gruppo Posteitaliane: attraverso una simulazione con metodo Monte Carlo, è stato calcolato il fair value del contratto e delle sue componenti.

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Premessa La Portfolio Insurance ( PI ), l’assicurazione di portafoglio, e` un prodot- to finanziario utilizzato per la protezione dei titoli di un determinato portafoglio, con enormi potenzialita` di attrazione per quegli investitori disponibili a partecipare ad investimenti rischiosi limitando pero` le pos- sibili perdite. La PI e` stata sviluppata solo di recente rispetto alle altre forme di assicurazione, che hanno alla base i principi di raggruppamento di rischi indipendenti tra loro o la coassicurazione. Nella PI gli investitori possono ridurre il rischio dei loro portafogli con una procedura analoga a quella attuata dalle Compagnie di Assicurazione, cioe` mediante diversi- ficazione, anche se cio` non e` sempre sufficiente ( alcuni rischi fortemente correlati tra loro, definiti uninsurable, mantengono la loro valenza an- che con diversificazione ); per questa ragione la PI non e` una creazione dell’industria assicurativa, ma il prodotto di una applicazione della teo- ria finanziaria sviluppata nel mondo accademico. Pertanto per attuare un programma di PI un investitore istituzionale non puo` semplicemente comprare una polizza da una Compagnia di Assicurazione: deve creare, o far creare, un tipo di investimento che possa replicare un modello offerto da una ipotetica polizza assicurativa; poiche` questo comporta tipicamente una riallocazione continua degli assets, il processo di PI e` spesso chiamato DYNAMIC HEDGING. Evoluzione storica della Portfolio Insurance Il prodotto finanziario conosciuto come Portfolio Insurance nacque la notte dell’11 settembre 1976. Hayne Leland era appena tornato dalla Fran- 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Statistiche

Autore: Carlo Chiodo Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.