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Donne immigrate e lavoro: il caso di Varese

E' una tesi che tocca il tema molto delicato dell'immigrazione.
Dato il sempre più elevato numero di stranieri presenti sul nostro territorio e in particolar modo nella zona di Varese (da qui l'argomento di tesi) ho voluto dedicare il mio impegno nella rilevazione dei dati riguardanti i flussi migratori, che nel corso degli ultimi anni sono diventati elemento di elevato interesse a livello sia politico che sociale.

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INTRODUZIONE Negli ultimi anni la provincia di Varese ha visto crescere la presenza di stranieri nel suo territorio, come dimostrano i numeri presenti nel Rapporto – ISMU del 2005 sull’immigrazione straniera in provincia di Varese: dai 23.125 stranieri residenti nel 2000, si è passati ai 41.904 di fine 2004, con un tasso di incidenza sulla popolazione autoctona che è aumentata da 2,8% a 4,9%. L’immigrazione degli stranieri è quindi un fenomeno che ha caratterizzato il territorio varesino soprattutto negli ultimi anni e solo in periodi più recenti, ci si può riferire a tale fenomeno in termini di stanzialità, anche a seguito dei sempre più numerosi ricongiungimenti familiari. Sebbene l’aumento della presenza femminile a Varese, come anche a livello nazionale, sia da considerarsi uno degli effetti del fenomeno dei ricongiungimenti familiari, consistente risulta essere anche la presenza migratoria femminile determinata da donne con progetti migratori autonomi e con finalità prettamente lavorative. Da una fase primaria di transizione e da una presenza della popolazione straniera di tipo temporaneo o stagionale, negli ultimi anni si inizia a parlare in modo sempre più frequente di un inserimento dello straniero, sia in ambito lavorativo, sia in ambito sociale, che in termini abitativi. Nel corso del primo capitolo ho inquadrato in modo generale la questione delle immigrazioni, per poi focalizzare l’attenzione sulla femminilizzazione dei flussi e sull’evoluzione che questi flussi hanno avuto a partire dagli anni ’60 fino agli anni ’90. A seguito della crescente femminilizzazione dei movimenti migratori, è possibile oggi rivedere la figura della donna immigrata, in termini più attivi e dinamici. Ho cercato di individuare i punti salienti di questo tema, evidenziando le varie tipologie di migrazione femminile, i motivi della partenza dal Paese d’origine, il contesto sociale e lavorativo nel quale la donna immigrata si deve inserire una volta giunta in Italia e il rischio, sempre incombente, di cadere nel subdolo 4

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Alice Ziliotto Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

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