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Il processo di globalizzazione in atto e le sue conseguenze: i diversi paradigmi a confronto

Informazioni tesi

  Autore: Antonino Scifo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Carluccio Bianchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 204

L’accresciuta interdipendenza tra i paesi e i popoli del mondo e lo sconvolgimento che ne deriva prendono il nome di globalizzazione.Nel solo profilo economico non vi è alcun dubbio sul fatto che una maggiore espansione dei mercati conduce ad una accresciuta esaltazione dei principi di concorrenza. Ne consegue che, come sempre con riferimento a tali principi nella storia del pensiero economico, le tesi comunemente dedotte sono, in via generale, “pessimistiche” se del fenomeno sottolineano maggiormente gli svantaggi, oppure “ottimistiche” se esse affidano più fiducia ai suoi vantaggi.
Parleremo di Flussi di capitali, delle crisi economico finanziarie degli ultimi 10 anni(compresa la crisi dei mutui subprime), della relazione tra globalizzazione e povertà e delle ripercussioni ambientali. Prenderemo una posizione critica tra le opinioni di Stiglitz e Bhagwati, traendo una conclusione sul fenomeno della globalizzazione in atto.

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- 3 - Introduzione [… l’effetto teoricamente positivo della globalizzazione sull’intera popolazione dipende tuttavia da molti assunti e ipotesi che, in realtà, possono realizzarsi oppure no …]1 L’accresciuta interdipendenza tra i paesi e i popoli del mondo e lo sconvolgimento che ne deriva prendono il nome di globalizzazione. Globalizzazione non significa che le specificità culturali e linguistiche, le tradizioni nazionali, il radicamento territoriale delle persone e delle produzioni economiche vada scomparendo, ma vengono piuttosto a confrontarsi con altre culture, tradizioni e produzioni del resto del mondo, creando società più aperte e mercati più concorrenziali. Il rischio che dal confronto non emerga il meglio, ma che derivi un appiattimento ad un unico modello esiste; tuttavia è un rischio che si accompagna a opportunità che vanno colte. Il complesso fenomeno della globalizzazione, evento dai molteplici aspetti (storici, tecnico- scientifici, politici, socioeconomici e perfino etico-morali), non è certamente riconducibile ad un univoco paradigma interpretativo. Nel solo profilo economico non vi è alcun dubbio sul fatto che una maggiore espansione dei mercati conduce ad una accresciuta esaltazione dei principi di concorrenza. Ne consegue che, come sempre con riferimento a tali principi nella storia del pensiero economico, le tesi comunemente dedotte sono, in via generale, “pessimistiche” se del fenomeno sottolineano maggiormente gli svantaggi, oppure “ottimistiche” se esse affidano più fiducia ai suoi vantaggi. La letteratura economica, in merito all’argomento trattato, non ha assunto una posizione univoca. Studiosi economisti, passati e contemporanei, hanno fornito i codici di interpretazione dei fatti economici; tuttavia, il fenomeno della internazionalizzazione economica mal si presta all’applicazione di una modellistica teorica universalmente valida. Se poi vogliamo essere i paladini del libero mercato, applicando un metodo di tipo induttivo, bisogna essere di volta in volta critici sulla eventuale possibilità di applicare politiche 1 Targetti Ferdinando, Fracasso Andrea, Le sfide della globalizzazione, Milano, Francesco Brioschi, 2008, pag 176.

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