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La scala di autostima di stato di Heatherton e Polivy (1991) - Uno studio di validazione nel contesto italiano con sportivi e non sportivi

Scopo principale del presente lavoro è validare e adattare al contesto italiano la scala di Heatherton e Polivy (SSES), attraverso un’indagine condotta su adulti, sportivi e non sportivi. La SSES è una misura innovativa dell’autostima di stato, in grado di cogliere variazioni del costrutto in relazione a specifici eventi ambientali. E’ composta da 20 item che misurano tre dimensioni, denominate social, appearance e performance, ognuna delle quali fa riferimento ad un ambito preciso dell’autovalutazione. Il fattore social rileva quanto una persona è preoccupata del giudizio degli altri e della sua immagine pubblica; il fattore appearance misura il grado in cui una persona è contenta e soddisfatta del proprio aspetto fisico; il fattore performance esprime quanto una persona valuti positivamente le proprie prestazioni, i risultati che ottiene e la propria capacità di portare a termine con successo le attività intraprese.
Duecentoundici partecipanti, maschi e femmine, selezionati sulla base del loro rapporto con la pratica sportiva, costituiscono i tre gruppi da noi considerati: sportivi agonisti (AG, n = 70), sportivi non agonisti (NAG, n = 70) e soggetti sedentari (SE, n = 71).
La ricerca è stata condotta per mezzo di questionari strutturati, somministrati individualmente ai partecipanti, contenenti scale di misura utili alla validazione nomologica della SSES, domande circa la motivazione verso la pratica e la non pratica sportiva, richieste di informazioni socio-anagrafiche.
L’analisi delle motivazioni ha messo in luce interessanti differenze tra i gruppi: gli agonisti sono motivati dalla passione e dalla sfida con se stessi e/o con gli altri; i non agonisti dalla ricerca del benessere e da occasioni di socializzazione; i sedentari rinunciano allo sport per mancanza di tempo o per dedicarsi ad attività ritenute più importanti.
Mediante analisi fattoriali esplorative e confermative è stata selezionata una forma della SSES costituita da 14 item, che ha mostrato di possedere soddisfacenti proprietà psicometriche. La misura di Heatherton e Polivy mostra correlazioni positive con le scale di autostima generale (Rosenberg, 1965), autoefficacia generale (Schwarzer et al., 1995), competenza di leadership (Zimmerman et al., 1991) e di desiderabilità sociale (Crowne e Marlowe, 1960).
Sono state analizzate le differenze nei punteggi dei tre fattori componenti la scala tra i tre gruppi di partecipanti. E’ stata riscontata una differenza significativa per il fattore appearance tra gli sportivi (agonisti e non agonisti) e i soggetti sedentari; questi ultimi valutano più negativamente il loro aspetto fisico e si percepiscono meno attraenti. Un’ulteriore differenza per lo stesso fattore è emersa tra gli uomini e le donne appartenenti al gruppo degli sportivi non agonisti: i primi giudicano in modo decisamente migliore il proprio aspetto fisico.
Infine, sono state condotte analisi di regressione multipla che hanno indagato l’influenza di ciascuno dei tre fattori della SSES sul punteggio di autostima generale di Rosenberg. Complessivamente, il miglior predittore è risultato essere il fattore performance. Lo stesso modello di analisi applicato distintamente nei tre gruppi (AG, NAG, SE) e per i partecipanti uomini e donne ha messo in luce alcune differenze di interesse: per i soggetti sedentari i fattori social e appearance non hanno alcuna capacità predittiva del punteggio di autostima generale di Rosenberg; il fattore appearance, d’altro canto, possiede un considerevole valore predittivo per gli sportivi agonisti e per le donne. La costruzione della propria autostima dimostra così di essere un processo dinamico e multidimensionale dipendente dallo stile di vita.
La scala di Heatherton e Polivy può fornire un’utile contributo sia per la ricerca di base che per la ricerca applicata.

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1 INTRODUZIONE Scopo del presente lavoro è validare e adattare al contesto italiano la scala di autostima di stato proposta da Heatherton e Polivy (1991), attraverso un’indagine condotta su sportivi e non sportivi. La scala (SSES) è una misura innovativa in grado di cogliere variazioni del costrutto in relazione a specifici eventi ambientali. È composta da 20 item che misurano tre dimensioni, denominate social, appearance e performance, ognuna delle quali fa riferimento ad un ambito preciso dell’autovalutazione. Il fattore social misura quanto una persona sia preoccupata del giudizio degli altri e della sua immagine pubblica; il fattore appearance misura il grado in cui una persona è contenta e soddisfatta del proprio aspetto fisico; il fattore performance misura quanto una persona valuta positivamente le proprie prestazioni, i risultati che ottiene e la propria capacità di portare a termine con successo le attività intraprese. Duecentoundici partecipanti, attentamente selezionati sulla base del loro rapporto con la pratica sportiva, costituiscono i tre gruppi da noi considerati in questo studio: sportivi agonisti, sportivi non agonisti e soggetti sedentari. La ricerca è stata condotta per mezzo di questionari strutturati, somministrati individualmente, contenenti scale di misure utili alla validazione convergente della SSES, domande circa la motivazione verso la pratica e non pratica sportiva, richieste di informazioni socio-anagrafiche e domande su abitudini, comportamenti e stili di vita. La prima parte del presente lavoro (capitolo uno) discute, a partire dall’ultimo rapporto Istat (AA. VV., 2005) le nuove tendenze della pratica sportiva in Italia, offrendo una visione generale sull’evoluzione del mondo sportivo, del rapporto popolazione-sport, e un approfondimento del trend degli ultimi anni. Segue la trattazione del concetto di autostima (capitolo due) e del suo rapporto con alcune dimensioni psicologiche indagate nella ricerca, quali senso di autoefficacia, competenza di leadership ed introversione. Il terzo capitolo affronta la relazione tra attività sportiva e autostima. Il quarto capitolo illustra le ipotesi della ricerca. Materiali e metodi impiegati costituiscono il contenuto del capitolo cinque, mentre i risultati delle analisi dei dati sono trattati nel capitolo sesto. Nel capitolo settimo, infine, vengono esposte e discusse le conclusioni generali del lavoro, con l’indicazione di approfondimento ed applicazioni per ricerche future.

Laurea liv.I

Facoltà: Corso di Laurea Interfacoltà in Scienze Motorie

Autore: Diego Avon Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.