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Cardiopatia e relazione di coppia. Uno studio qualitativo su pazienti dell'azienda ospedaliera Fatebenefratelli e oftalmico di Milano.

La cardiopatia è una malattia cronica ed invalidante, che provoca inevitabilmente delle conseguenze sulla relazione di coppia e sugli equilibri faticosamente raggiunti dai partner nel corso degli anni.
La presente ricerca si è proposta l’obiettivo di indagare la qualità e la stabilità del legame di coppia, in seguito alla manifestazione della malattia, valutando l’influenza da essa esercitata su entrambi i coniugi della coppia, e sulla loro capacità di guardare al futuro con fiducia e speranza. È stato selezionato un campione costituito da 10 soggetti maschi, cardiopatici e con recidive, coniugati o con legame di coppia stabile, di età compresa tra i 48 e i 65 anni. Sono stati utilizzati tre strumenti di rilevazione: l’Intervista Clinica di Coppia sulla Generatività accompagnata dall’utilizzo di immagini pittoriche semi-proiettive, la Inclusion of Other in the Self scale (Aron & Aron, 1992) e il Couple Life Space (Gozzoli e Tamanza, 1998). Al termine, è stata condotta un’analisi qualitativa dei dati ottenuti dall’incontro con ciascuna delle dieci coppie e, in seguito, è stata compiuta un’analisi trasversale, al fine di valutare eventuali frequenze o discrepanze all’interno del campione di indagine. La ricerca ha permesso di rilevare l’esistenza di un patto di coppia fecondo tra i partner, che ha consentito alla relazione di superare indenne l’esperienza traumatica vissuta. Tuttavia, i coniugi preferiscono evitare di pensare al loro futuro, ritenuto incerto e inconoscibile, concentrandosi al contrario sul presente, cui rimangono ancorati, per paura che le difficoltà del passato possano ripresentarsi, precludendo loro la possibilità di vivere un futuro sereno.

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1 INTRODUZIONE Le malattie cardiovascolari rappresentano, insieme ad altre patologie croniche, la causa principale di invalidità, sia in Italia che nel resto del mondo. La crisi, provocata da eventi così drammatici e traumatici impatta non soltanto sul malato, che subisce in prima persona l’esperienza, ma anche sulle persone che vivono accanto a lui e che, con lui, soffrono e affrontano con timore e preoccupazione la situazione presentatasi. La frequenza con cui le patologie cardiovascolari colpiscono soprattutto gli uomini è, con molta probabilità, attribuibile agli stili di vita che la maggior parte delle persone conducono: oltre ad una scarsa attenzione dedicata generalmente al proprio stato di salute, i tempi oppressivi e l’elevata responsabilità impiegata nelle attività quotidiane svolte, contribuiscono ad accrescere il rischio di sviluppare malattie cardiache. L’interesse nutrito nei confronti di tale argomento ha condotto alla stesura di un progetto di ricerca, che andasse ad indagare e valutare come un evento critico e drammatico, quale è la malattia cardiovascolare, possa influire sulla qualità della vita e della relazione di coppia in presenza di un partner cardiopatico. La scelta del campione non è stata casuale: infatti, sebbene anche le donne possano essere colpite da malattie cardiache, generalmente esse si dimostrano più inclini ad assumere comportamenti preventivi e ad adottare stili di vita maggiormente adeguati al mantenimento di un buon livello di benessere psico-fisico. Inoltre, è da sottolineare la frequenza con cui le partner di una coppia tendano a dimostrarsi più protettive e attente all’accoglimento e alla soddisfazione delle richieste e dei bisogni che provengono dall’Altro del legame: la loro capacità di assumere il ruolo di caregiver all’interno del rapporto è presumibilmente associabile al fatto che le donne manifestano una maggiore responsività nei confronti del coniuge, ma anche una vulnerabilità non trascurabile agli stati d’animo negativi e alle condizioni di stress e sconforto, che inevitabilmente accompagnano entrambi i membri della coppia durante e successivamente il lungo periodo di “presa in carico” del coniuge malato. La qualità, la stabilità e l’evoluzione della relazione di coppia rappresentano pertanto le aree principali di interesse e di ricerca, che si è posta come principale obiettivo quello di valutare come i coniugi siano in grado di affrontare, reagire e superare la criticità della situazione imprevista, riuscendo a garantire al proprio legame la serenità, l’armonia e l’equilibrio che l’impatto della malattia ha certamente alterati. La relazione è sempre soggetta a delle prove e delle revisioni che costringono i coniugi ad apportare dei cambiamenti alla loro vita di coppia in funzione delle esigenze affettive e delle situazioni ma, in presenza di una malattia cronica e destabilizzante, spesso lo sconforto e il timore del fallimento riducono le capacità dei partner di unire le risorse a loro disposizione per la gestione dell’evento e per evitare che il legame venga intaccato o indebolito. Se però la relazione dimostra di essere fondata su un sentimento profondo, sul rispetto, sulla fiducia e

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Daniela Macrì Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 798 click dal 29/10/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.