Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'immunità presidenziale

La tesi mira ad analizzare la figura del Presidente della Repubblica in Italia dallo Statuto Albertino sino ai nostri giorni e la tipologia degli atti da questo compiuti.
Al fine di comprendere la tematica sull'immunità e dell'improcedibilita e' trattato in modo dettagliato il lodo Alfano, compresa anche l'ultima recentissima pronuncia.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE PREMESSA Alla caduta dell’Antico Regime, attraverso la Rivoluzione francese, furono sovvertite le pretese assolutistiche dei sovrani per diritto divino, i quali non ritenevano affatto di dover rendere conto del proprio operato agli uomini, secondo la formula princeps superiorem non recognoscens. In questo modo, una delle maggiori questioni organizzative del costituzionalismo dell’Europa continentale riguardava la nuova funzione e il ruolo da assegnare alla figura del Capo dello Stato, la quale veniva ritenuta comunque necessaria. In seguito, la progressiva affermazione del principio rappresentativo, ad esempio, nel Regno Unito manifestatosi nella Gloriosa Rivoluzione, e l’inesorabile avanzata del principio democratico, poneva come ineliminabile la discussione sul ruolo del Capo dello Stato in un ordinamento giuridico ispirato al sistema parlamentare, il tutto sollecitato dal fatto che, a cavallo fra Ottocento e Novecento, in Europa, con le sole eccezioni svizzera e francese, vi erano tutte monarchie ereditarie. La sottrazione a queste di importanti prerogative provocò, ovunque, resistenze comprensibili: infatti, la questione non era unicamente riconducibile alla ritrosia dei sovrani che non intendevano rinunciare al potere politico, ma anche alla presenza di malumori che si registravano nella società civile, soprattutto da parte dei ceti nobili, preoccupati che l’affermazione della rappresentanza, specie nella sua forma democratica, potesse minare i loro diritti, in particolare il diritto di proprietà. Dunque, una situazione generale di questa natura, segnata da crescenti tensioni sociali, rafforzava i propositi dei sovrani, riluttanti a cedere potere e 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Claudia Anastasi Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2776 click dal 26/10/2009.

 

Consultata integralmente 22 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.