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Ruolo dei linfociti T CD8+ regolatori ed effettori nella patogenesi della Sclerosi Multipla Recidivante Remittente

Informazioni tesi

  Autore: Licia Genovese
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche
  Relatore: Enzo  Ricci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

Molti studi suggeriscono un ruolo importante dei linfociti CD8+ nella patogenesi della SM. In particolare, la sottopopolazione dei linfociti CD8+ effettori sembra mediare il danno tissutale nel SNC e questo è determinante nello sviluppo della disabilità. La sottopopolazione dei linfociti T CD8+CD25+FoxP3+ sembra svolgere invece un ruolo di modulazione e soppressione della risposta immunitaria.
Il presente studio si propone di valutare il ruolo delle due diverse sottopopolazioni di linfociti T CD8+ nella patogenesi della Sclerosi Multipla:

1. Analizzando l’espressione dei livelli proteici delle proteine T-bet, FoxP3 e perforina mediante citofluorimetria intracellulare nei linfociti CD8+ del sangue periferico di pazienti con Sclerosi Multipla Recidivante Remittente (SM-RR) in fase di riacutizzazione e di remissione ed in controlli sani,
2. Correlando l’espressione di T-bet, Foxp3 e perforina con il sesso, la durata di malattia e il grado di disabilità dei pazienti.

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3 1. INTRODUZIONE 1.1 Sclerosi Multipla: Caratteristiche cliniche ed eziologia La sclerosi multipla (SM), chiamata anche sclerosi a placche, descritta per la prima volta nel 1868 da Jean-Martin Charcot, è una malattia infiammatoria cronica caratterizzata dalla presenza, nella sostanza bianca e grigia del sistema nervoso centrale (SNC), di infiltrati infiammatori multifocali (placche) contenenti cellule T, cellule B, plasmacellule e macrofagi che determinano demielinizzazione e perdita assonale. La prevalenza della SM varia tra <5 e > 150/100.000 e tende a seguire un gradiente con pochi casi nelle regioni equatoriali e un aumento della prevalenza con l’aumento della latitudine. Ha una maggiore incidenza tra la seconda e la quarta decade di vita ed è più frequente nelle donne (M/F=1/1,5-2 in età adulta). L’esordio clinico è rappresentato, nella maggior parte dei pazienti che svilupperanno la SM, dalla comparsa di un disturbo neurologico acuto o subacuto conosciuto come Sindrome Clinicamente Isolata (CIS) suggestiva di SM. La maggior parte dei pazienti con CIS, dopo un periodo variabile di tempo, svilupperanno altri attacchi clinici permettendo di formulare la diagnosi di SM clinicamente definita. I sintomi clinici sono molto variabili in rapporto alla localizzazione e all’estensione dei focolai di demielinizzazione anche se spesso le nuove placche possono essere silenti. I sintomi e i segni clinici più frequenti sono: • Deficit di forza e/o della sensibilità di uno o più arti nel 50% dei casi; • Segno di Lhermitte (parestesie evocate dalla flessione del collo); • Neurite ottica retrobulbare (calo del visus, scotoma, papillite) nel 25% dei casi;

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