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La Figurability di Kevin Lynch nell'analisi dei contesti metropolitani. La città metropolitana di Padova.

Informazioni tesi

  Autore: Alberto Giuseppe Schiavon
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Edile
  Relatore: Pasqualino Boschetto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 226

La presente tesi intende investigare il metodo di Lynch e la relativa applicazione, diversamente dall’originaria scala urbana, a una scala metropolitana: quest’analisi sarà effettuata implementato il metodo alla città metropolitana di Padova.
Come analisi preliminare, si è sviluppata un’indagine storica per comprendere quale sia stata l’evoluzione della città metropolitana. Cominciata all’inizio del novecento, la storia metropolitana si divide in tre ampie fasi caratterizzate da differenti espansioni e da diverse pianificazioni urbanistiche. Comprendendo questi sviluppi storici si riesce ad avere un quadro più preciso dell’area metropolitana e l’analisi urbanistica (sia secondo il metodo di Lynch che per altri metodi) risulta molto facilitata. Le grandi espansioni metropolitane, si dimostrerà, sono avvenute negli ultimi quarant’anni e sono state notevolmente influenzate dai caratteri territoriali dell’area e, altrettanto, dalle scelte urbanistiche delle amministrazioni.
L’applicazione del metodo di Lynch fornisce una rappresentazione della struttura urbana secondo cinque categorie fondamentali: percorsi, nodi, quartieri, margini e riferimenti. Questi elementi fondamentali, attraverso le reciproche correlazioni, disegnano uno schema che permette all’urbanista di comprendere se una certa area urbana possegga un’immagine lynchiana, la sua forza, i suoi punti-chiave e le zone di debolezza. Un’analisi di questo genere è uno strumento che permette al pianificatore di studiare la forma urbana di una città per poterne correggere le imperfezioni. Inoltre, questo metodo può essere applicato anche come verifica in fase post-progettuale: una volta redatto un progetto urbanistico, applicando il metodo al progetto, si può intuire se la forma progettuale sia coerente con la forma urbana presente, se ne è migliorativa o, così non fosse, peggiorativa.
Ognuno dei cinque elementi, dunque, sarà applicato all’ambito metropolitano seguendo la definizione Lynchiana originaria. Poiché tale definizione è stata formulata per un’analisi urbana a scala contenuta, si sono verificate alcune problematiche nell’applicare, senza alcuna correzione, i principi originari a una nuova scala territoriale.
Considerando i riferimenti a livello urbano, ad esempio, è facile immaginare elementi della città che, essendo visti da diversi punti di vista, ne sono punti di riferimento. A un livello territoriale superiore, invece, la visibilità da molteplici angolazioni diventa un parametro meno rilevante per l’orientamento dell’osservatore. Difficoltà, come questa, di applicare la definizione Lynchiana alla città metropolitana sono di natura molto diverse fra loro. Sorgono delle problematiche addirittura a livello semantico: ad esempio, la terminologia “quartiere” è idonea quando si faccia riferimento a un centro urbano ristretto ma, estendendo lo studio a un territorio decine di volte più esteso, sarebbe opportuno riferirsi a “zone urbane omogenee”. Saranno analizzate, dunque, le cinque categorie lynchiane nel nuovo ambito di analisi. Nei casi in cui, a nostro avviso, la definizione non si adatti alla nuova scala, presenteremo alcune possibili modifiche. Ogni nostra considerazione sarà applicata al caso specifico della città metropolitana di Padova, al fine di poterne disegnare l’immagine della struttura.
Sarà interessante studiare i rapporti reciproci fra le diverse categorie, applicate al nostro caso di studio. Vi saranno notevoli sinergie fra il sistema dei nodi e quello dei percorsi; altre importanti relazioni saranno fra i “quartieri” e i margini. La struttura urbana sarà, quindi, definita dalle cinque categorie fondamentali, dai loro reciproci rapporti e dalla loro cooperazione. Sarà studiata la struttura metropolitana sia applicando gli elementi lynchiani originali sia implementando le modifiche al metodo ritenute necessarie.
L a struttura della città metropolitana di Padova risulta abbastanza chiara e definita. Essa è abbastanza coerente con il processo storico che l’ha originata. Non presenta punti critici di notevole entità ma, secondo questa lettura, potrebbero essere necessarie alcune riqualificazioni urbanistiche e alcune nuove infrastrutture, soprattutto verso Est. In un’ottica di programmazione urbanistica futura, sono state raccolte alcune previsioni demografiche per i prossimi dieci anni, in maniera tale da ipotizzare una probabile struttura della popolazione con le relative esigenze. In conclusione, si suggeriranno alcuni indirizzi di programmazione urbanistica tenendo conto sia delle questioni emerse nell’analisi Lynchiana, sia delle necessità future della popolazione padovana.

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pag. 15 Cfr: Kevin Lynch, L’immagine della città, Paolo Ceccarelli, Marsilio Editori, 1964 Kevin Lynch, Op Cit. pag.105 Pr e f a z i o n e La presente tesi intende investigare il metodo di Lynch e la relativa applicazione, diversamente dalloriginaria scala urbana, a una scala metropolitana: questanalisi sarà eettuata implementato il metodo alla città metropolitana di Padova. Linteresse verso questa ricerca è dettato dallidea nuova e originale di applicare il metodo ad un ambito notevolmente diverso da quello per cui era stato denito. Tale metodo, infatti, era applicato a centri urbani a scala contenuta (circa 10kmq) ma, già negli anni ’60, cera la necessità di dover considerare un territorio più esteso. Scriveva Lynch: “Noi stiamo rapidamente edicando una nuoa unità funzionale, la regione metropolitana, ma non abbiamo ancora compreso che anche tale unità deve avere una sua immagine”. A quasi cinquantanni di distanza, è ancora più evidente come unimmagine per la periferia non sia un semplice szio dellurbanista, ma rappresenta una chiara necessità del territorio per essere fruito correttamente dal proprio abitante. “Benché la metropoli non sia più un fenomeno raro, in nessuna parte del mondo vi è tuttavia unarea metropolitana con un forte carattere visivo, con una struttura evidente. Le città famose sorono tutte alla periferia della stessa smarginatura priva di forma.” Sebbene la situazione oggi sia un po’ diversa da quella descritta da Lynch, vi sono tuttora molte periferie degradate o disgiunte nella forma dal loro centro cittadino. Lapplicazione del metodo lynchiano a una scala maggiore può essere lo spunto per impostare un processo di analisi metropolitana che conduca alla progettazione di una città metropolitana dotata di unimmagine più forte. Così facendo, lintero territorio metropolitano sarebbe percepito dalla cittadinanza in maniera molto più coerente, facilitando la comprensione della struttura urbana, apprezzando le diversità nel suo tessuto: verrebbe considerato un unico territorio dotato di unimmagine chiara e denita. Il termine “città metropolitana” può essere soggetto a diverse interpretazioni: tale termine ha una denizione amministrativa ma spesso viene adattato a diversi contesti molto eterogenei fra di loro. Con tale terminologia, infatti, si considera spesso unicamente le città molto estese e molto popolate che diventano punto di riferimento a livello internazionale. È altrettanto vero che per “area metropolitana” si considera una zona circostante unagglomerazione

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