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Parvenir/finir. Per una tipologia dell'ambizione nel Bildungsroman europeo

Il lavoro che presento ha come finalità primaria l’analisi del Bildungsroman come genere letterario dominante nella narrativa ottocentesca europea, il confronto tra due giovani eroi protagonisti degli emblematici romanzi di formazione, David Copperfield e Il rosso e il nero e infine la traduzione di un saggio inedito scritto da Franco Moretti, autore e comparatista, proprio sul successo del romanzo in Europa. I due romanzi di formazione analizzati, David Copperfield e Il rosso e il nero, pubblicati rispettivamente nel 1849 e nel 1830, hanno come protagonisti due eroi profondamente diversi, che tuttavia “lottano” per un obiettivo comune: affermarsi nella società. Gli stessi romanzi di cui sono protagonisti sembrano totalmente agli antipodi: il primo è sorretto da un’ossatura palese-mente fiabesca mentre il secondo è più una sorta di melodramma psicologico interiore. Inoltre le vicende narrate si snodano in due società differenti tra loro, quella inglese e quella francese, che vivono in modo opposto “il male del secolo”, rappresentandone le diverse caratteristiche. Come sostiene anche Franco Moretti, nel romanzo di formazione inglese le esperienze più signifi-cative del protagonista non sono quelle che alterano, ma quelle che confermano le scelte compiute dall’innocenza infantile. Si tratta più di un “romanzo di conservazione”, che di formazione; conservazione, cioè, della percezione fanciullesca della vita. Molto diversa è la storia di Julien Sorel, l’ambizioso per antonomasia. Il nostro eroe, come lo defi-nisce Stendhal, ha delle aspirazioni ben precise, sa già dove vuole arrivare, è un personaggio quasi im-penetrabile, misterioso non si lascia conoscere a fondo, il che lo rende accattivante. Egli punta in alto inseguendo il mito di Napoleone.
Ma perché Sorel è sempre alla ricerca di “altro”? Costantemente irrequieto, non può essere quello che vorrebbe perché è nato nell’epoca sbagliata ed è per questo che l’unica soluzione per lui è adeguarsi totalmente allo spirito del suo tempo, indossare l’uniforme del suo secolo. Ciò significa pure tradire i valori e schierarsi da una o da un’altra parte a seconda delle circostanze, per ottenere il successo. E questo è trasformismo puro. L’abito rosso e l’abito nero non fanno alcuna differenza per Julien se portano al successo. Eppure Sorel non è un eroe negativo. Sembra che egli voglia tenere nascosti i suoi ideali politici, come se potessero trovare asilo nella sua anima. Tenere nascosti certi valori non equivale a tacitarli ma, forse, a renderli ancora più vee-menti. Quindi in questo romanzo si supera il concetto di identità stabile, perché il Julien nascosto è migliore di quello palese. Esattamente il contrario di David Copperfield.

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2 Premessa. Il termine tedesco Bildungsroman fu introdotto nella critica letteraria ottocentesca da Karl Morgenstern, docente di letteratura ed estetica e viene usato oggi per indicare il genere letterario del romanzo di formazione, che mira all’evoluzione morale e sociale del personaggio verso la maturità e l’età adulta. Nel Bildungsroman il narratore si trova in una condizione di superiorità sia nei confronti dell’eroe che del lettore. Egli si fa spesso carico di una funzione morale e pedagogica e, per questo, solitamente, assume un atteggiamento di benevola ironia nei confronti del protagonista del romanzo. Come un burattinaio che muove i fili delle sue marionette a suo piacimento, il narratore del romanzo di formazione regola e guida l’esistenza dei suoi personaggi con mano ferrea, intervenendo a esprimere il suo giudizio etico su ognuno di essi. La narrazione nel Bildungsroman si svolge secondo il modello del “narratore onnisciente” : «la voce narrante distingue nettamente se stessa dai personaggi, dalle loro azioni, dalla realtà rappresentata, ne conosce dall’esterno i caratteri, gli aspetti particolari, le motivazioni più interne, fruendo di uno sguardo “centrale” che pare avere l’ampiezza di uno sguardo divino» 1 . Il processo di maturazione che subisce il protagonista del Bildungsroman non è un percorso scontato che viene mostrato agli occhi del lettore in maniera meccanica e prestabilita. Infatti c’è sempre un punto che sembra sfuggire all’autore come al lettore, ossia la posizione che il 1 Cfr. G. Ferroni, Profilo storico della letteratura italiana,1998, Einaudi, Torino, p.648.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Valeria Gravina Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1332 click dal 03/11/2009.

 

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