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Il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario da parte dei gruppi armati non statali

Le situazioni di conflittualità che la comunità internazionale si è trovata ad affrontare in epoca recente hanno messo in evidenza problematiche nuove, prima fra tutte quella della proliferazione e del ruolo crescente che in un conflitto armato assumono gli attori non statali. La nozione di attori non statali è assai complessa giacchè comprende categorie di soggetti molto diversi tra loro che nella maggior parte dei casi hanno scarsa familiarità con le regole del diritto internazionale umanitario e non si fanno scrupolo di attaccare la popolazione civile e di ricorrere ad efferate violenze per raggiungere i propri obbiettivi. Attori non statali in un conflitto armato possono essere gli insorti e i movimenti di liberazione nazionale, cellule terroristiche, gruppi di opposizione e formazioni armate organizzate di diversa estrazione.
La presente trattazione illustra come gli attori non statali siano destinatari di norme specifiche dell’ordinamento internazionale e in particolare del diritto internazionale umanitario e delle norme internazionali sui diritti umani. I gruppi armati sono specificamente menzionati come destinatari del diritto umanitario dall’articolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra del 1949 e dal II Protocollo Addizionale del ’77, secondo cui entrambe le parti di un conflitto interno sono vincolate al rispetto delle regole enunciate. Nondimeno i meccanismi di applicazione delle norme umanitarie previsti per i conflitti non internazionali sono ancora molto limitati e i trattati esistenti in materia di regolamentazione dei conflitti rimangono prevalentemente statocentrici. Per quanto riguarda la normativa internazionale sui diritti umani, la questione risulta ancora più controversa: perfino stimati difensori dei diritti umani avanzano buone ragioni a sostegno della tesi che i gruppi armati non possono essere considerati destinatari delle regole internazionali sugli human rights. Tuttavia un numero crescente di norme di soft law in questo ambito, dichiarazioni di enti internazionali e non governativi, decisioni giudiziarie e una parte sempre più consistente di scritti accademici ritiene che gli attori non statali e nello specifico i gruppi armati abbiano obblighi anche in materia di diritti umani.

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3 INTRODUZIONE Le guerre tradizionali sono state per secoli guerre tra Stati: guerre dichiarate, codificate, combattute da eserciti regolari. Oggi non è più così. I conflitti sono sempre più conflitti interni, asimmetrici. Le situazioni di conflittualità che la comunità internazionale si è trovata ad affrontare in epoca più recente – dai Balcani, all’Irak, dall’Afghanistan ai numerosi focolai di crisi presenti in Africa, in Asia e in America Latina – hanno messo in evidenza problematiche nuove, prima fra tutte quella della proliferazione e del ruolo crescente che in un conflitto armato assumono gli attori non statali. Quella di “attori non statali” è una nozione ampia e non omogenea che può comprendere categorie di soggetti diversi non sempre destinatari di norme specifiche dell’ordinamento internazionale. La realtà dei conflitti che lo scenario globale ci mette di fronte appare quindi sempre meno statocentrica. Attori come le ONG, le imprese transnazionali, e i gruppi armati pur avendo ormai una certa rilevanza nel panorama internazionale sono ancora largamente ignorati dal diritto internazionale e i trattati esistenti in materia di regolamentazione dei conflitti rimangono prevalentemente statocentrici. 1 La presente trattazione affronterà in particolare una specifica categoria di questi attori, i gruppi armati non statali (che chiameremo anche “attori non statali” o semplicemente “gruppi armati”), per esaminare se e in che modo questi soggetti siano tenuti a rispettare le norme di diritto internazionale umanitario e quelle relative al diritto internazionale dei diritti umani. Naturalmente il preteso rispetto di alcune regole da parte degli attori non statali presuppone che essi siano vincolati ai codici normativi applicabili nelle situazioni di conflitto che li vedono protagonisti. I gruppi armati sono specificatamente menzionati come destinatari del diritto umanitario internazionale dall’articolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra del 1949 che recita: “Nel caso in cui un conflitto armato che non presenti carattere internazionale scoppiasse sul territorio di una delle Alte Parti contraenti, ciascuna delle parti in conflitto sarà tenuta ad applicare almeno le disposizioni seguenti”. Quest’articolo evidenzia in modo molto chiaro che entrambe le parti di un conflitto non internazionale sono vincolate al rispetto delle regole enunciate. Nondimeno, i meccanismi di implementazione previsti per i conflitti non internazionali rimangono molto limitati e alcuni trattati di diritto umanitario, sono ancora indirizzati esclusivamente agli Stati. Infatti, anche nei casi in cui le norme internazionali si applicano agli attori non statali, nella maggior parte dei casi non esiste nessun tribunale cui gli individui, gli Stati o le organizzazioni internazionali possono far ricorso per invocare la responsabilità di un attore non statale e ottenere una riparazione per il torto subito. 2 1 Marco Sassoli “Possible legal mechanism to improve compliance by armed groups with international humanitarian law and international human rights law”, Paper submitted at the Armed Group Conference, Vancouver, 13-15 November 2003, p 2 2 Marco Sassoli “Exploring criteria and conditions for engaging armed non-state actors to respect humanitarian law and human rights law”Conference Report, Geneva 4-5 June 2007, Published November 2008, p. 8

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Elisa Gurreri Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

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