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Dalla crisi del sistema “Party Centered” all’affermazione del “Candidate Centered System”: il PSI di Craxi

L’aspirazione di questo lavoro corrisponde in maniera particolare all’obiettivo di ricognizione e scavo dei profondi processi di mutazione che,negli anni Ottanta,hanno investito il sistema politico ed ,in special modo, i partiti politici con la peculiare funzione democratica da essi assolta.Attori protagonisti del processo politico essi detengono nella loro natura il cambiamento;le aspettative diffuse nei loro confronti, li configurano tradizionalmente come portatori di democrazia operanti nell’ottica dell’affermazione di governo dei molti,in luogo del governo dei pochi.Impegnati come sono a cambiare il mondo,risultano da esso, sollecitati a modificare,talvolta radicalmente, le proprie strutture.Chiedersi come cambiano i partiti significa interrogarsi su-se e come-i partiti governano.Si è ritenuta,perciò,utile una ricostruzione dell’evoluzione storica delle forme di partito da quello di”èlite” alla nascita del «partito personale»,favorita dalla discesa in campo di fattori così determinanti da produrre una ridefinizione degli orientamenti dei canoni classici del far politica.La metodica sistematica che sarà qui presentata,consiste nell’aver attribuito fondamentale importanza al legame inscindibile tra la politica internazionale e quella interna.Essa poggia sull’esame accurato delle gigantesche mutazioni socio-politico-economiche e tecnologiche che hanno investito le democrazie europee più avanzate sul finire del Ventesimo secolo determinando la nascita di nuovi movimenti politici e la dissoluzione di vecchie formazioni.Si assiste ad una crisi delle ideologie e ad un progressiva laicizzazione di una società che non basa più la sua identità sull’aggregato collettivo ma si configura come affermazione di bisogni elaborati su presupposti individuali-razionali che sottintendono un meccanismo di scelta-acquisto-giudizio caratteristico delle regole di mercato, ma inapplicabile a principi democratici.Sarà, poi, operata un’esaustiva meditazione sulla questione della leadership nella democrazia di massa,letta in chiave socio-politologica,e riedificata tramite una comparazione delle esperienze democratiche di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia.Come riferimenti utili all’indagine si tracciano due paradigmi ideali di forma democratica:«autocefala» o «acefala»;contraddistinti rispettivamente dalla figura centrale di un leader o,viceversa della centralità del partito.Si dimostrerà il perché di una maggiore efficacia del primo paradigma rispetto al secondo, poiché fedele alle caratteristiche emergenti della società occidentale che invoca un rapporto pienamente democratico di fiducia-responsabilità fra chi governa ed i cittadini.Ai paesi caratterizzati da questo sistema si contrappone l’esperienza italiana di stampo repubblicano«acefalo»,una «democrazia bloccata» e “occupata” da quarant’anni di egemonia democristiana.Assoggettata dal corrotto regime della «partitocrazia» che con la sua mediazione,espropria il cittadino del suo massimo diritto politico:la scelta diretta di chi deve governarlo.Si dimostrerà quindi la necessità di un progressivo avvicinamento al sistema «presidenzialistico» che nutre in sé il passaggio dal “Party Centered System” al “Candidate Centered System”:qui risiede il fulcro del lavoro.Rilievo fondamentale, è poi dato a temi come la personalizzazione della leadership,la politica spettacolo e le nuove modalità di comunicazione politica che la rivoluzione dei media sta producendo a livello globale.Il partito trasversale della televisione prevale sulle tradizionali appartenenze politiche,perché l’esistenza dei partiti,passati da organizzazioni di massa a strutture leggere,è diventata sempre più dipendente dai mass-media.Il Partito Socialista Italiano, costituisce l’esempio più rilevante delle modificazioni che si sono prodotte in questi decenni nel sistema dei partiti legando le proprie sorti al suo nuovo leader:“Bettino” Craxi.La tesi recupera in termini attuali le riflessioni weberiane sul capo carismatico e in questa ottica si innesca cosi il leader socialista.Tutto lo studio prodotto trova quindi realizzazione pratica nella sua personalità,nella peculiarità della sua azione politica e nell’analisi delle sue strategie comunicative.La sua leadership impone un innovativo processo di personalizzazione; i nuovi professionisti del settore,forgiano la sua immagine conducendola al successo e permettendo al premier di ergersi a personaggio forte della politica italiana tramite il sapiente sfruttamento del mezzo televisivi.Questo avviene sll’esempio dei leader moderni che focalizzano i loro sforzi,non più principalmente su quel che si dice,ma all’immagine che danno di sé.Nell’era televisiva l’accento si sposta sempre più dagli argomenti ai comportamenti.

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INTRODUZIONE   Nel quadro di riferimento, si può affermare che gli anni Ottanta abbiano rappresentato il momento cruciale nella storia della seconda metà del Ventesimo secolo. Tale periodo si distinse in quanto snodo o punto di non ritorno; infatti molti dei problemi dei due decenni precedenti salirono a galla generando nuovi dibattiti in ambito nazionale ed internazionale. Proprio il clima internazionale pose le basi per il progressivo collasso dell’ Unione Sovietica, fiacchendone le fondamenta politiche ed economiche. La questione comunista perciò assumeva la centralità dell’equilibrio politico mondiale, e il suo crollo rappresentò l’innesco di un imponente effetto domino che spazzò via gli equilibri preesistenti ad ogni livello di riferimento. Si tratta, dunque, di una fase che segna profondamente le istituzioni e gli orientamenti politici internazionali, ma in questo contesto, è soprattutto il caso italiano a suscitare elevato interesse per via di un intero sistema in via di stravolgimento. L’Italia appare come una gigantesca pentola a pressione pronta al collasso, in virtù di una crisi a tutti i livelli. Lo Stato, le istituzioni, la politica, l’economia faticano quanto mai nel nostro paese ad interpretare le profonde trasformazioni sociali in corso e si distinguono nell’ immobilità. La pericolosa situazione di stallo si viene a creare a causa di una classe politica logora, anziana e corrotta radicata al comando ormai da quattro decenni (DC) alle prese con esperimenti di governo che cambiano le formule ma non i risultati. Imbavagliato il fisiologico meccanismo democratico dell’ alternanza, instabilità, fragilità, ingovernabilità sono le caratteristiche in rima di un paese che non crede più nelle sue istituzioni e nel quale la distanza tra rappresentanza politica e cittadino è ormai incolmabile. I mutamenti operanti a livello mondiale parlano di sistemi in rapida trasformazione; il blocco comunista si trova a vivere gli ultimi attimi di un respiro oramai troppo affannato per esercitare     I

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Flavio Ungaro Contatta »

Composta da 99 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.