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L'educazione al terrorismo suicida in tv: infanzia tradita, minaccia per la pace

La presente tesi cerca di individuare il ruolo della televisione nel sempre maggior coinvolgimento di bambini e adolescenti alle attività del terrorismo islamico, fino al caso estremo della partecipazione come kamikaze o aspiranti tali. L'analisi si svolge attraverso la comprensione del moderno concetto di Jihad e di martirio dell'Islam e del rapporto tra terrorismo e mass media. Inoltre verrà studiato il mezzo televisivo e le sue caratteristiche sociologiche in generale e in particolare per quanto riguarda gli effetti sui bambini. Infine verrà esposta la questione della televisione nel mondo arabo e in particolare in quelle società più direttamente coinvolte nei conflitti anche con esempi concreti di trasmissioni per bambini. Nelle conclusioni si considereranno anche le implicazioni giuridiche e per il processo di pace.

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6 Relazione Il terrorismo, e in particolare il terrorismo suicida di matrice islamica, è uno dei fenomeni che maggiormente sta caratterizzando la nostra epoca. Sebbene solo in alcune aree si possa parlare di un vero e proprio conflitto, il terrorismo serpeggia nel mondo, non solo attraverso le sue manifestazioni più eclatanti, come gli attacchi realizzati o quelli sventati mediante l‟arresto di militanti, ma anche, e soprattutto, virtualmente. Il terrorismo islamico (e non solo) ha trovato nei mass media una cassa di risonanza e nel contempo il miglior terreno di propaganda, nel quale i terroristi si muovono ormai agilmente. E‟ noto che gran parte del reclutamento, oggi, avvenga online, per non parlare del così detto “cyber terrorismo” e dell‟uso di televisione e internet per annunciare le rivendicazioni di eventuali attacchi, per diffondere proclami propagandistici o per inviare messaggi in codice. La presente ricerca si focalizza sull‟uso di un particolare media, la televisione, e del suo impatto su un pubblico ben preciso: quello infantile, come serbatoio di potenziali militanti di domani, o per lo meno di sostenitori dell‟ideologia dell‟odio e del terrore. Il primo capitolo sarà interamente dedicato alla scoperta dei fondamenti del terrorismo suicida islamico, partendo dall‟analisi del significato di due parole chiave: Jihad, “sforzo” o “impegno” nel nome di Allah ( e non “guerra santa” come viene comunemente tradotta) e Shahada, “testimonianza di fede” o “martirio”. Verranno passate in rassegna le principali tappe dell‟evoluzione di questi due concetti, da Maometto ai giorni nostri, soffermandosi in particolare sul periodo dell‟Imperialismo europeo di fine Ottocento che ha contribuito allo sviluppo di dinamiche spesso sfociate nell‟estremismo. Infatti, la divulgazione della cultura europea, percepita come inconciliabile con le tradizioni locali, favorì una fortissima riscoperta dei valori tradizionali e della religione sfociando sia nella lotta di liberazione delle terre dell‟Islam e dei suoi luoghi santi dai

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessia Di Consiglio Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.