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La rappresentanza esterna dell'Unione Europea alla luce del Trattato di Lisbona

Questo lavoro ha ad oggetto la rappresentanza esterna dell'Unione Europea alla luce del Trattato di Lisbona. In particolare vengono evidenziate le numerose novità apportate dal Trattato di Riforma in ambito PESC dove, con l'introduzione della nuova figura istituzionale dell'Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri, sono presenti vari cambiamenti rispetto alla disciplina attuale. Inoltre, viene analizzata l'introduzione prevista dal Trattato di Lisbona di un corpo diplomatico europeo ( SEAE) che sarà deputato a coadiuvare l'Alto Rappresentante nella sua azione e nel suo ruolo di guida delle politiche esterne dell'Unione. Durante tutto il corso della trattazione verrà fatto costante riferimento alla " sfortunata" Costituzione Europea bocciata dai referendum francese ed olandese del 2005 e verranno sottolineate analogie e differenze con il Trattato di Lisbona ormai prossimo all'effettiva entrata in vigore.

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5                                                    INTRODUZIONE Il 13 dicembre 2007, ad oltre tre anni dalla firma del progetto di trattato che adotta una Costituzione per l’Europa, avvenuta a Roma il 29 ottobre 2004, i capi di Stato e di governo dei ventisette paesi membri dell’Unione europea hanno firmato a Lisbona il trattato di riforma che modifica i due principali trattati dell'UE: il trattato sull'Unione europea (TUE) e il trattato che istituisce la Comunità europea (TCE). Quest’ultimo ridenominato “ trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE)”. Il trattato di Lisbona recepisce la maggior parte delle novità contenute nel trattato costituzionale. Da Lisbona sono uscite confermate, infatti, le innovazioni propriamente << istituzionali >> della Costituzione europea. Tra queste merita segnalare: il superamento dei tre pilastri e la personalità giuridica unica dell’Unione; il rinvio vincolante alla Carta dei diritti, col riconoscimento del suo valore giuridico equiparato a quello dei Trattati; una più chiara delimitazione del riparto di competenze tra Unione e Stati membri e della natura delle competenze attribuite, ora presidiate da un più efficace controllo sul rispetto del principio di sussidiarietà; la previsione di nuovi settori nevralgici di intervento dell’Unione per affrontare a livello europeo alcuni problemi cruciali: così le nuove disposizioni in tema di solidarietà energetica, mutamento climatico, servizi di interesse generale, difesa, politica spaziale; un Parlamento europeo rafforzato grazie ai poteri ampliati in materia di bilancio, al ricorso alla maggioranza qualificata in molti nuovi settori e all’estensione della procedura di co- decisione con il Consiglio nel settore Giustizia e Affari Interni; una Commissione con una più forte legittimazione democratica grazie all’elezione parlamentare del suo Presidente e con maggiore agilità gestionale, grazie alla riduzione del numero dei commissari; un

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luca Giangiacomi Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.