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Diffusione e vantaggi del paradigma del Cloud Computing tra promesse e fatti concreti

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Veroli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Informatica
  Relatore: Paolo Neirotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

La mia tesi ha come obiettivo principale quello di effettuare un’ampia analisi del fenomeno tecnologico del Cloud Computing, per poi focalizzare l’attenzione sulla macro‐area del SaaS – Software as a Service.
Il primo capitolo ha lo scopo di introdurre in generale l’argomento di tesi, cercando di trovare una definizione a questa vasta corrente tecnologica che negli ultimi due anni sta apportando notevoli cambiamenti nel nostro modo di operare attraverso i sistemi informatici. Quindi ho iniziato ad analizzare quello che è lo stato attuale della diffusione servendomi di una Curva ad S del miglioramento tecnologico per modellare l’andamento. Infine vengono elencati quelli che, globalmente, sono riconosciuti come vantaggi e svantaggi in generale dei prodotti nati sulla “nuvola”.
Nel secondo capitolo si entra maggiormente nel dettaglio delle tre macro‐aree con le quali si è soliti definire il Cloud Computing:
•Infrastructure as a Service
•Platform as a Service
•Software as a Service
Per ogni categoria vengono descritti i protagonisti, tra cui figurano nomi noti come Amazon, Microsoft e Google, e le scelte con le quali hanno potuto raggiungere lo status di leader attuale del proprio settore.

Il terzo capitolo è stato dedicato agli aspetti economici e consulenziali, sia del punto di vista del fornitore che da quello del cliente. In primis ho descritto il mercato SaaS nel suo insieme, per poi scendere nei dettagli microeconomici dei margini operativi disponibili ai provider e del loro cash flow. Ho sottolineato l’importanza di una buona e costante strategia di marketing per mantenere il bacino di clientela e ho descritto la reazione della finanza al modello SaaS, portando dati relativi all’andamento nel Nasdaq delle aziende che operano con prodotti cloud‐based. Altri argomenti trattati sono stati i cambiamenti a livello di costo totale di proprietà per i clienti (TCO) e infine anche
l’analisi completa del punto di vista di Gartner riguardo questo settore, con tanto di Hype Cycle sul Cloud Computing.

Nel quarto capitolo il focus si sposta prettamente sull’Italia e grazie all’ausilio di un indagine condotta da NextValue (qui a lato un grafico molto significativo tratto da questa ricerca) verrà fatto il punto della situazione riguardo il mercato italiano ICT. Oltre a qualche caso italico di adozione del modello SaaS (sia dal punto di vista buyer che da quello provider), verrà illustrata anche una indagine personale realizzata tramite interviste ad alcune aziende ed enti statali, con lo scopo di avere un riscontro tangibile di quale sia il grado di diffusione nella nostra penisola della tecnologia oggetto di questa tesi. Tra le varie interviste spicca quella con il EDP Manager della Juventus FC, il cui modello aziendale al quale si sta ispirando per l’ammodernamento dell’infrastruttura IT della famosa società calcistica è molto vicino al concetto di Private Cloud.

Il quinto capitolo vede come protagonista indiscusso Google Wave, il nuovo sistema di collaborazione realizzato da Google basando l’intera architettura sui principi tipici del Cloud Computing e più nel dettaglio del SaaS. Con questo strumento innovativo BigG vuole ridisegnare il concetto di comunicazione sul web, andando a rivoluzionare forse l’unico verso standard comunicativo adottato in tutto il mondo, la posta elettronica. Nel capitolo, oltre ad una disquisizione tecnica delle caratteristiche della plancia di comando di Wave, si pone l’attenzione sulle motivazioni che hanno portato Google a questa sfida e soprattutto si andrà ad evidenziare anche quali sono i concorrenti che il colosso di Mountain View intende ostacolare con tale strategia.

Il sesto capitolo tratta la sicurezza in ambito cloud, citando le misure scelte dai due pacchetti di prodotti cloud più conosciuti al mondo, Amazon Web Service e Google Apps. Quindi ho redatto anche una scrupolosa analisi sulla sicurezza dei browser web, divenuti fondamentali oggi nella nostra “giornata tipo” passata davanti al pc e quindi veri e propri terminali del nuovo millennio.
Il settimo capitolo tratta nel dettaglio un caso particolare di SaaS, Hiveon, un CMS avanzato che permette la creazione di siti web tramite l’ausilio di un pannello remoto. Proporre un Content Management System come “software on demand” è una forma che raramente si è vista nel mercato, nel capitolo si vedranno nel dettaglio tutte le caratteristiche salienti ed anche gli aspetti di sicurezza legati a questo prodotto. Non ultimo ho provveduto a stilare un analisi delle cinque forze di Porter avente come soggetto proprio Hiveon.

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Capitolo 1  Che cos’è il Cloud Computing?    Il  Cloud  Computing  è  una  tecnologia  informatica  che  da  un  paio  di  anni  sta  letteralmente  rivoluzionando  l’ambiente  legato  ad  Internet  ed  al  Networking  in  generale.  Un’applicazione che rispetti i dettami del Cloud Computing dovrà essere scalabile in  modo dinamico, all’occorrenza anche virtualizzata, e dovrà essere accessibile da una  molteplicità di postazioni.  Ovviamente alla base di questa nuova  filosofia  informatica ci  sono qui principi del  WEB 2.0 che si sono consolidati negli ultimi 3‐4 anni, primo  fra  tutti  il concetto di  Condivisione di  informazioni e possibilità di accedere ad essa da svariati dispositivi,  dal normale personal computer ai più innovativi Smartphone.  In ultimo va aggiunto  che  l’infrastruttura del  servizio non è  rivelata all’utilizzatore  finale,  il  quale  richiederà  un  servizio  per  sopperire  un  proprio  bisogno ma  non  è  tenuto ad avere una preparazione tecnica per poterlo utilizzare, in quanto tutto ciò  che può considerarsi “difficile” è celato dalla nuvola.  Appunto nuvola o Cloud nella sua forma inglese, nel cercare una definizione ottimale  di questo concetto sono capitato nel sito cbritaly.it e Chiara Battistoni nel suo scritto  “La nuvola  informatica” esegue un paragone molto brillante  fra  i concetti “fisici” e  quelli “virtuali” di nubi.   Eccone uno  stralcio:“[…]Cerchiamo allora  insieme  i capisaldi della  fisica delle nubi;  semplificando parecchio, una nuvola è un  insieme di particelle di ghiaccio o acqua  tanto  numerose  da  diventare  visibili;  non  troppo  grandi  però,  perché  se  il  raggio  supera una soglia convenzionale (1000 micron) la gocciolina è troppo pesante e cade  al suolo sotto forma di pioggia. È la condensazione che permette alle gocce di unirsi.  Dimensione e composizione del nucleo, oltre all’umidità dell’aria, sono gli elementi  fondamentali per costruire una nuvola. Le forme, invece, dipendono innanzitutto dai  movimenti verticali delle gocce.  5   

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