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Teoria dell’identità sociale e comunicazione organizzativa

La presente rassegna compilativa si concentra sulla raccolta della letteratura scientifica internazionale riguardante principalmente la Teoria dell’Identità Sociale (Social Identity Theory-SIT) e la Teoria della Categorizzazione del Sé o Autocategorizzazione (Social Categorization Theory-SCT) applicata ad una tematica innovativa della psicologia del lavoro e delle organizzazioni quale la comunicazione organizzativa.
Le prime applicazioni della SIT/SCT in ambito organizzativo risalgono al contributo di Ashfort e Mael (1989) degli anni ‘80. Partendo dai loro suggerimenti, un crescente campo di ricerca si è interessato alla diversità delle applicazioni nelle quali può inserirsi l’approccio dell’identità sociale e, allo stesso tempo, al ruolo cruciale dell’identificazione sociale anche nell’ambito organizzativo.
In accordo con i suggerimenti di Lewin (1951), uno dei padri della psicologia sociale, sulla rilevanza applicativa che ogni teoria possiede, si è cercato di applicare tale teoria allo studio di contesti reali come quelli propri della psicologia del lavoro e delle organizzazioni.
Tale approccio ha approfondito lo studio di fenomeni quali la leadership, le fusioni tra organizzazioni, la motivazione, la presa di decisione del gruppo, le prestazioni (performance) lavorative e la diversità dei gruppi (cfr. Haslam, Postmes e Ellemers, 2003; van Dick, 2004; van Dick et al., 2004; van Knippenberg B., van Knippenberg D., Monden, de Lima, 2002). Più recentemente la Teoria dell’Identità Sociale è stata applicata allo studio della comunicazione, definita come la “linfa vitale delle organizzazioni” (Goldhaber, 1993).
Numerose ricerche degli ultimi anni dimostrano infatti il crescente interesse della psicologia sociale verso la Teoria dell’Identità Sociale ed in particolare, alcune di queste ricerche si sono concentrate nello studio di alcuni aspetti della comunicazione e di variabili quali il contesto e la struttura sociale, adoperando l’approccio della SIT. L’utilizzo di tale approccio si è rivelato estremamente interessante e fruttifero, anche se ancora ai primordi del suo sviluppo. In senso ampio, questa prospettiva ha mostrato come i processi di identificazione sociale siano fortemente implicati in qualsiasi forma di comunicazione, persino nelle forme di comunicazione mediate dalle nuove tecnologie (Cicero, 2007). Inoltre diversi autori sottolineano il fatto che l’identità sociale gioca un ruolo fondamentale nei fenomeni comunicativi fornendo un comune quadro di riferimento per le diverse forme di interazione di comportamento di gruppo (cfr. ad esempio Postmes, 2003; Ellemers, Haslam, Platow, van Knippenberg, 2003), tanto più nell’ambito organizzativo.
Sfortunatamente però, rispetto all’applicazione della SIT per lo studio della comunicazione organizzativa, si ritrova uno scarso numero di prove empiriche e di ricerche, principalmente basate su metodologie non tradizionali e su analisi approfondite di singoli casi e pertanto non completamente generalizzabili (Cicero, 2007).
Questo contributo presenta pertanto un breve accenno alle origini della SIT e alle sue formulazioni iniziali, insieme alla SCT, analizzando le principali linee di ricerca ispirate da questo approccio ed in particolare l’applicazione nel mondo del lavoro e delle organizzazioni, con riferimenti diretti alla comunicazione organizzativa e allo stato dell’arte di tale argomento.

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   4 INTRODUZIONE La presente rassegna compilativa si concentra sulla raccolta della letteratura scientifica internazionale riguardante principalmente la Teoria dell’Identità Sociale (Social Identity Theory-SIT) e la Teoria della Categorizzazione del Sé o Autocategorizzazione (Social Categorization Theory-SCT) applicata ad una tematica innovativa della psicologia del lavoro e delle organizzazioni quale la comunicazione organizzativa. Le prime applicazioni della SIT/SCT in ambito organizzativo risalgono al contributo di Ashfort e Mael (1989) degli anni ‘80. Partendo dai loro suggerimenti, un crescente campo di ricerca si è interessato alla diversità delle applicazioni nelle quali può inserirsi l’approccio dell’identità sociale e, allo stesso tempo, al ruolo cruciale dell’identificazione sociale anche nell’ambito organizzativo. In accordo con i suggerimenti di Lewin (1951), uno dei padri della psicologia sociale, sulla rilevanza applicativa che ogni teoria possiede, si è cercato di applicare tale teoria allo studio di contesti reali come quelli propri della psicologia del lavoro e delle organizzazioni. Tale approccio ha approfondito lo studio di fenomeni quali la leadership, le fusioni tra organizzazioni, la motivazione, la presa di decisione del gruppo, le prestazioni (performance) lavorative e la diversità dei gruppi (cfr. Haslam, Postmes e Ellemers, 2003; van Dick, 2004; van Dick et al., 2004; van Knippenberg B., van Knippenberg D., Monden, de Lima, 2002). Più recentemente la Teoria dell’Identità Sociale è stata applicata allo studio della comunicazione, definita come la “linfa vitale delle organizzazioni” (Goldhaber, 1993). Numerose ricerche degli ultimi anni dimostrano infatti il crescente interesse della psicologia sociale verso la Teoria dell’Identità Sociale ed in particolare, alcune di queste ricerche si sono concentrate nello studio di alcuni aspetti della comunicazione e di variabili quali il contesto e la struttura sociale, adoperando l’approccio della SIT. L’utilizzo di tale approccio si è rivelato estremamente interessante e fruttifero, anche se ancora ai primordi del suo sviluppo. In senso ampio, questa prospettiva ha mostrato come i processi di identificazione sociale siano fortemente implicati in qualsiasi forma di comunicazione, persino nelle forme di comunicazione mediate dalle nuove tecnologie (Cicero, 2007). Inoltre diversi autori sottolineano il fatto che l’identità sociale gioca un ruolo fondamentale nei fenomeni comunicativi fornendo un comune quadro di riferimento per le diverse forme di interazione di comportamento di gruppo (cfr. ad esempio Postmes, 2003; Ellemers, Haslam, Platow, van Knippenberg, 2003), tanto più nell’ambito organizzativo. Sfortunatamente però, rispetto all’applicazione della SIT per lo studio della comunicazione organizzativa, si ritrova uno scarso numero di prove empiriche e di ricerche, principalmente basate su metodologie non tradizionali e su analisi

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Ruben Criscuolo Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.