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Il PayWord: un programma per i micropayments

In questi ultimi anni, l’uso della rete più grande del mondo, Internet, è cresciuto in modo esponenziale: oggi, infatti, ogni famiglia possiede un computer collegato alla “rete delle reti”.
La diffusione di Internet rende possibile la comunicazione tra utenti dotati di calcolatori dislocati in ogni parte del mondo senza aver bisogno di particolari procedure di collegamento, senza richiedere particolari attrezzature e soprattutto senza dover sostenere costi di trasmissione elevati.
Oggi la rete Web è divenuta il mezzo di comunicazione e trasmissione dati tra computer maggiormente diffuso ed utilizzato: quotidianamente se ne fa uso per scopi ludici o interessi professionali. È ormai pratica comune utilizzare il Web per transazioni bancarie o altro tipo di operazioni delicate, veicolando, quindi, informazioni sensibili.
Questa diffusione così capillare ha portato molti operatori commerciali ad offrire i loro servizi in maniera telematica, cosicché l’utente possa accedervi comodamente da casa o dall’ufficio tramite un normalissimo PC. Questi servizi possono essere i più svariati: si va dalla possibilità di consultare i quotidiani a quella di effettuare pagamenti.
Da questi due esempi fatti si può notare subito una grandissima differenza: nel primo caso non vi è alcun accesso a dati personali e/o delicati a differenza del secondo. Si capisce immediatamente che se si vuole diffondere l’uso di un servizio, che tratti informazioni delicate, il fornitore deve dare all’utente la massima garanzia che questo sia eseguito nella massima sicurezza garantendo da un lato la sua privacy e dall’altro l’impossibilità di non essere frodato o, per lo meno, garantendo che la probabilità di essere frodato sia comparabile con quella che si avrebbe se l’utente accedesse al servizio in maniera tradizionale (quindi, andando in banca nel caso di un pagamento).

L’obiettivo di questa tesi è quello di analizzare i nuovi sistemi di pagamenti elettronici, con particolare riguardo ai micropayments.
La tesi è strutturata in tre capitoli. Nel primo capitolo sono illustrati i vari sistemi di pagamento, tradizionali e moderni, e l’evoluzione del commercio elettronico con l’avvento dei micropayments. Inoltre sono esposti le proprietà e gli obiettivi dei micropayments e la loro classificazione in base alle aggregazioni.
Nel secondo capitolo sono analizzati il sistema PayWord, il suo predecessore, il sistema MilliCent, e la sua evoluzione, il sistema MicroMint.
Infine, nel terzo capitolo sono confrontati e valutati i vari metodi di micropayment visti nel capitolo precedente.
Nell’appendice A è presente un breve ex cursus sulla crittografia, argomento che non poteva essere tralasciato visto l’enorme utilizzo che ne viene fatto all’interno dei micropayments.
Nell’appendice B invece sono illustrate le funzioni hash e il loro utilizzo, perché svolgono un ruolo fondamentale all’interno di questi metodi di pagamento.

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1 L’e-commerce e i Micropayments 1.1 Introduzione In questi ultimi anni, l’uso della rete più grande del mondo, Internet, è cresciuto in modo esponenziale: oggi, infatti, ogni famiglia possiede un computer collegato alla “rete delle reti”. La diffusione di Internet rende possibile la comunicazione tra utenti dotati di calcolatori dislocati in ogni parte del mondo senza aver bisogno di particolari procedure di collegamento, senza richiedere particolari attrezzature e soprattutto senza dover sostenere costi di trasmissione elevati. Oggi la rete Web è divenuta il mezzo di comunicazione e trasmissione dati tra computer maggiormente diffuso ed utilizzato: quotidianamente se ne fa uso per scopi ludici o interessi professionali. È ormai pratica comune utilizzare il Web per transazioni bancarie o altro tipo di operazioni delicate, veicolando, quindi, informazioni sensibili. Questa diffusione così capillare ha portato molti operatori commerciali ad offrire i loro servizi in maniera telematica, cosicché l’utente possa accedervi comodamente da casa o dall’ufficio tramite un normalissimo PC. Questi servizi possono essere i più svariati: si va dalla possibilità di consultare i quotidiani a quella di effettuare pagamenti. Da questi due esempi fatti si può notare subito una grandissima differenza: nel primo caso non vi è alcun accesso a dati personali e/o delicati a differenza del secondo. Si capisce immediatamente che se si vuole diffondere l’uso di un servizio, che tratti informazioni delicate, il fornitore deve dare all’utente la massima garanzia che questo sia eseguito nella massima sicurezza garantendo da un lato la sua privacy e dall’altro l’impossibilità di non essere frodato o, per lo meno, garantendo che la probabilità di essere frodato sia comparabile con quella che si avrebbe se l’utente accedesse al servizio in maniera tradizionale (quindi, andando in banca nel caso di un pagamento).

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Statistiche

Autore: Antonio D'elia Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.