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La frattura del moderno: il pensiero di Elia Benamozegh

Attraverso uno studio monografico sul pensiero del rabbino di Livorno Elia Benamozegh, si è tentato di analizzare il rapporto drammatico, ma ricco di significato, fra ebraismo e modernità.
Nella seconda metà dell’Ottocento si assiste ad una profonda crisi del religioso, causata da un razionalismo positivista estremizzante, che conduce a forme di religiosità soggettive e relativizzate. Nel corso del diciannovesimo secolo è persistente questa sensazione di allontanamento dello spirito dinamico della Legge; preoccupazione presente anche nell’opera benamozeghiana.
Nella mia tesi Elia Benamozegh è stato inserito all’interno di questa problematica di natura ebraica. Secondo il rabbino, la parola fissata nello scritto deve essere accompagnata dalla tradizione, che offre la possibilità di conservare efficacemente lo spirito originario, il nucleo di verità.
Il rabbino di Livorno identifica l’autentica tradizione del giudaismo con la qabbalah, considerata la parte filosofico-teologica dell’ebraismo, mentre la Mishnah ed il Talmud ne costituiscono la tradizione pratica e rituale.
Recupera la teosofia zohariana ed il mito lurianico per sostenere che la tradizione orale (Torah she-be-‘al peh) precede ed accompagna la Torah scritta (Torah she-bikhtav). In questo modo la Torah orale approfondisce, amplia, spiega ed applica il dettaglio della Torah scritta. La tradizione ha così il compito di proiettare in un eterno presente il senso della rivelazione sinaitica, attualizzandolo.
La Torah orale, espressa dalla qabbalah, oltre ad avere il fine, tutto interno all’ebraismo, di riaffermare la dinamicità e la vivacità della religione ebraica, si affaccia all’esterno e diventa indispensabile nel rapporto con le altre due religioni monoteistiche, l’islam ed il cristianesimo.
Entrambe figlie del mosaismo ed avendo un’origine cabbalistica, solo facendo ritorno alla dottrina originaria, rappresentata dalle sette leggi noachide ed abbandonando le loro degenerazioni, avrebbero avuto la possibilità di riformarsi.
Lo studio della summa benamozeghiana ha reso possibile un’analisi storico-culturale del rapporto fra ebraismo e risorgimento italiano. Benamozegh, potendo essere considerato un rabbino risorgimentale, dichiarava l’importanza del risorgimento e della successiva unificazione dello stato italiano per la religione ebraica, dal momento che le offriva la possibilità di mostrare il suo compito tra le nazioni.

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1 Introduzione Di Prometeo trattano quattro leggende: Secondo la prima egli fu inchiodato al Caucaso, perché aveva tradito gli dei a vantaggio degli uomini, e gli dei mandavano aquile a divorargli il fegato sempre ricrescente. La seconda vuole che Prometeo, per il dolore procuratogli dai colpi di becco, si sia addossato sempre più alla roccia fino a diventare con essa una cosa sola. La terza asserisce che nei millenni il suo tradimento fu dimenticato; tutti dimenticarono: gli dei, le aquile, egli stesso. Secondo la quarta ci si stancò di lui che non aveva più motivo di essere. Gli dei si stancarono, la ferita – stanca – si chiuse. Rimase l’inspiegabile montagna rocciosa. – La leggenda tenta di spiegare l’inspiegabile. Siccome proviene da un fondo di verità, deve terminare nell’inspiegabile. Franz Kafka, Prometheus, 1918. I Il titolo della tesi è significativo, perché vuole rendere esplicito lo scopo della dissertazione: prendere in considerazione il rapporto drammatico e ricco di significato fra ebraismo e modernità. La parabola kafkiana Prometheus chiarisce in modo chiaro il problema dell’ingresso dell’ebraismo sulla via tracciata dalla modernità. In gioco è il rapporto tra scrittura ed oralità. L’idea centrale tra la seconda metà dell’ottocento e la prima metà del novecento, nella società europea, è quella di “mancanza”: la presenza della voce è necessaria per comprendere correttamente la scrittura. Dal momento che è evidente come una tale forma di testimonianza sia persa per sempre, ne consegue che il significato della scrittura non sarà mai raggiungibile. In questo periodo storico si assiste ad una profonda crisi del religioso, causata da un razionalismo positivista estremizzante, che conduce a forme di religiosità soggettive e relativizzate. Il vero rapporto, che mette in discussione la stessa esistenza dell’ebraismo, è quello fra tradizione e modernità. Nel corso del diciannovesimo secolo ed all’inizio del ventesimo prevale questo sentimento angosciante e drammatico di lacerazione. È persistente questa sensazione di allontanamento dello spirito dinamico della Legge,

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Matteo Bianchi Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.