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La costruzione musicale del sapere: le Speculationi di musica (1670) del matematico Pietro Mengoli (1625 – 1686)

Informazioni tesi

  Autore: Federica Sargolini
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Storia della scienza
Anno: 2006
Docente/Relatore: Luigi Borzacchini
Correlatore: PaoloGozza
Istituito da: Università degli Studi di Bari
Dipartimento: storia della scienza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

Nella tesi viene discussa la natura della musica nella classificazione del sapere della seconda metà del XVII secolo: non ancora inquadrata nel paradigma estetico settecentesco, la musica si configura come sapere scientifico ubicato tra matematica e fisica, tra computo logaritmico e fisica del suono. Presente in questa accezione in tutte le principali istituzioni culturali bolognesi, alla musica spetta un ruolo di primo piano anche in relazione allo sviluppo del sapere e delle metodologie scientifiche dell’epoca. In questo contesto, le Speculationi di musica o Musica speculativa (1670) del matematico bolognese Pietro Mengoli, docente universitario nell’Alma Mater, costituiscono un significativo esempio di come è pensata e insegnata la filosofia della musica nell’Università bolognese del XVII secolo.

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INTRODUZIONE L'oggetto di questa dissertazione è uno scritto musicale della seconda metà del Seicento, le Speculationi di musica, pubblicato a Bologna nel 1670 dal matematico Pietro Mengoli (1625-1686). Nell'opera del matematico bolognese, l'esperienza musicale è indagata nella sua totalità: dal suono come fenomeno fisico alla percezione uditiva alla conoscenza degli intervalli musicali. Mengoli ci presenta un modello secentesco di costruzione dell'esperienza sonora che richiede l'apporto di diverse discipline: la filosofia della natura spiega il fondamento fisico e naturale dell'evento sonoro (la produzione e la propagazione del suono); l'anatomia e la fisiologia per argomentare la conduzione sonora all'interno dell'orecchio; la matematica completa l'esperienza musicale nella conoscenza degli intervalli. La musica è per Mengoli un sapere che per realizzarsi convoca a sé altre discipline, le quali permettono di unificare l'esperienza musicale nella sua totalità. Da un lato, dunque, troviamo i vari saperi che si accordano per conferire unità e coerenza logica all'esperienza musicale; dall'altro, la descrizione dell'esperienza musicale diventa il luogo privilegiato in cui le diverse discipline trovano applicazione: in questo senso, la musica si presenta come lo strumento che aiuta e promuove la diffusione di altri saperi. L’edizione delle Speculationi di musica risale al 1670 (sarà l’unica opera di Mengoli che verrà ristampata una seconda volta, nel 1673): lo scritto fa parte, quindi, della produzione dell’ultimo periodo del matematico bolognese. Le opere scritte in quest'ultimo periodo riguardano soprattutto indagini inerenti le matematiche medie o applicate, mentre nelle prime opere (ampiamente studiate da un punto di vista matematico) l'autore si era dedicato alla disciplina a lui più congeniale, anche in virtù del suo ruolo di Lettore nello Studio bolognese: la matematica pura. L'opera oggetto di studio si compone di venticinque speculazioni di carattere musicale, precedute da una “Dedicatoria”, un “Proemio”, e dalla “Historia naturale 4

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Parole chiave

anatomia e fisiologia dell'orecchio
filosofia
intervalli musicali
logaritmi
matematica musica
musica
produzione del suono
propagazione del suono
rivoluzione scientifica
scienza
seicento
studi sull'orecchio
università di bologna

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