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Vantaggi e rischi delle operazioni di cartolarizzazione alla luce della recente crisi finanziaria

Nel corso degli ultimi decenni i mercati internazionali sono stati caratterizzati da una profonda trasformazione. Già a partire dagli anni Settanta, il ruolo delle istituzioni bancarie è stato interessato dal fenomeno della disintermediazione, che ha reso l’attività bancaria sempre più slegata dal suo modello tradizionale. Infatti, in un contesto di crescente competitività, era diventata sempre più pressante l’esigenza di strumenti innovativi che consentissero di rispondere a nuove necessità, quali la gestione dei rischi e la ricerca di forme di finanziamento alternative. Proprio per far fronte a queste esigenze, si è sviluppata e ha preso piede a livello globale una nuova forma di gestione bancaria, denominata originate-and-distribute. Questo modello si contrappone al più tradizionale originate-and-hold, nel quale l’attività bancaria è principalmente incentrata sull’emissione di mutui e prestiti e sulla relativa detenzione in bilancio degli stessi. Con il modello originate-and-distribute, invece, i mutui e i prestiti generati dalle banche non sono detenuti dalle stesse ma sono successivamente ceduti ad altri soggetti grazie ad innovativi strumenti di finanza strutturata, le cartolarizzazioni.

Questi strumenti costituiscono il fulcro del modello originate-and-distribute, poiché permettono alle banche emittenti mutui e prestiti, dette originator, di cederli ad una società appositamente creata, lo Special Purpose Vehicle (SPV), la quale finanzia il suo acquisto emettendo titoli di debito. L’importanza dal punto di vista gestionale delle operazioni di cartolarizzazione può essere compresa facendo riferimento alla gestione e al trasferimento dei rischi, oltre che all’approvvigionamento di nuove fonti di liquidità, ottenibili grazie all’utilizzo delle stesse. Grazie anche a queste caratteristiche, le operazioni di cartolarizzazione si sono sempre più affermate nell’ambito delle decisioni gestionali delle banche, così come i titoli emessi dagli SPV, denominati nella forma più tradizionale Asset Backed Security (ABS), hanno ricevuto sempre più favore da parte degli investitori, attratti da giudizi di rating elevati e dalla ricerca di rendimenti consistenti.

Tuttavia, nel corso degli ultimi anni le operazioni di cartolarizzazione hanno mostrato alcune criticità, che le hanno rese uno dei fattori determinanti la recente crisi finanziaria, esplosa a partire dall’agosto del 2007 con la cosiddetta crisi dei mutui subprime. Appare dunque rilevante comprendere la natura di questa inversione di tendenza e l’impatto che le stesse cartolarizzazioni hanno avuto nel determinare e favorire la crisi finanziaria. Inoltre, è altrettanto importante comprendere sia i vantaggi, sia i rischi, che questa tipologia di strumenti può apportare nell’ambito della gestione bancaria, in modo particolare per ciò che riguarda la funzione risk management.

L’elaborato sarà composto da quattro capitoli, all’interno dei quali saranno trattati gli argomenti appena esposti.
Nello specifico, nel primo capitolo saranno analizzati gli aspetti generali delle operazioni di cartolarizzazione, quali lo schema contrattuale di base, i soggetti coinvolti, le tipologie di attività cartolarizzabili, lo studio delle particolari tipologie di credit enhancement e delle clausole di rimborso anticipato.
Nel secondo capitolo, invece, saranno analizzate le diverse tipologie di strutture contrattuali, oltre che le diverse tipologie di ABS, quali CDO (Collateralised Debt Obligation) e cartolarizzazioni sintetiche, fornendo una descrizione degli elementi generali caratterizzanti i credit derivatives.
Nel terzo capitolo saranno considerati i vantaggi apportati dalle cartolarizzazioni sia nell’ambito della gestione bancaria, in termini di gestione dei diversi rischi inerenti l’attività bancaria e di modalità alternativa di funding, sia nell’ambito più generale dell’intero sistema economico. Infine, sarà analizzata la disciplina prudenziale di Basilea 2 riguardante le operazioni di cartolarizzazione.
Nel quarto capitolo, infine, saranno esaminati i rischi generati per i singoli intermediari e per l’intero sistema economico, con particolare riferimento ai conflitti di interesse insiti nel modello originate-and-distribute. Sarà inoltre fornita una descrizione dell’impatto delle operazioni di cartolarizzazione nella recente crisi finanziaria, seguita da proposte correttive per poter farvi fronte.

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1 Introduzione Nel corso degli ultimi decenni i mercati internazionali sono stati caratterizzati da una profonda trasformazione. Già a partire dagli anni Settanta, il ruolo delle istituzioni bancarie è stato interessato dal fenomeno della disintermediazione, che ha reso l’attività bancaria sempre più slegata dal suo modello tradizionale. Infatti, in un contesto di crescente competitività, era diventata sempre più pressante l’esigenza di strumenti innovativi che consentissero di rispondere a nuove necessità, quali la gestione dei rischi e la ricerca di forme di finanziamento alternative. Proprio per far fronte a queste esigenze, si è sviluppata e ha preso piede a livello globale una nuova forma di gestione bancaria, denominata originate-and-distribute. Questo modello si contrappone al più tradizionale originate-and-hold, nel quale l’attività bancaria è principalmente incentrata sull’emissione di mutui e prestiti e sulla relativa detenzione in bilancio degli stessi. Con il modello originate-and-distribute, invece, i mutui e i prestiti generati dalle banche non sono detenuti dalle stesse ma sono successivamente ceduti ad altri soggetti grazie ad innovativi strumenti di finanza strutturata, le cartolarizzazioni. Questi strumenti costituiscono il fulcro del modello originate-and- distribute, poiché permettono alle banche emittenti mutui e prestiti, dette originator, di cederli ad una società appositamente creata, lo

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Debora Colombo Contatta »

Composta da 219 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.