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Le relazioni interpersonali e lo sviluppo psico-affettivo dell'individuo

Nella specie umana l’attaccamento del bambino nei confronti della sua figura primaria è un prerequisito per la sopravvivenza ed un banco di prova per tutti i successivi legami di attaccamento. Da questa prima relazione deriva una serie di rappresentazioni e aspettative su sé e sugli altri che influenzeranno le successive relazioni interpersonali. Bowlby, nella sua teorizzazione sull’attaccamento, utilizza l’espressione “modello operativo interno” per descrivere la rappresentazione interna che il soggetto ha del mondo, delle sue figure di attaccamento e di se stesso. Il modello operativo interno è definibile come un insieme di schemi cognitivo - affettivi, intesi non come filtri passivi dell’esperienza, ma piuttosto come organizzatori delle proprie relazioni interpersonali. Tali mappe mentali sembrano, quindi, fornire un contesto di base per le successive esperienze con l’ambiente, in particolare per quanto riguarda le relazioni sociali, poichè forniscono le regole che permettono o limitano l’accesso da parte dell’individuo a certe forme di conoscenza del Sé, della figura di attaccamento e della relazione tra il sé e la figura primaria.
Il concetto di modello operativo interno pone come centrale il problema delle modificazioni e trasformazioni dei primi legami affettivi. Le esperienze di attaccamento precoci, dunque, fungono da prototipo per le relazioni romantiche successive, ma, allo stesso tempo, devono essere revisionate ed assimilate alle nuove esperienze, consentendo all’individuo di adattarsi alle relazioni adulte.
Questo lavoro si è proposto di illustrare i diversi legami di attaccamento instaurati nel corso del ciclo di vita, evidenziando la loro influenza sullo sviluppo psico - emotivo dell’individuo. È stato ampliamente dimostrato, infatti, che le esperienze interpersonali, sperimentate durante l’infanzia e l’adolescenza, svolgono un ruolo fondamentale nella formazione della personalità.
Margaret Mahler e i suoi collaboratori (1978) hanno fornito un importante contributo per lo studio dello sviluppo psicologico che segue la nascita del neonato da uno stato di non - differenziazione tra “Io” e “non Io” sino ad una successiva fase di “separazione - individuazione”, durante la quale si acquisisce una propria autonomia e identità...

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1 INTRODUZIONE Nella specie umana l’attaccamento del bambino nei confronti della sua figura primaria è un prerequisito per la sopravvivenza ed un banco di prova per tutti i successivi legami di attaccamento. Da questa prima relazione deriva una serie di rappresentazioni e aspettative su sé e sugli altri che influenzeranno le successive relazioni interpersonali. Bowlby, nella sua teorizzazione sull’attaccamento, utilizza l’espressione “modello operativo interno” per descrivere la rappresentazione interna che il soggetto ha del mondo, delle sue figure di attaccamento e di se stesso. Il modello operativo interno è definibile come un insieme di schemi cognitivo - affettivi, intesi non come filtri passivi dell’esperienza, ma piuttosto come organizzatori delle proprie relazioni interpersonali. Tali mappe mentali sembrano, quindi, fornire un contesto di base per le successive esperienze con l’ambiente, in particolare per quanto riguarda le relazioni sociali, poichè forniscono le regole che permettono o limitano l’accesso da parte dell’individuo a certe forme di conoscenza del Sé, della figura di attaccamento e della relazione tra il sé e la figura primaria. Il concetto di modello operativo interno pone come centrale il problema delle modificazioni e trasformazioni dei primi legami affettivi. Le esperienze di attaccamento precoci, dunque, fungono da prototipo per le relazioni romantiche successive, ma, allo stesso tempo, devono essere revisionate ed assimilate alle nuove esperienze, consentendo all’individuo di adattarsi alle relazioni adulte. Questo lavoro si è proposto di illustrare i diversi legami di attaccamento instaurati nel corso del ciclo di vita, evidenziando la loro influenza sullo sviluppo psico - emotivo dell’individuo. È stato ampliamente dimostrato, infatti, che le esperienze interpersonali, sperimentate durante l’infanzia e l’adolescenza, svolgono un ruolo fondamentale nella formazione della personalità. Margaret Mahler e i suoi collaboratori (1978) hanno fornito un importante contributo per lo studio dello sviluppo psicologico che segue la nascita del neonato da uno stato di non - differenziazione tra “Io” e “non Io” sino ad una successiva fase di “separazione - individuazione”, durante la quale si acquisisce una propria autonomia e identità. Tuttavia, lo sviluppo dell’individuo può essere studiato nella sua totalità attraverso un’analisi della struttura e della storia della famiglia di appartenenza, considerata come l’unità sociale di base nella quale si organizzano molteplici relazioni di cura e attaccamento. Nello specifico il lavoro di tesi è articolato in tre capitoli.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Elisa Ghezzi Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4722 click dal 24/11/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.