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I reporter di guerra. Evoluzione di una professione difficile.

Informazioni tesi

  Autore: Maria Antonietta Sanna
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università Pontificia Salesiana
  Facoltà: Scienze della Comunicazione Sociale
  Corso: Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo
  Relatore: Piero Felice Damosso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

Questa Tesi di Licenza nasce dalla considerazione che la figura del reporter di guerra è messa a repentaglio, nella sua etica e professionalità, da influenze di tipo politico e militare, che agiscono soprattutto nel rapporto tra guerra, società e processi dell'informazione. Non è infatti eccessivo a mio parere sostenere che oggi le guerre moderne si combattono su due fronti: sul campo di battaglia ed in quello dei media. Comunicazione e guerra si ritrovano irrimediabilmente intrecciati.
La motivazione principale che mi ha portata ad intraprendere questo cammino è la rilevanza sia del diritto ad una corretta informazione da parte del pubblico, sia della tutela morale dell'importante professione del reporter di guerra, investito da un'immensa responsabilità. Egli vede minata la sua libertà di espressione, sancita tra l'altro dall'Articolo 21 della Costituzione italiana; bisogno di informazione e diritto all'informazione si ritrovano ad affrontare due enormi ed inaccettabili problemi: la censura e le false notizie o, comunque, le notizie fornite in modo incompleto, omesse e selezionate in base ad interessi di specifici gruppi di potere. [...] Bisogna sperare che la consuetudine non sia più quella di giornalisti che descrivono la guerra dalle terrazze di Hotel di lusso o grazie alle veline passate dagli eserciti, bensì quella di professionisti dell’informazione disposti a ricercare la verità e a cantare fuori dal coro l’obiettività, anche in situazioni limite, andando oltre il già detto. La figura dell'inviato di guerra è significativa per le Scienze della Comunicazione Sociale in quanto emblematica per il mestiere del giornalista e del comunicatore: egli in particolare dovrebbe descrivere attraverso i suoi occhi ciò che vede in terre colpite dalla guerra, senza lasciarsi piegare o indebolire da pregiudizi. [...]

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2 INTRODUZIONE Questa Tesi di Licenza nasce dalla considerazione che la figura del reporter di guerra è messa a repentaglio, nella sua etica e professionalità, da influenze di tipo politico e militare, che agiscono soprattutto nel rapporto tra guerra, società e processi dell'informazione. Non è infatti eccessivo a mio parere sostenere che oggi le guerre moderne si combattono su due fronti: sul campo di battaglia ed in quello dei media. Comunicazione e guerra si ritrovano irrimediabilmente intrecciati. La motivazione principale che mi ha portata ad intraprendere questo cammino è la rilevanza sia del diritto ad una corretta informazione da parte del pubblico, sia della tutela morale dell'importante professione del reporter di guerra, investito da un'immensa responsabilità. Egli vede minata la sua libertà di espressione, sancita tra l'altro dall'Articolo 21 della Costituzione italiana; bisogno di informazione e diritto all'informazione si ritrovano ad affrontare due enormi ed inaccettabili problemi: la censura e le false notizie o, comunque, le notizie fornite in modo incompleto, omesse e selezionate in base ad interessi di specifici gruppi di potere. Andando a ricercare le origini della censura, non si può dimenticare che nella storia del Novecento uno dei fattori scatenanti della crisi del reporter di guerra è stato l'emergere della propaganda, intesa come strumento direttamente efficace sul pubblico e dunque con valenza strategica in tempo di guerra e di totalitarismo. Proprio per questo da allora [...] il corrispondente di guerra diventò uno strumento dell’azione militare, funzionale a questa, organicamente inserito nelle sue strutture. Alla propaganda si accompagnava, com’è naturale, l’obbligo di uno schieramento[…]; l’indipendenza della investigazione giornalistica e l’autonomia della selezione dei fatti-notizia venivano piegate a un dovere che non ammetteva il disordine della libertà. 1 Per quanto concerne invece il secondo problema, ossia quello delle “false” notizie, in primo piano una considerazione: oggi, nell'era della conoscenza, uno dei grandi conflitti è 1 M. CANDITO, I reporter di guerra, Milano, Baldini & Castoldi, 2000, pag. 16.

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