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Aspetti pratici della nuova normativa in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope. Legge 49/2006.

Nella mia tesi di laurea ho raccolto e commentato la normativa riguardante stupefacenti e sostanze psicotrope, con particolare riferimento agli adempimenti burocratici ed ai problemi pratici che devono affrontare le farmacie aperte al pubblico nella gestione di questi medicinali. La normativa, riunita e coordinata nel DPR 9 ottobre 1990, n. 309 “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza”, composto da 136 articoli, è stata profondamente modificata dalla Legge 21 febbraio 2006, n. 49 (1), alla quale sono seguiti numerosi decreti e circolari ministeriali che cambiano il modo di operare dei farmacisti nell’ acquisto, custodia, dispensazione al pubblico, registrazione dei movimenti di entrata ed uscita e gestione degli scaduti, creando, specialmente all’ inizio, non poco disagio, in considerazione delle responsabilità amministrative, civili, penali ed anche deontologiche del farmacista. Questi medicinali sono infatti, in molti casi, essenziali ed insostituibili per curare e garantire la qualità della vita a pazienti affetti da gravi malattie. Il motivo che ha spinto il legislatore ad attuare questa ulteriore modifica del DPR 309/90 è la necessità di distinguere in maniera netta le sostanze di abuso, verso le quali deve essere adottata un’ azione repressiva per contrastarne il commercio illegale, dalle sostanze utilizzate come medicinali, per le quali devono essere adottate misure di controllo, senza però ostacolare la disponibilità dei medicinali per i pazienti che ne hanno bisogno.

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1 INTRODUZIONE Nella mia tesi di laurea ho raccolto e commentato la normativa riguardante stupefacenti e sostanze psicotrope, con particolare riferimento agli adempimenti burocratici ed ai problemi pratici che devono affrontare le farmacie aperte al pubblico nella gestione di questi medicinali. La normativa, riunita e coordinata nel DPR 9 ottobre 1990, n. 309 “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza”, composto da 136 articoli, è stata profondamente modificata dalla Legge 21 febbraio 2006, n. 49 (1), alla quale sono seguiti numerosi decreti e circolari ministeriali che cambiano il modo di operare dei farmacisti nell’ acquisto, custodia, dispensazione al pubblico, registrazione dei movimenti di entrata ed uscita e gestione degli scaduti, creando, specialmente all’ inizio, non poco disagio, in considerazione delle responsabilità amministrative, civili, penali ed anche deontologiche del farmacista. Questi medicinali sono infatti, in molti casi, essenziali ed insostituibili per curare e garantire la qualità della vita a pazienti affetti da gravi malattie. Il motivo che ha spinto il legislatore ad attuare questa ulteriore modifica del DPR 309/90 è la necessità di distinguere in maniera netta le sostanze di abuso, verso le quali deve essere adottata un’ azione repressiva per contrastarne il commercio illegale, dalle sostanze utilizzate come medicinali, per le quali devono essere adottate misure di controllo, senza però ostacolare la disponibilità dei medicinali per i pazienti che ne

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Farmacia

Autore: Giovanni Caputo Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.