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Il ruolo del governo spagnolo nell'invasione dell'Iraq del 2003

Il presente lavoro nasce con l’intento di analizzare il ruolo del governo spagnolo nel conflitto iracheno del 2003. Considerata l’attualità del tema trattato e l’assenza di una rilevante produzione storiografica in materia, per lo svolgimento della tesi sono state utilizzate molteplici fonti. Innanzitutto sono stati presi in considerazione alcuni manuali di autorevoli studiosi riguardanti sia la storia contemporanea della Spagna che dell’Iraq. Tra questi si possono menzionare Tusell, Powell, Pereira, Balfour e Payne per quanto concerne lo stato iberico e Luizard, Tripp, Bobbio e Chomsky per quel che riguarda l’Iraq. Un’altra fonte preziosa è stata la cospicua quantità di articoli e saggi pubblicati sulle riviste dei più famosi think tanks spagnoli, americani ed italiani. Tra i think tanks più importanti consultati ai fini della tesi è necessario citare la Fondazione Cidob, centro di documentazione e informazione internazionale, l’Ibei, istituto di Barcellona di studi internazionali, il Cehi, centro di studi storici internazionali del Pavelló della Repubblica, il Real Instituto Elcano, noto centro di ricerca di Madrid, la fondazione madrilena Fride, istituto di studi per le relazioni internazionali e per il dialogo, la Brookings Institution, organizzazione di ricerca indipendente con sede a Washington ed infine il centro d’informazione italiano OsservatorioIraq. Nella scelta del materiale si è cercato di comprendere il punto di vista delle due principali posizioni in Spagna, tra loro antitetiche rispetto al conflitto: quella interventista, per cui sono state riportate le opinioni di giornalisti come Federico Jiménez Losantos o di studiosi come Rafael Bardají o Alejandro Muñoz Alonso, inclini fin dall’inizio della crisi ad un intervento in Iraq, e quella pacifista, riallacciandosi agli articoli di esperti politologi come Del Arenal e Powell, o a saggi critici come quelli di Montalbán. Altrettanto importanti sono risultate le memorie di personaggi politici che hanno vissuto sulla propria pelle le vicende di cui si narra. Tra questi un ruolo particolare è certamente quello svolto dall’allora Presidente del Consiglio spagnolo José María Aznar. Nelle sue opere si è cercato di rintracciare il credo ideologico che lo ha portato ad un allineamento con l’amministrazione americana ed al conseguente appoggio mostrato al presidente G.W.Bush nella decisione di abbattere il regime di Saddam Hussein. Oltre alle memorie di Aznar sono apparse altrettanto utili quelle di altri protagonisti degli eventi narrati quali Federico Trillo, ministro della Difesa spagnola dal 2000 al 2004, Fernando Valderrama, diplomatico spagnolo a Baghdad fino al 2002, Miguel Benzo, ambasciatore spagnolo in missione speciale in Iraq nel 2003, Madeleine Albright, segretario di Stato americano durante l’epoca Clinton, Hans Blix, capo della Commissione Onu di controllo, di verifica e d'ispezione delle armi di distruzione di massa in Iraq, Francisco Luis Miguel militare spagnolo in missione in Iraq. Inoltre è stato necessario integrare il lavoro svolto con fonti giornalistiche provenienti sia dai principali quotidiani spagnoli, americani, francesi ed italiani quali El País, El Mundo, La Vanguardia, The New York Times, The Washington Post, The International Herald Tribune, Le Monde, Liberation, Il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa; sia da saggi d’inchiesta pubblicati da alcuni giornalisti esperti in materia come gli statunitensi Bob Woodward o Mark Danner. Da queste fonti è scaturita una tesi che affronta tre argomenti principali. Un prima parte riguarda la ricostruzione della politica estera spagnola dalla guerra civile all’amministrazione Aznar; una seconda è incentrata sulla descrizione della crisi irachena del 2003, con particolare attenzione per l’irrigidimento delle relazioni Europa-Stati Uniti e per il ruolo del governo spagnolo; una terza, infine, analizza le principali conseguenze del conflitto iracheno in Spagna, il relativo cambio di governo e il racconto delle vicende riguardanti gli attentati di Madrid del 11 marzo. Oltre alla narrazione degli eventi, attraverso questo lavoro si è cercato di ricostruire un’ideologia, quella dell’amministrazione spagnola, ma soprattutto del suo leader, rispetto a determinate questioni internazionali quali la “lotta al terrorismo” e la decisione di invadere l’Iraq. Nel farlo sono state riportate le voci di una vasta pluralità di autori, spagnoli e non, dando vita ad una polifonia che fa riferimento ad un ampio numero di punti di vista. Tuttavia è possibile scorgere nelle conclusioni finali una critica alle scelte adottate dal governo Aznar sull’Iraq e ad un sistema di risoluzione delle crisi internazionali, fondato sull’unilateralismo, che prescinde dal rispetto delle norme di diritto internazionale e dal ruolo delle Nazioni Unite.

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4 INTRODUZIONE Il presente lavoro nasce con l’intento di analizzare il ruolo del governo spagnolo nel conflitto iracheno del 2003. Considerata l’attualità del tema trattato e l’assenza di una rilevante produzione storiografica in materia, per lo svolgimento della tesi sono state utilizzate molteplici fonti. Innanzitutto sono stati presi in considerazione alcuni manuali di autorevoli studiosi riguardanti sia la storia contemporanea della Spagna che dell’Iraq. Tra questi si possono menzionare Tusell, Powell, Pereira, Balfour e Payne per quanto concerne lo stato iberico e Luizard, Tripp, Bobbio e Chomsky per quel che riguarda l’Iraq. Un’altra fonte preziosa è stata la cospicua quantità di articoli e saggi pubblicati sulle riviste dei più famosi think tanks spagnoli, americani ed italiani. Tra i think tanks più importanti consultati ai fini della tesi è necessario citare la Fondazione Cidob, centro di documentazione e informazione internazionale, l’Ibei, istituto di Barcellona di studi internazionali, il Cehi, centro di studi storici internazionali del Pavelló della Repubblica, il Real Instituto Elcano, noto centro di ricerca di Madrid, la fondazione madrilena Fride, istituto di studi per le relazioni internazionali e per il dialogo, la Brookings Institution, organizzazione di ricerca indipendente con sede a Washington ed infine il centro d’informazione italiano OsservatorioIraq. Nella scelta del materiale si è cercato di comprendere il punto di vista delle due principali posizioni in Spagna, tra loro antitetiche rispetto al conflitto: quella interventista, per cui sono state riportate le opinioni di giornalisti come Federico Jiménez Losantos o di studiosi come Rafael Bardají o Alejandro Muñoz Alonso, inclini fin dall’inizio della crisi ad un intervento in Iraq, e quella pacifista, riallacciandosi agli articoli di esperti politologi come Del Arenal e Powell, o a saggi critici come quelli di Montalbán. Altrettanto importanti sono risultate le memorie di personaggi politici che hanno vissuto sulla propria pelle le vicende di cui si narra. Tra questi un ruolo particolare è certamente quello svolto dall’allora Presidente del Consiglio spagnolo José María Aznar. Nelle sue opere si è cercato di rintracciare il credo ideologico che lo ha portato ad un allineamento con l’amministrazione americana ed al conseguente appoggio mostrato al

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Matteo Quinto Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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