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La legge applicabile alle obbligazioni contrattuali tra la Convenzione di Roma e il regolamento "Roma I"

Informazioni tesi

  Autore: Corrado Cassis
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Federica Persano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

Il regolamento sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (cd. Roma I) adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 17 giugno 2008 sostituirà a partire dal 17 dicembre 2009 la Convenzione di Roma del 19 giugno 1980, sulla stessa materia, e si applicherà ai contratti conclusi dopo tale data.
L’interesse per il regolamento Roma I discende non soltanto dalle novità normative introdotte, ma anche dal diverso procedimento legislativo che ha condotto alla sua adozione. Mentre la Convenzione costituisce uno strumento giuridico di cooperazione interstatale, il regolamento, adottato ai sensi degli artt. 61 e 65 del Trattato Ce, s’inserisce a pieno titolo nella normativa comunitaria immediatamente applicabile negli Stati membri. Il regolamento Roma I sarà infatti vincolante per tutti i Paesi membri, con l’unica eccezione della Danimarca, alla quale continuerà ad applicarsi la Convenzione di Roma.
Ciò premesso, la disciplina prevista nel regolamento non realizza una codificazione completa delle norme di diritto internazionale privato in materia di obbligazioni contrattuali, ma è suscettibile di trovare completamento in norme di dettaglio contenute in altri regolamenti e direttive (si pensi ad esempio alla direttiva sulla multiproprietà, a quella riguardante i viaggi “tutto compreso”, ecc.).
Il regolamento ha poi “carattere universale”, vale a dire che la legge regolatrice tramite esso designata si applica anche allorché non sia quella di uno Stato membro, ma bensì di uno Stato terzo.
Sempre per quanto riguarda la disciplina approntata dal regolamento, va detto che le soluzioni adottate seguono in larga misura quelle della Convenzione del 1980, cercando di conseguire l’obiettivo generale della certezza del diritto nello spazio giudiziario europeo mediante l’attribuzione alle norme di conflitto di un alto grado di prevedibilità, e, al tempo stesso, lasciando al giudice un margine di valutazione che gli consenta di stabilire quale sia la legge che presenta il rapporto più stretto col rapporto contrattuale.
Il regolamento Roma I prevede infatti che, fatte salve specifiche eccezioni, la libertà di scelta della legge applicabile ad opera delle parti debba costituire una “pietra angolare” del sistema di diritto internazionale privato comunitario in ambito contrattuale (art. 3).
Soltanto qualora le parti non scelgano la legge applicabile al contrato – perché, ad esempio, le medesime non hanno raggiunto un accordo al riguardo – opereranno automaticamente i criteri previsti dall’art. 4, che sono volti appunto ad individuare la legge regolatrice del contratto in assenza di scelta.
In quest’ultimo caso, il regolamento conferma sostanzialmente la scelta consistente nel dare prevalenza alla legge del Paese della residenza abituale del contraente che deve fornire la cd. prestazione caratteristica del contratto. Tuttavia, mentre la Convenzione di Roma considera il riferimento a tale Paese come presunzione del collegamento più stretto del contratto, nel regolamento la residenza abituale del prestatore caratteristico è il criterio di collegamento stesso utilizzato dalla norma di conflitto.
Inoltre, nell’intento di dare maggiore certezza alla determinazione della legge applicabile in mancanza di scelta, il criterio di collegamento non è espresso soltanto in modo generale, lasciando all’interprete il compito di individuare la prestazione caratteristica del contratto, ma per una serie di contratti (il cd. “ottagono” dell’art. 4.1) è il regolamento stesso che stabilisce esplicitamente quale sia tale prestazione. Diversamente, se il contratto non rientra tra quelli specificamente indicati ovvero se si tratta di un contratto misto o complesso, sarà l’interprete a dover individuare la prestazione caratteristica del contratto.
In sostanza, e in ciò risiede la maggiore novità rispetto alla Convenzione di Roma, la nuova normativa del regolamento Roma I trasforma in regole rigide quelle che nella Convenzione erano regole flessibili: solo qualora risulti chiaramente che il contratto presenta collegamenti manifestamente più stretti con un altro Paese o nel caso in cui la lex contractus non possa essere determinata attraverso le regole rigide previste, il contratto sarà disciplinato dalla legge del Paese con il quale presenta il collegamento più stretto.
Infine, il regolamento tiene in grande considerazione anche la tutela degli interessi dei soggetti considerati deboli dal punto di vista economico-sociale. Esso prevede infatti norme specificamente dedicate alla disciplina dei contratti caratterizzati da uno squilibrio tra la forza contrattuale delle parti. Questi contratti sono: i contratti conclusi dai consumatori, i contratti individuali di lavoro, i contratti di trasporto di passeggeri ed i contratti di assicurazione.

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5 CAP. I – LA CONVENZIONE DI ROMA DEL 1980 SULLA LEGGE APPLICABILE ALLE OBBLIGAZIONI CONTRATTUALI 1. LE ORIGINI DELLA CONVENZIONE DI ROMA. La prima iniziativa per una unificazione parziale delle norme di diritto internazionale privato, e in particolare delle norme di conflitto in tema di legge regolatrice delle obbligazioni contrattuali, all’interno della Comunità europea venne assunta dai governi di Belgio, Olanda e Lussemburgo nel 1967; l’iniziativa dei tre Paesi del Benelux incontrò subito il favore sia della Commissione europea che dei governi degli altri Stati membri. Questi Stati ritennero preferibile l’adozione di una convenzione di diritto internazionale privato – la Convenzione di Roma, appunto, – rispetto ad un’eventuale armonizzazione del diritto materiale degli Stati membri. Ecco quindi che la Convenzione di Roma è stata concepita, come si dice nel Preambolo, per “continuare, nel campo del diritto internazionale privato, l’opera di unificazione giuridica già intrapresa nella Comunità con la Convenzione di Bruxelles”.1 1 Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (successivamente sostituita dal regolamento CE n. 44/2001, del 22 dicembre 2000, cd. Bruxelles I). Cfr. F. MOSCONI – C. CAMPIGLIO, Diritto internazionale privato e processuale, vol. I, Utet, Torino, 2007, p. 359, secondo cui “le Convenzioni di Bruxelles e di Roma costituiscono del resto il precedente logico e, al tempo stesso, una prima attuazione del disegno di fare del

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