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Osservazioni sul sardo campidanese attraverso alcune opere di Antonio Garau (Oristano 1907-1988)

In questo mio lavoro ho cercato di unire due temi che mi stavano particolarmente a cuore, entrambi legati alla mia regione d’origine. Il primo è quello della lingua sarda, tra le più conservative tra gli idiomi di origine latina; il secondo è il teatro sardo, in particolare quello di Antonio Garau, nella varietà campidanese . L’importanza di Garau è tale che egli viene citato in più opere, a partire dalla autorevole Storia della letteratura di Sardegna (1954) di Francesco Alziator, oltreché in opere più recenti, quali Storia del teatro sardo (1990) di Francesco Masala e Storia del teatro in Sardegna (1998) di Sergio Bullegas. Quest’ultimo ha approfondito nel suo S’umanidadi e s’innocenzia de is umilis (2001), interamente dedicato all’autore oristanese, la sua produzione artistica. La figura di Antonio Garau è stata ed è tuttora importante per la sua città natale, Oristano, che gli ha infatti dedicato il Teatro comunale. Il mio lavoro si articola in tre parti:

• Il primo capitolo, che contiene una breve “Storia letteraria della Sardegna”, corredata da piccoli commenti sugli autori citati, e un paragrafo che analizza brevemente alcune caratteristiche distintive della varietà campidanese (soprattutto in relazione all’altro parlare più diffuso nell’Isola, il logudorese)
• La seconda, si focalizza maggiormente sul teatro in Sardegna, attraverso la sua evoluzione e la tradizione farsesca. Questa parte fa da preludio alla presentazione vera e propria della produzione di Garau.
• La terza parte riguarda l’analisi linguistica di quattro opere di Antonio Garau: attraverso alcuni estratti di tali commedie ho cercato di esaminare dei fenomeni linguistici ricorrenti e caratteristici del sardo (rispetto all’italiano), e del campidanese (che spesso si distingue, sia a livello fonetico-fonologico che morfosintattico, dal logudorese).

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7 Introduzione Sostanzialmente questo lavoro è iniziato per il senso di appartenenza che lega me, come quasi tutti i sardi, alla nostra terra. Attraverso tentativi di riappropriazione della nostra lingua, si cerca di recuperare parti importanti delle nostre tradizioni e della nostra cultura. La mia impressione, infatti, è che nelle aree cittadine, negli agglomerati più importanti dell’Isola, certi valori stiano andando spegnendosi. Naturalmente baso queste valutazioni su quelle che possono essere state mie percezioni, in base alla mia esperienza di sardo, nato e cresciuto nell’hinterland cagliaritano. Per mezzo di questo lavoro, ho voluto scoprire qualcosa in più sulla letteratura sarda, e su alcuni fenomeni linguistici caratteristici degli isolani. Punto di partenza è stata la lettura di alcune commedie di Antonio Garau, prolifico e acclamato autore teatrale oristanese, oltrechè mio lontano parente. Probabilmente è stato proprio grazie a questa parentela che mi sono avvicinato alle sue opere, visto che le commedie in sardo, almeno nel capoluogo, non sono assai commercializzate, né conosciute dalla stragrande maggioranza dei giovani. La redazione di questa tesi mi ha portato a consultare libri sulla storia della letteratura e del teatro in Sardegna, dizionari e grammatiche sardi, nonché a informarmi maggiormente sulle proposte di unificazione linguistica, su cui si dibatte tanto. Mi sono accorto della difficoltà di reperire testi sardi (o sul sardo) fuori dall’Isola: i miei “pellegrinaggi” per consultare dei testi utili mi hanno infatti portato a Cagliari, Oristano, Mantova, Ferrara, Bologna e Firenze. Diciamo che, come primo lavoro, è stato piuttosto soddisfacente per me. Ho preso consapevolezza di alcune carattestiche del sardo, nella varietà campidanese usata dalla mia famiglia, che prima osservavo senza averne piena percezione, come avviene a un parlante nativo che usa la lingua ma non saprebbe scinderla per analizzarla a tutti i livelli. Questo mio lavoro contiene un’infarinatura di storia dell’Isola, nonché di storia del Teatro e della Letteratura in Sardegna, nonché le traduzioni di alcuni estratti dalle quattro commedie di Garau che ho preso in esame e le mie personali “osservazioni” su fenomeni linguistici presenti in tali opere.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Matteo Anedda Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 877 click dal 04/12/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.