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Incursioni nel fantascientifico. La satira lungimirante di Michail Bulgakov.

Quando il meraviglioso si coniuga al fantascientifico, il risultato è una satira pungente e amara delle distorsioni del nostro mondo agli occhi di Michail Bulgakov, autore del celeberrimo "Il Maestro e Margherita", ma anche di racconti singolarmente fantascientifici, quali "Le uova fatali", "Cuore di cane", e di pieces al limite fra la narrazione apocalittica e il meraviglioso scientifico, "Beatitudine", "Adamo ed Eva"...

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1 CAPITOLO I RIVOLUZIONE ED EVOLUZIONE: STORIA E METASTORIA NEL REALISMO FANTASTICO BULGAKOVIANO 1.1 Il progetto rivoluzionario dell’homo sovieticus e la Grande Evoluzione di Bulgakov La “nuova Russia” nata dal colpo di stato bolscevico si costruì un volto inedito non solo sul fronte economico e politico, ma anche su quello culturale e spirituale, il cui riflesso letterario contemplava l’immagine della v’juga o bufera storica, ipotetico inizio - per gli intellettuali più ingenui - di un esaltante cammino. Successivamente alla conquista del potere e con il definitivo assestarsi dello Stato sovietico infatti, Lenin, il capo indiscusso della Rivoluzione comunista, cercò di compiere un esperimento ambizioso e forse velleitario, in quanto investiva non più la sovrastruttura etica, ma sconfinava addirittura nell’ontologico, cui tuttavia ci si accostava con gli strumenti insufficienti e presuntuosi del materialismo storico. Questo progetto era volto a creare nientemeno che l'«uomo nuovo»! Nel suo colossale piano di trasformazione della realtà, a partire dai pilastri dell'economia e dello Stato, Lenin ebbe infatti un'attenzione particolare per la coscienza individuale, convinto com'era che solo agendo su di essa le trasformazioni strutturali sarebbero divenute irreversibili. Non vi era dubbio che un’anima come quella russa andasse “trattata” e insomma rieducata, usando la leva culturale: solo attraverso la cultura ogni individuo poteva essere raggiunto dall’occhiuto programma esistenziale preteso dal “padre della Rivoluzione”. Egli si impegnò dunque da una parte a togliere all'individuo ogni supporto spirituale e morale, ogni fonte di valori tradizionali, alternativi a quelli “di classe”, e dall'altra a imporgli come unico orizzonte e punto di riferimento l'ideologia e i suoi dogmi. Lenin sferrò quindi la sua offensiva contro le chiese, la cultura accademica, l'arte, grazie alle potenti armi del terrore poliziesco e della propaganda. L'attacco alla persona passò attraverso l'eliminazione della proprietà privata, l'introduzione della censura, la violazione dell’intimità stessa dell’abitazione, la statalizzazione dell'istruzione, l'introduzione di una nuova Costituzione - che prevedeva l'esistenza di cittadini immuni, «senza diritti» - e di un nuovo Codice penale, che considerava punibile non solo il reato, ma persino la sua «potenzialità». In generale, il nuovo Stato richiese ai cittadini coinvolgimento e lealtà totali, impose una visione del mondo obbligatoria, così che tutto diventò «politico», ossia rientrò nella sfera di

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Donatella Caristina Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.