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Effetto di Polimorfismi genetici coinvolti nel processo infiammatorio e nel danno ossidativo nella malattia di Alzheimer

Alzheimer’s Disease (AD) is a multifactorial disease caused by both genetic and environmental factors.
The aim of this project was to carry out association studies, to detect significant differences in polymorphism frequency in molecules involved in AD pathogenesis, including Nitric Oxide Synthase (NOS) isoforms (NOS3 and NOS1) and IP-10 (CXCL10) gene between patients and age matched healthy controls.
ApoE, NOS3 Glu298Asp and T-786C, NOS1 C276T, VNTR and G-84A, were determined by PCR-RFLP and IP-10 exons were sequenced.
ApoE 4 allele, NOS3 wild type (Glu/Glu) genotype, NOS1 T/T genotype and VNTR short alleles have been demonstrated to act as a risk factor for AD. On the contrary NOS3 T-786C, NOS1
G-84A and IP-10 did not increase the risk to develop the pathology.
In conclusion, our genetic analysis contributed to identify some susceptibility factors for AD. Future perspectives are represented by the possibility to carry out pharmacogenetic studies for identifying responders and non responders.

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Introduzione 1. INVECCHIAMENTO CEREBRALE E DEMENZA L’invecchiamento è un processo di grande interesse scientifico e clinico; ad oggi i meccanismi biologici dell’invecchiamento sono ancora in gran parte sconosciuti. Non c’è un momento della vita in cui si comincia ad invecchiare. L’organismo dell’uomo, come quello di altre specie animali, va incontro ad un processo di evoluzione, per cui, nella fase iniziale della vita, subisce un accrescimento ed una maturazione, fino al raggiungimento della piena capacità riproduttiva. Successivamente va incontro a progressive modificazioni , che si verificano con estrema lentezza. La velocità del processo di invecchiamento, anche a prescindere dall’intervento di cause patologiche, è legata sostanzialmente a due fattori: 1) il fattore genetico, cioè la “programmazione” insita nelle nostre cellule; 2) i fattori esogeni (alimentazione, lavoro fisico, clima, esposizione a tossici ambientali, abitudini voluttuarie, situazioni stressanti…) che, necessariamente, anche se in misura variabile da persona a persona, possono logorare e far invecchiare i nostri organi. I normali processi dell’invecchiamento determinano modificazioni caratteristiche cerebrali e comportamentali che, in generale non compromettono significativamente la qualità della vita. Vi sono ad esempio modificazioni della coordinazione motoria, del sonno e delle funzioni mentali. Sono possibili alterazioni motorie che comportano sia alterazioni dei meccanismi del sistema nervoso centrale che modificazioni periferiche, come un’attenuazione del senso di posizione, ridotta forza muscolare e alterazioni scheletriche. In molti soggetti anche le capacità visuospaziali risultano ridotte. 4

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Ospedale Maggiore Policlinico

Autore: Eliana Venturelli Contatta »

Composta da 130 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 972 click dal 09/12/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.