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La riforma delle pensioni: Italia e Germania in un'analisi comparata

Da decenni le pensioni sono oggetto di un vasto dibattito politico in molti paesi europei e non. Esse rappresentano una delle maggiori conquiste in campo sociale raggiunte durante il XX secolo, ma, al tempo stesso sono anche la maggior voce di spesa per la protezione sociale nei conti pubblici della maggior parte dei paesi economicamente sviluppati. In alcuni tra questi, la spesa pubblica pensionistica arriva a sfiorare il 15% dell'intera ricchezza prodotta annualmente. Risulta quindi evidente il “trade-off” tra due opposti obiettivi: da un lato il contenimento della spesa pubblica, dall’altro la necessità di garantire alla popolazione anziana un reddito adeguato alle loro esigenze.
Da metà degli anni Settanta, i principali sistemi pensionistici europei stanno attraversando una fase di profonda crisi che ha spinto i diversi governi ad intraprendere processi di riforma anche molto radicali.
Il deterioramento degli equilibri finanziari non ha risparmiato i sistemi pubblici nazionali di Italia e Germania, anzi, in questi due paesi la crisi delle pensioni ha assunto dimensioni particolarmente preoccupanti.
La situazione in Italia è nota a tutti: il dibattito nazionale sulle pensioni satura da anni le pagine dei quotidiani e dei periodici economici e politici del nostro paese. Tuttavia non vi è alcuna chiarezza su quale debba essere la linea politica “ideale” di riforma: i diversi partiti, le associazioni sindacali e Confindustria sembrano avere ognuno proposte differenti riguardo a questo “spinoso” argomento.
Ho scelto di scrivere questa tesi per cercare di capire come la questione delle pensioni è stata affrontata in un altro paese europeo. La scelta della Germania non è casuale. Il sistema pensionistico tedesco presenta alcune analogie con quello italiano: entrambi sono finanziati a ripartizione e derivano da un modello di tipo bismarckiano. Inoltre i fenomeni che hanno causato la crisi delle pensioni hanno assunto simili proporzioni nei due paesi selezionati.
Al tempo stesso, però, il welfare state tedesco non presenta quelle anomalie che sono tipiche di un modello mediterraneo come quello italiano. Ho quindi iniziato questo lavoro convinto che i risultati conseguiti in Germania dovessero essere superiori a quanto raggiunto dai governi italiani.
Oggetto di questo lavoro è quindi l'analisi e il confronto dei percorsi riformisti attuati da Germania e Italia in campo previdenziale.
Nella prima parte della tesi si provvederà a ripercorrere l'evoluzione storica dei sistemi pensionistici in Europa, attraverso alcuni passaggi fondamentali: nascita, sviluppo, crisi e riforma. In particolare ci si soffermerà sui cambiamenti in campo demografico e nel mercato del lavoro che hanno sconvolto la struttura sociale della popolazione europea, creando forti squilibri nel rapporto tra numero di occupati e pensionati.
L'insieme dei fenomeni analizzati ha decretato la crisi dei sistemi pensionistici a ripartizione e la loro conseguente “ristrutturazione”.
Nei due capitoli successivi verranno analizzati separatamente i percorsi riformisti intrapresi dai governi di Germania e Italia a partire dagli anni novanta fino alle ultime riforme.
In queste sezioni si provvederà inizialmente a descrivere lo “status quo” dei sistemi pensionistici nazionali, ossia come essi si presentavano alla “vigilia” delle riforme degli anni novanta. Successivamente verranno esposti i principali provvedimenti volti a modificare il funzionamento e la struttura dei rispettivi regimi.
Particolare attenzione verrà data alla valutazione degli effetti delle riforme in termini di contenimento della spesa, di equità intergenerazionale, in termini di struttura e di diversificazione del rischio vecchiaia.
Infine, l'ultimo capitolo della tesi è dedicato al confronto dei due sistemi sotto i seguenti aspetti: contesto “ambientale”, ossia la struttura demografica e del mercato del lavoro che caratterizzano le due società, regole di accesso e funzionamento, livello delle prestazioni, impatto delle riforme, struttura e composizione dei pilastri.

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INTRODUZIONE Da decenni le pensioni sono oggetto di un vasto dibattito politico in molti paesi europei e non. Esse rappresentano una delle maggiori conquiste in campo sociale raggiunte durante il XX secolo, ma, al tempo stesso sono anche la maggior voce di spesa per la protezione sociale nei conti pubblici della maggior parte dei paesi economicamente sviluppati. In alcuni tra questi, la spesa pubblica pensionistica arriva a sfiorare il 15% dell'intera ricchezza prodotta annualmente. Risulta quindi evidente il “trade-off” tra due opposti obiettivi: da un lato il contenimento della spesa pubblica, dall’altro la necessità di garantire alla popolazione anziana un reddito adeguato alle loro esigenze. Da metà degli anni Settanta, i principali sistemi pensionistici europei stanno attraversando una fase di profonda crisi che ha spinto i diversi governi ad intraprendere processi di riforma anche molto radicali. Il deterioramento degli equilibri finanziari non ha risparmiato i sistemi pubblici nazionali di Italia e Germania, anzi, in questi due paesi la crisi delle pensioni ha assunto dimensioni particolarmente preoccupanti. La situazione in Italia è nota a tutti: il dibattito nazionale sulle pensioni satura da anni le pagine dei quotidiani e dei periodici economici e politici del nostro paese. Tuttavia non vi è alcuna chiarezza su quale debba essere la linea politica “ideale” di riforma: i diversi partiti, le associazioni sindacali e Confindustria sembrano avere ognuno proposte differenti riguardo a questo “spinoso” argomento. Ho scelto di scrivere questa tesi per cercare di capire come la questione delle pensioni è stata affrontata in un altro paese europeo. La scelta della Germania non è casuale. Il sistema pensionistico tedesco presenta alcune analogie con quello italiano: entrambi sono finanziati a ripartizione e derivano da un modello di tipo bismarckiano. Inoltre i fenomeni che hanno causato la crisi delle pensioni hanno assunto simili proporzioni nei due paesi selezionati. 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Massignani Contatta »

Composta da 246 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.