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Prevenzione, controllo e contrasto dell'immigrazione illegale nell'Unione Europea

Informazioni tesi

  Autore: Filippo Facco
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Paola Degani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 241

Oggi i migranti nel mondo sono circa duecentomilioni, pari a circa il 3% della popolazione mondiale. “Le migrazioni, da sempre presenti nella storia dell’umanità, caratterizzano con connotati peculiari l’attuale fase storica di internazionalizzazione sostenuta delle relazioni sociali ad ogni livello, o come si suole dire oggi, con un termine più alla moda, di globalizzazione .” L’Europa ha ben impresso nella sua storia l’esperienza della grande migrazione transcontinentale. Negli ultimi vent’anni il fenomeno migratorio è caratterizzato da profondi mutamenti, parallelamente ai cambiamenti di una società mondiale entrata in un nuovo periodo della sua evoluzione. Questo insieme di fattori ha comportato un generale riassestamento della geografia e delle dinamiche delle migrazioni internazionali e una profonda modificazione dei c.d. pull factors e push factors. I flussi migratori si pongono pertanto oggi con una pressione tale da superare le politiche e le regolamentazioni di contrasto e di restrizione adottate dagli Stati di destinazione. Da qui, accanto alla migrazione legale, anche il manifestarsi sempre più vistoso ed esteso della migrazione illegale. Ne segue che per fronteggiare questo fenomeno si prospetta sempre più necessaria, a livello nazionale e soprattutto internazionale, un’appropriata disciplina dei flussi migratori che tenti di conciliare le esigenze repressive dell’immigrazione clandestina con il rispetto dei diritti umani fondamentali internazionalmente sanciti e protetti.
Il primo capitolo vuole ripercorrere l’evoluzione storica delle competenze comunitarie nell’ambito dell’immigrazione in generale.
Il secondo capitolo rappresenta il cuore della trattazione, andando ad analizzare quelle che sono le specifiche disposizioni convenzionali idonee a far sorgere una competenza comunitaria nel settore della prevenzione, controllo e contrasto dell’immigrazione clandestina, nonché gli ambiti di intervento nei quali l’azione comunitaria va a sostanziarsi.
Il terzo ed ultimo capitolo intende affrontare la questione relativa ai limiti imposti dalla normativa internazionale e regionale in tema di diritti umani e libertà fondamentali all’azione comunitaria di prevenzione, controllo e contrasto dell’immigrazione clandestina, in particolare con riferimento alla tutela dei diritti umani del migrante in posizione irregolare.

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INTRODUZIONE Oggi i migranti nel mondo sono circa duecentomilioni, pari a circa il 3% della popolazione mondiale 1 . Nonostante il crescente aumento del numero dei richiedenti asilo e sfollati denunciato dalle Nazioni Unite, la parte più consistente di migranti rimane costituita da lavoratori, che secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro arrivano a rappresentare nei Paesi industrializzati circa il 12% della forza lavoro complessiva. Volere calcolare il numero esatto di cittadini stranieri residenti nell’Unione Europea è un’impresa ardua giacché le statistiche compilate in ciascuno dei ventisette Paesi membri non seguono sempre la stessa metodologia di rilevazione. Tuttavia, tentando di quantificare il fenomeno senza pretese di certezza matematica, i cittadini stranieri presenti nei ventisette Stati che attualmente fanno parte dell’Unione erano 22 milioni e 327 mila alla fine del 2000 e sono diventati 29 milioni e 734 mila alla fine del 2006, con un aumento di 11 milioni di unità (quasi 1 milione e 600 mila l’anno) pari al 33% 2 . Bisogna però tenere presente il fatto che l’aumento sarebbe stato più consistente se nel frattempo circa 700 mila cittadini stranieri l’anno non avessero acquisito la cittadinanza del posto. Nel corso degli anni 2000 il panorama migratorio europeo risulta in parte cambiato 3 . Per la Germania, che continua ad avere una presenza di circa 7 milioni e 300 mila immigrati, la quota sul totale degli immigrati si riduce dal 33% al 25%. Questo Paese viene superato dagli Stati membri della sponda Sud del Mediterraneo: infatti, Spagna, Italia, Portogallo e Grecia, che nel 2000 si collocavano poco sopra i 3 milioni di unita, arrivano ora a sfiorare gli 8 milioni e 868 mila immigrati e a incidere per il 30%. Anche altri Stati membri, che in precedenza facevano parte dell’area di 1 Nel 2005 le Nazioni Unite stimavano il numero di migranti nel mondo intorno ai 191 milioni. Ai 200 milioni si arriva calcolando una crescita annua pari a 2-3 milioni di migranti per anno. Così CARITAS/MIGRANTES, Dossier statistico immigrazione 2008 – XVIII Rapporto, Roma – Pomezia, 2008, Edizioni Idos, p. 17. 2 Ibid.. 3 Ivi, p. 26 ss. 1

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