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Tradurre un musical: proposta per una traduzione di ''Tanz der Vampire''

Con questa tesi ho voluto analizzare i principali problemi legati alla traduzione del musical, e presentare allo stesso tempo un’applicazione pratica dei miei studi, traducendo metricemente dal tedesco all’italiano il musical Tanz der Vampire di Jim Steinman e Michael Kunze.
La tesi è strutturata in cinque capitoli: il Capitolo 1 tratta del teatro musicale come genere, fornendo una definizione e un’analisi della sua struttura e dei suoi elementi costitutivi (book, liriche, partitura, coreografia), per poi descrivere la storia del genere dalle origini al presente, dedicando un paragrafo al musical nelle regioni germanofone; Il Capitolo 2 si concentra sul materiale originale, prendendo in esame la sinossi, la struttura, le fonti e l’origine di Tanz der Vampire e la sua partitura musicale; il Capitolo 3 tratta degli aspetti più prettamente teorici della traduzione, specialmente il dibattito che circonda la sua legittimità e utilità, e offre alcune informazioni riguardo ai suoi principali strumenti, la fonetica e la metrica; il Capitolo 4 consiste della vera e propria traduzione in metrica del musical, con testo originale a fronte; il Capitolo 5 offre uno sguardo generale sul modo in cui è stata affrontata la traduzione le sue varie sfide, mettendole a confronto con problematiche simili trovate in altri lavori, per poi passare ad un’analisi più dettagliata di tre brani specifici tratti dal musical, per discutere alcune delle questioni più interessanti.
Lo scopo primario di questa tesi, oltre a fornire una traduzione eseguibile del musical, è di mettere in pratica gli strumenti e le conoscenze acquisite durante i mei studi, e di sviluppare una consapevolezza che spero mi aiuterà nella mia carriera futura.

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4 INTRODUZIONE: PERCHÈ TRADURRE UN MUSICAL L’idea della traduzione di Tanz der Vampire è nata ormai tre anni fa, quando Valeria Rosso (amica e collega studentessa in Lingue) mi propose, un po’ per gioco, un po’ sul serio, di tradurre in italiano una delle canzoni più famose di questo musical (Totale Finsternis). Il risultato, dopo essere passato attraverso mille cambiamenti ed esitazioni, mi è sembrato alla fine molto soddisfacente, e da allora, grazie anche alla preziosa collaborazione di Valeria, ho finito per appassionarmi al lavoro e tradurre tutto il libretto. Col tempo quello che era iniziato come un hobby era diventato “una cosa seria”, un’esperienza che mi sarebbe piaciuto utilizzare per una futura carriera lavorativa, ed è stato naturale che, avvicinandosi il momento della tesi di laurea, abbia scelto di dedicare ad esso il momento più importante dei miei studi universitari. Questo ovviamente ha finito per portarmi a pormi molte domande sia di carattere più strettamente tecnico (di cui mi occuperò nei capitoli successivi) che di tipo “ideologico”. Come, ad esempio: ha senso al giorno d’oggi tradurre un musical? Vale lo sforzo? La traduzione di un musical è una questione molto complessa, e una traduzione “sbagliata” può pesare moltissimo sulla ricezione di un musical in un altro paese, fino ad arrivare a comprometterne il successo. Esemplare in questo senso è il caso dello stesso Tanz der Vampire, che dopo un grande successo in Austria e Germania in seguito al suo debutto nel 1997, fu tradotto in inglese per un adattamento per Broadway nel 2002, con esito disastroso. 1 Il musical in Italia è un genere di intrattenimento che si potrebbe definire “di nicchia”, e nonostante alcuni fenomeni di successo come Notre Dame de Paris (che però non è possibile considerare un musical vero e proprio 2 ) e alcuni evergreen importati dall’estero (West Side Story, Jesus Christ Superstar, Rocky Horror Show), vive per lo più di sporadici entusiasmi legati a produzioni cinematografiche straniere e alla produzione di 1 Lo show, che fu intitolato Dance of The Vampires, oltre alla traduzione in effetti presentava anche modifiche notevoli allo spirito dell’originale. Vedere Capitolo 2: Tanz der Vampire, fonti e genesi. 2 Lo stesso Riccardo Cocciante, autore del lavoro, non ama definirlo musical, bensì “Opera popolare”, definizione piuttosto controversa che identifica un tipo di spettacolo musicale prettamente italiano nel quale sono assenti le parti recitate e i brani sono tendenzialmente chiusi, e che si rifà a livello tematico alla drammaticità e alla monumentalità dell’opera lirica. Notre Dame de Paris è in effetti costituito da canzoni indipendenti e slegate tra loro, è ridotto al minimo l’impiego di duetti, terzetti e pezzi d’insieme, e, cosa più importante, l’aspetto canoro è nettamente separato da quello coreografico: i cantanti si limitano a cantare, mentre le coreografie, spesso spettacolari e complessissime, sono lasciate esclusivamente al corpo di ballo.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Beatrice Soriani Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3311 click dal 17/12/2009.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.