Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il digital divide: le nuove esclusioni sociali

Il lavoro si pone l’obiettivo di dimostrare che il dibattito contemporaneo sul digital divide è a un punto di svolta, lasciandosi ormai alle spalle la definizione originaria di divario tra information haves e have-nots. Dal 2000, infatti, la ricerca statunitense ha provato che l’avvento delle nuove tecnologie, al di là dei suoi numerosi vantaggi, è stata anche la causa del riemergere di disparità sociali preesistenti, spesso accentuandole. Il compito di questo lavoro è approfondire le cause di queste disuguaglianze, per verificare se sono assimilabili con le precedenti o se si tratta di barriere più difficili da infrangere. La risposta si cerca attraverso il modello di analisi proposto da Sara Bentivegna sul caso italiano e quello di Laura Sartori in riferimento al divide globale, integrati rispettivamente con gli ultimi dati aggiornati al momento della stesura. Dopodiché, analizzando le carte internazionali e nazionali più importanti che affrontano il tema del digital divide, è emerso che anche a livello istituzionale la sua percezione si sta evolvendo rapidamente: oggi si lavora anche sulla riduzione del divide sociale e culturale, ma forse ancora poco su quello democratico. Nella seconda parte dell’elaborato è stato preso in esame il divario digitale nella Provincia di Roma, un’amministrazione che da tempo sta mostrando un impegno notevole nell’ideazione e nella sperimentazione di strategie risolutive di contrasto all’esclusione digitale. Inoltre le caratteristiche morfologiche e socio-economiche di questo territorio offrono una quantità di input molto diversificati. In conclusione l’analisi di questo caso ha dimostrato che il digital divide è un fenomeno radicato e fortemente dipendente dal contesto in cui si sviluppa. A fronte di ciò è stata individuata come una delle possibili soluzioni l’adozione di una strategia bottom-up, in cui le istituzioni locali, come ad esempio le province, diventino un supporto di riferimento per le altre realtà territoriali sia locali che nazionali.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE: “Malgrado la sua pervasività, il digital divide rimane un concetto sfumato, cui vengono ricondotte realtà molto differenziate tra loro”. Così Mario Morcellini nella Prefazione di Mondi digitali. Riflessioni e analisi sul digital divide esprime la sua preoccupazione sull’utilizzo del termine digital divide nel dibattito contemporaneo, dove questo concetto appare “periodicamente sulle pagine dei giornali, al comparire di ogni nuova tecnologia in grado di sconfiggerlo in Italia o in altre parti del mondo” senza un dovuto approfondimento. Probabilmente la causa di questa mancanza è dovuta all’iniziale “tecno-euforia” 1 che dilagò al momento della comparsa dei new media nella storia della nostra evoluzione sociale, i quali avevano diffuso un generalizzato ottimismo “comune a tutte le teorie che si sono pronunciate in proposito” 2 . Al contrario, gli studiosi che si confrontano oggi con il digital divide non vogliono più chiudersi nella “strettoia deterministica” secondo cui soltanto “i mutamenti nelle tecnologie della comunicazione influenzano in modo determinante il cambiamento sociale” 3 ma vogliono aprirsi ad una definizione multidimensionale del fenomeno. Morcellini, infatti, ricorda in proposito che troppo spesso “le promesse ingenuamente associate alle 1 Sartori L., Il divario digitale, Bologna, il Mulino, 2006, pp. 8 2 Anzera G., Comunello F., Mondi digitali. Riflessioni e analisi sul digital divide, Milano, Guerini e Associati, 2005, pp. 9 3 http://it.wikipedia.org/wiki/Determinismo_tecnologico

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Barbara Maura Contatta »

Composta da 258 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3811 click dal 29/12/2009.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.