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I cattolici francesi tra collaborazionismo e resistenza durante la seconda guerra mondiale

Come reagì la gerarchia cattolica all'occupazione tedesca e all'avvento del regime di Vichy durante la seconda guerra mondiale? Questo studio cerca di rispondere a quest'interessante questione, presentando le motivazioni, i comportamenti e le ambiguita del clero. Nella seconda parte dello studio ci si dedica all'attitudine dei fedeli nei confronti dell'occupante e del nuovo regime, trattando anche il ruolo della stampa cattolica. Descrivendo le varie pubblicazione dell'epoca, ci concentriamo sul celeberrimo prodotto della resistenza spirituale: il cahiers de témoignage chrétien, soffermandoci sul loro contenuto.
Per concludere ci si focalizza sul dopoguerra, approfondendo i rapporti tra la chiesa di Francia e il nuovo regime di de Gaulle. Ci fu epurazione o il Vaticano placò questi istinti?

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INTRODUZIONE Alla vigilia della seconda guerra mondiale, in Francia, il cattolicesimo resta la confessione dominante poiché la grande maggioranza della popolazione, circa 85%, è battezzata e si dichiara cattolica. Cosa significa questo dato e come interpretarlo? Prima di tutto dobbiamo verificare, aldilà delle statistiche, l'adesione ai dogmi e alle prescrizioni evangeliche, per vedere se i grandi avvenimenti della prima parte del Novecento sono stati vissuti in maniera differente dai quei francesi che si dichiarano cattolici. In un paese di antica cristianità come la Francia, è evidente che molti sono cristiani per abitudine, per tradizione familiare o per conformismo. La questione essenziale è sapere se la fede e la pratica religiosa determinarono, al pari di scelte e comportamenti, la vita quotidiana in un periodo di tragedia nazionale come la guerra del 1939 – 1945. Nella prima parte di questo studio ripercorreremo gli eventi del decennio precedente alla disfatta francese spiegando chi furono, secondo i francesi, i capri espiatori di quest'umiliazione che portò alla divisione del territorio francese in due zone. Successivamente descriveremo l'arrivo al potere del maresciallo Pétain esponendo come la sua Rivoluzione nazionale fu accolta dalle gerarchie ecclesiastiche e dai cattolici. Analizzeremo anche la reazione dei movimenti della gioventù, scouts e cattolici, al nuovo regime e cercheremo di approfondire se l'adesione fu unanime o meno. Poi descriveremo i movimenti per gli adulti per vedere se in queste organizzazioni presero parte cattolici e uomini del clero e se si per quale motivo aderirono. Nella seconda parte vedremo le reazioni dei vari settori della società francese alla svolta collaborazionista e antisemita del governo di Vichy. Esporremo gli statuti e le leggi adottate per cercare di capire se l'antisemitismo di Vichy fu copiato da quello tedesco. Per rispondere esaurientemente alle questioni riguardo all'ambiguità di arcivescovi e vescovi faremo una panoramica sull'attitudine delle alte gerarchie ecclesiastiche durante il regime di Vichy. Soprattutto ci focalizzeremo sulle reazioni della Chiesa di Francia nei confronti della persecuzione degli ebrei e della Resistenza. Successivamente, descriveremo il ruolo della stampa cattolica per vedere se fu favorevole al regime, come accolse la svolta e se fu una stampa libera o 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Enrico Sama Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 820 click dal 18/01/2010.

 

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