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Composti organici perfluorati in una popolazione campione della provincia di Siena

Il perfluoroottanosultanato (PFOS) è un composto perfluorato (PFC) ed è o è stato usato in una larga varietà di prodotti di consumo come Teflon®, isolanti, tappezzerie, tappeti, presìdi odontotecnici, tessuti tecnici come il Gore-Tex® o il WindStopper®. E’ sintetizzato a partire da fluoruro di perfluoroottanosulfonato. Il PFOS è persistente e si accumula nei tessuti degli organismi, uomo incluso.
Studi precedenti hanno evidenziato la presenza di PFOS, perfluoroesanosulfonato (PFHxS), perfluorottano (PFOA), e perfluorottanosulfanomide (PFOSA) in campioni di siero di una popolazione campione in Toscana. In questo studio le concentrazioni di PFOS, PFHxS, PFOA e PFOSA sono state misurate in cinquanta campioni di sangue umano, siero e plasma raccolti da donatori presso l'ospedale di Siena.
La contaminazione da parte di PFOS, PFHxS, PFOA e PFOSA nei cinquanta campioni di sangue umano di una popolazione campione della Provincia di Siena era moderata (4,4 ng/mL, 1,3 ng/mL, < 3 ng/mL e 1,7 ng/mL, rispettivamente nelle donatrici e 4,3 ng/mL, 1,7 ng/mL, < 3 ng/mL e 1,8 ng/mL nei donatori). Non sono emerse differenze nelle concentrazioni di PFOS e PFOA in relazione a età o sesso. Questi risultati suggeriscono l'esistenza di fonti di immissione PFC in quantità contenute, a composizione variabile e di differenze nell’esposizione a questi composti chimici della popolazione umana.

The perfluooctanesulfonate (PFOS) is a perfluorinated compound (PFC) and it is or has been used in a wide variety of consumer products, such as Teflon®, insulators, upholstery, carpets, technical textiles such as Gore-Tex® and WindStopper®, dental tools. It is synthetized from perfluorooctanesulphonate fluoride. The PFOS is persistent and accumulates in tissues of wildlife including humans.
Previous studies have reported the occurrence of PFOS, perfluorohexanesulfonate (PFHxS), perfluorooctanoate (PFOA), and perfluorooctanesulfanomide (PFOSA) in human sera collected from a Tuscany population. In this study, concentrations of PFOS, PFHxS, PFOA, and PFOSA were measured in 50 human blood/serum/plasma samples collected from the donors at the hospital of Siena.
The PFOS, PFHxS, PFOA, and PFOSA concentrations in the fifty blood samples from the Province of Siena population were low (4.4 ng/mL, 1.3 ng/mL, < 3 ng/mL e 1.7 ng/mL, in female donors, respectively, and 4.3 ng/mL, 1.7 ng/mL, < 3 ng/mL e 1.8 ng/mL in male donors, respectively). No age, or gender, related differences in the concentrations of PFOS and PFOA were found in serum samples. This results suggested the existence of sources with varying level and compositions of perfluorochemicals, and differences in exposure patterns to these chemicals in human population.

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6 CAPITOLO 1: Introduzione 1.1 Caratteristiche chimico-fisiche dei PFC. I composti organici perfluorati (PFC) sono molecole con catena carboniosa completamente fluorurata, in cui tutti gli atomi di idrogeno sono sostituiti da atomi di fluoro [1; 2; 3; 4]. Sono prodotti sinteticamente dalla fluorizzazione elettrochimica, oppure dalla successiva degradazione o dal metabolismo di altri prodotti chimici fluoroderivati. La catena carboniosa può essere di differente lunghezza (C4; C8; C9; C12, etc.) lineare o ramificata. Il fluoro è l'elemento più elettronegativo e ciò spiega il suo elevato potenziale di ionizzazione e la sua bassa polarità che sono responsabili del cosiddetto "effetto fluoro" [5], ossia dell’insieme di proprietà chimiche, fisiche e biologiche che caratterizzano i PFC rispetto ai loro analoghi idrogenati. I forti effetti elettronici, induttivo negativo e di risonanza positivo, determinano il fatto che il legame carbonio-fluoro sia il più forte tra i legami covalenti con un'energia di dissociazione di ~ 480 kJ mol -1 . Comprendono un ampio e complesso gruppo di sostanze come gli acidi carbossilici, i sulfonati, i sulfonamidi ed altri. La presenza di numerosi atomi di fluoro conferiscono ai PFC alcune particolari proprietà fisico- chimiche: - il legame carbonio-fluoro con la sua alta energia di legame rende questi composti stabili e inerti sia chimicamente che termicamente; - il loro basso punto di ebollizione e di debole tensione superficiale, uniti ai coefficienti di frizione particolarmente bassi, ad elevate viscosità ed a stabilità ai processi ossidativi [6; 7], fanno sì che i PFC siano sostanze chimiche molto resistenti al calore e difficilmente solubili nell’acqua e nel grasso; - la loro scarsa affinità nei confronti di altri composti organici ed inorganici, polari ed apolari [8]; - sono resistenti ai raggi UV, all’idrolisi, all’attacco di acidi o basi e di qualsiasi agente ossidante o riducente [9; 10]; L'effetto sinergico di queste proprietà ha consentito di esercitare un più elevato grado di controllo sulle lavorazioni su scala nanometrica e sui processi di compartimentazione, auto- organizzazione e auto-assemblaggio dei sistemi perfluorati [11], in cui catene più ricche di atomi di fluoro rendono maggiormente inattaccabili i composti ottenuti. I residui usati nelle formulazioni perfluorate commerciali a volte sono identificati dal numero di atomi di carbonio che contengono e, in generale, più è lunga la catena di atomi di carbonio più gli acidi perfluoroalchilici (PFAA) sono persistenti nell’organismo [12; 13; 14]. Per esempio, il perfluorosulfonato di butano (PFBS), che ha

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Ambientali

Autore: Linda Martinelli Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.