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Psicoanalisi e neuroscienze

Informazioni tesi

  Autore: Sara Ideo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Vittorio Lingiardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 106

Il proposito di questa tesi si snoda su due livelli: il primo, di carattere prettamente storico, è quello di delineare l’evoluzione dei modelli psicoanalitici, dalle prime teorizzazioni freudiane alle odierne rivisitazioni dei modelli sul funzionamento della mente, con una particolare focalizzazione sui presupposti biologici e neuropsicologici che ne governano il funzionamento. Il secondo, è quello di indagare la compatibilità tra il corpus teorico psicoanalitico e le attuali conquiste conoscitive delle neuroscienze.
In particolare, inizierò ad introdurre il nocciolo della questione, ripercorrendo le tappe e gli studi principali nell’esplorazione del funzionamento mentale con approccio neurologico, con particolare attenzione alle recenti scoperte neuroscientifiche come: la definizione della mente come risultato dell’attività dei neuroni del cervello; la plasticità neuronale; l’impatto dell’ambiente sull’espressione genica; la relazione ambiente-cervello; le esperienze precoci; la formazione dei diversi tipi di memorie, i neuroni specchio, iniziati nella seconda metà del novecento da scienziati quali Donald Hebb, fino ad arrivare ai più completi risultati degli studiosi contemporanei quali Kandel, Damasio, Edelman e Solms. Scoperte neuroscientifiche che più di altre hanno un profondo impatto sul cervello, influenzando le sue modificazioni durante il trattamento psicoterapico, ma che attendono ancora una sistematizzazione.
Partirò da un analisi dell’importanza del “Progetto per una Psicologia Scientifica” di Freud, opera fondamentale per capire le basi teoriche ed epistemologiche su cui Freud innalzò il proprio edificio concettuale ed opera necessaria per chiunque si avvicini alle neuroscienze contemporanee, in quanto si tratta di uno dei primi tentativi di sistematizzazione modellistica del funzionamento psichico scientificamente e metodologicamente valido, in un epoca in cui il cervello era, per questioni storiche, ancora un vero mistero. Descriverò poi le prime revisioni dei concetti psicoanalitici applicate dai teorici revisionisti per far fronte alla caduta di alcuni dei pilastri portanti della metapsicologia e delle teorie cliniche freudiane. Caduta avvenuta sotto l’influsso dei modelli relazionali e soprattutto a seguito delle principali scoperte provenienti dall’infant research e dagli studi etologici, che con la focalizzazione sulla predisposizione del bambino alla ricerca dell’oggetto hanno fatto vacillare gli assunti delle teorie strutturali freudiane. Il paragrafo conclusivo del primo capitolo inizierà ad anticipare invece il vero scopo di questa tesi: la possibile compatibilità cioè tra psicoanalisi e neuroscienze. Scopo del secondo capitolo è quello di presentare un’ampia panoramica dell’impatto delle neuroscienze sulla pratica psicoterapeutica. Inizierà con uno dei quesiti maggiormente dibattuti tra gli studiosi della disciplina, quello cioè sulla reale possibilità di effettuare correlazioni valide tra psicoanalisi e neuroscienze con i dati attuali della disciplina, quesito rimasto ancora irrisolto nonostante i numerosi tentativi di risposta definitiva, ma sempre più vicino, sembra, a produrre ipotesi fondatamente accreditate. Verrà poi discusso lo scopo del trattamento terapeutico, che si ricollega ad alcuni degli argomenti trattati nel primo capitolo (ad esempio, mente, emozioni, neuroni), in quanto viene ritenuto da alcuni autori (Kandel, Baxter, Schwartz, Stoessel et al.) che la psicoterapia può comportare modificazioni del funzionamento cerebrale.
Nel capitolo conclusivo tratterò dell’importanza delle scoperte neuroscientifiche nella pratica psicoterapeutica, introducendo gli attuali sviluppi delle tecniche della diagnostica per neuorimmagine, che ha ora guadagnato un posto nella pratica psicoterapeutica e che viene ora estesa in ambito medico, neuroscientifico e socioculturale. Verrà descritta l’importanza di queste tecniche per la psicoterapia e per la misurazione del funzionamento cerebrale. Nella parte conclusiva del capitolo verranno, infine, presentate evidenze sperimentali dell’effetto delle psicoterapie sul Sistema Nervoso Centrale e un loro confronto con l’efficacia della psicofarmaco terapia.

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Introduzione    3    INTRODUZIONE Il proposito di questa tesi si snoda su due livelli: il primo, di carattere prettamente storico, è quello di delineare l’evoluzione dei modelli psicoanalitici, dalle prime teorizzazioni freudiane alle odierne rivisitazioni dei modelli sul funzionamento della mente, con una particolare focalizzazione sui presupposti biologici e neuropsicologici che ne governano il funzionamento. Il secondo, è quello di indagare la compatibilità tra il corpus teorico psicoanalitico e le attuali conquiste conoscitive delle neuroscienze. In particolare, inizierò ad introdurre il nocciolo della questione, ripercorrendo le tappe e gli studi principali nell’esplorazione del funzionamento mentale con approccio neurologico, con particolare attenzione alle recenti scoperte neuroscientifiche come: la definizione della mente come risultato dell’attività dei neuroni del cervello; la plasticità neuronale; l’impatto dell’ambiente sull’espressione genica; la relazione ambiente-cervello; le esperienze precoci; la formazione dei diversi tipi di memorie, i neuroni specchio, iniziati nella seconda metà del novecento da scienziati quali Donald Hebb, fino ad arrivare ai più completi risultati degli studiosi contemporanei quali Kandel, Damasio, Edelman e Solms. Scoperte neuroscientifiche che più di altre hanno un profondo impatto sul cervello, influenzando le sue modificazioni durante il trattamento psicoterapico, ma che attendono ancora una sistematizzazione. Partirò da un analisi dell’importanza del “Progetto per una Psicologia Scientifica” di Freud, opera fondamentale per capire le basi teoriche ed epistemologiche su cui Freud innalzò il proprio edificio concettuale ed opera necessaria per chiunque si avvicini alle neuroscienze contemporanee, in quanto si tratta di uno dei primi tentativi di sistematizzazione modellistica del funzionamento psichico scientificamente e metodologicamente valido, in un epoca in cui il cervello era, per

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