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L'umorismo on-line: meccanismi e regole dell'Expatriates' Travel Blog

Il fascino dell‘umorismo è comprensibile e giustificato: un fenomeno impalpabile che provoca reazioni fisiche e psicologiche sull‘uomo, tanto più benefiche. L‘umorismo può avere varie manifestazioni, varie fonti e varie ambientazioni. Certo è che l‘umorismo più diffuso e conosciuto è legato al linguaggio, visto il potere delle parole di far ridere e creare situazioni divertenti.
In questa sede analizzeremo questo particolare legame
soffermandoci sull‘aspetto linguistico, che è in quanto tale intersoggettivo ed il nostro oggetto di studio sarà appunto la lingua inglese. Perché tale scelta? Essa è dotata di un‘evidente flessibilità morfologica, sintattica e
lessicale, adattandosi perfettamente a situazioni verbalmente comiche e umoristiche, in maniera sicuramente maggiore rispetto a lingue dalla più rigida struttura come l‘italiano o il francese.
Il lavoro che segue si divide in tre parti: le prime due teoriche ed una analitica.
La prima sezione è intitolata Definire l’umorismo, in cui sono stati raccolti
e rielaborati i principali assunti e le maggiori teorie inerenti all‘argomento al fine di esplorare da vicino il funzionamento del fenomeno in questione. Si riporteranno in particolare gli studi di maestri come Henri Bergson, Luigi Pirandello, Olbrechts-Tyteca, Georges Minois, Sigmund Freud, Paul Grice, Salvatore Attardo e molti altri studiosi come Raskin e Ruch, che saranno analizzati in maniera meno approfondita. Questa panoramica teorica dell‘umorismo si spingerà anche molto indietro fino ad Aristotele e Cicerone, trattandoli tuttavia marginalmente, il cui contributo in materia è stato così significativo da essere ricordato e studiato fino ai giorni nostri.
La seconda parte di questo lavoro è intitolata Linguaggio ed umorismo e si occupa appunto del ruolo del linguaggio in contesto umoristico, nonché dell‘aspetto sociale e culturale della conoscenza condivisa degliinterlocutori coinvolti in una situazione comica.
La terza parte prende il nome di L’expatriates’ travel blog: un caso di umorismo on-line. Questa sezione si propone di analizzare un blog di viaggio in lingua inglese, Rebecca’s View, precisamente una raccolta di 19 articoli scritti da una donna americana trasferitasi permanentemente in Italia. Il corpus appare interessante in quanto si possono rintracciare al suo interno molti meccanismi umoristici soprattutto legati all‘informalità del contesto e al concetto di shared culture trattato nella seconda parte di questo lavoro. L‘autrice si colloca tra due paesi, tra due modi di pensare e tra due stereotipi nazionali, quindi costituisce una valida figura in grado di evidenziare con imparzialità i vizi e difetti delle due differenti culture in cui è inserita.
Lo studio in questione analizzerà prima le caratteristiche della lingua parlata presenti in grande quantità nel corpus, per poi trattare vari aspetti linguistici come la fonetica, la morfologia e la sintassi. Seguirà infine una rassegna di visioni stereotipate presenti nel testo che interesserà l‘aspetto pragmatico: cosa fa ridere e perché. Per dare un idea dei meccanismi comici saranno riportati una serie numerata di estratti ritenuti significativi in base ai menzionati criteri di analisi.
L‘umorismo nel blog in questione è usato per creare empatia con i lettori,
assumendo così un‘implicazione psicologica e sociale che andrebbe approfondita in altra sede. Si vuole far ridere per trovare un approccio con un pubblico identificabile ma di fatto ignoto ed in quanto tale da stupire e conoscere.

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4 Introduzione e presentazione del lavoro Il fascino dell‘umorismo è comprensibile e giustificato: un fenomeno impalpabile che provoca reazioni fisiche e psicologiche sull‘uomo, tanto più benefiche. L‘umorismo può avere varie manifestazioni, varie fonti e varie ambientazioni. Certo è che l‘umorismo più diffuso e conosciuto è legato al linguaggio, visto il potere delle parole di far ridere e creare situazioni divertenti. In questa sede analizzeremo questo particolare legame soffermandoci sull‘aspetto linguistico, che è in quanto tale intersoggettivo ed il nostro oggetto di studio sarà appunto la lingua inglese. Perché tale scelta? Essa è dotata di un‘evidente flessibilità morfologica, sintattica e lessicale, adattandosi perfettamente a situazioni verbalmente comiche e umoristiche, in maniera sicuramente maggiore rispetto a lingue dalla più rigida struttura come l‘italiano o il francese. Il lavoro che segue si divide in tre parti: le prime due teoriche ed una analitica. La prima sezione è intitolata Definire l’umorismo, in cui sono stati raccolti e rielaborati i principali assunti e le maggiori teorie inerenti all‘argomento al fine di esplorare da vicino il funzionamento del fenomeno in questione. Si riporteranno in particolare gli studi di maestri come Henri Bergson, Luigi Pirandello, Olbrechts-Tyteca, Georges Minois, Sigmund Freud, Paul Grice, Salvatore Attardo e molti altri studiosi come Raskin e Ruch, che saranno analizzati in maniera meno approfondita. Questa panoramica teorica dell‘umorismo si spingerà anche molto indietro fino ad Aristotele e Cicerone, trattandoli tuttavia marginalmente, il cui contributo in materia è

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Valentina Panci Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1790 click dal 25/01/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.