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La funzione sociale della fiction

Informazioni tesi

  Autore: Stefania Stefanelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Stefano Balassone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

La tesi è divisa in due parti distinte.
Nella prima si analizza il genere seriale in Italia e, dopo un breve excursus storico, si pone l’attenzione su come le fiction oggi arrivino ad interagire, in vari modi, con il pubblico. Questi prodotti infatti, se da un lato narrano la vita delle città, delle Istituzioni, delle figure professionali, aiutando il pubblico ad entrarci in confidenza e a guardare la realtà con occhio più attento, dall’altro, proprio per la loro presenza ciclica e continua sui teleschermi, suggeriscono comportamenti, riflessioni e situazioni che possono aiutare i telespettatori nel concreto della vita quotidiana. Ci si interroga quindi su cosa lo spettatore si aspetti dalla visione di una fiction e su cosa gli autori e produttori possano fare per non deludere queste aspettative.
Nella seconda parte si racconta un caso concreto, analizzando la fiction di Rai3 La Squadra, primo e più veritiero esempio di fiction poliziesca in Italia. Se ne analizza la storia, la struttura produttiva e la simbiosi tra racconto e realtà che la caratterizza e che trova conferma in una serie di iniziative. Si pone tra l’altro l’attenzione non soltanto sulle situazioni di degrado sociale narrate e che realmente affliggono le strade, ma anche sulle reazioni e sulle scelte dei poliziotti che le vivono doppiamente.
Uomo e società dunque. Anatomizzati attraverso la struttura narrativa. Raccontati attraverso le fiction.

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7 INTRODUZIONE Troppo spesso la Tv italiana viene accusata di essere una “cattiva maestra”. Troppo spesso alla nostra Tv vengono affidate responsabilità che non le appartengono o, per meglio dire, non le appartengono più. Piuttosto che demonizzarla per la sua mancata bacchetta magica però, si potrebbe cercare di capire cosa di buono la Tv può fare ancora per noi perché, anche in questo circo mediatico così strano e complesso, com’è quello che ci viene offerto oggi sui teleschermi, ci sono dei programmi che, aldilà dei risultati e della notorietà, possono darci molto. Possono permetterci di conoscere di più il mondo che ci circonda e addirittura, come dimostreremo, possono aiutarci a capire di più anche noi stessi. Questi programmi, sono le FICTION. Le fiction sono dinamiche, veloci e varie. Sono i programmi di maggior successo della nostra Tv, come dimostrano i dati auditel e il grande affollamento nei palinsesti, ma sono anche una parte della nostra vita. A volte perché siamo noi a sceglierle, altre volte perchè ne siamo bombardati, altre ancora perchè ci lasciamo convincere lentamente. Di fatto, il genere seriale è il baluardo della Tv italiana: ne ha fatto parte da sempre, non ha stancato e, stando alla situazione attuale, ne farà parte ancora a lungo. Ma cos’è questa fiction? A che serve? Perché nasce? Cosa ha di speciale? La storia della fiction in Italia, didatticamente parlando, è stata divisa in tre periodi. Chiariamo subito tre punti. Il primo è che, quando si parla di fiction in Italia, non si parla soltanto di fiction italiana, ma di tutti quei prodotti seriali che hanno appassionato il pubblico italiano anche se provenienti dall’America, dal Giappone, dalla Germania, da ogni dove. Secondo punto da chiarire è che quando parliamo di fiction ci riferiamo indistintamente ad ogni genere di prodotto seriale trasmesso in Italia e quindi serie, serial, miniserie, film per la Tv, soap opera e telefilm. 1 Terzo, le tre fasi della storia della fiction sono né più né meno che il riflesso delle tra fasi della storia della televisione italiana. Ma questa tripartizione, sancita qualche anno fa, non tiene conto della situazione di oggi, ovvero: in questi anni in cui la Tv vive una fase di spossamento e di mescolanza di generi, che ruolo può avere la fiction? Cosa possiamo aspettarci noi da un’opera di finzione, in una Tv che invece proclama la ricerca della verità, della vita vera, del Real Show? La risposta è: dalla fiction noi oggi possiamo aspettarci tutto. Perché, a differenza della Tv nella propria globalità, la fiction non si è adagiata nell’ultima fase canonica della sua storia, ma l’ha rivisitata e corretta per renderla più completa. Dalla fase pedagogica, a quella onirica, a quella sociale 2 , senza cadere nel tranello della socialità spicciola, dello specchio amplificato dei tipi umani, la fiction è riuscita lì dove la Tv ha fallito, ovvero vivere la fase sociale, senza qualunquismo, ma cercando di riscoprirla in un senso più alto. Per la Tv di oggi, occuparsi della società significa soprattutto mandare in onda la vita in diretta, i Reality Show, i Reality Game, l’informazione forzata, le catastrofi del mondo. Ma, anche se quello che vediamo è realtà o, in taluni casi, ci viene spacciata per tale, è sempre più difficile riconoscersi in certe scene e ritenerle credibili. La fiction di oggi invece è credibile e sembra più vera, 1 Per approfondimenti sulla distinzione: Aldo Grasso & Massimo Scaglioni, Che cos’è la televisione, Garzanti 2003 Pag.134 2 Mario Morcellini, cattedra di “Sociologia della comunicazione”, lezioni del Novembre 2001.

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