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I media e le campagne elettorali. La sfida Rutelli-Alemanno: un paradigma del cambiamento politico italiano.

La storia delle campagne elettorali rappresenta un'ottica privilegiata per comprendere le trasformazioni che interessano le tecniche e i linguaggi della politica e della comunicazione e ci indica quanto queste siano entità ormai complementari.
Nel mutare dei quadri normativi e dei sistemi elettorali, la storia delle campagne elettorali si articola attraverso alcuni snodi significativi: la persistenza del “notabile” come epicentro della vita politica, l’entrata in scena di “macchine elettorali” di natura partitica, il processo di massificazione e di nazionalizzazione della lotta politica nel primo e quindi nel secondo dopoguerra, l’impatto e l’eredità delle pratiche di mobilitazione totalitaria prodotte dal regime fascista.
Inoltre, cosa che ci riguarda più da vicino, l’influenza tecnologica nello sviluppo dell’informazione (i manifesti, l’amplificazione della voce nei comizi, l’industrializzazione della stampa), l’avvento dei mezzi audiovisivi (la radio, il cinema, la televisione), la spettacolarizzazione e la personalizzazione della competizione politico-elettorale.
Oggi il binomio media-politica è ormai parte dell’immaginario collettivo e l’opinione pubblica ha preso coscienza del grande rilievo assunto dai media nella narrazione e drammatizzazione dei fatti politici, fin quasi ad incidere sul loro svolgimento.
Per questo è interessante analizzare la campagna elettorale per le comunali 2008 nel comune di Roma, verificando come i mezzi di comunicazione sono stati utilizzati per la propaganda politica, e come l’ideazione di una buona campagna elettorale, l’utilizzo di strumenti adatti, di strategie oculate, di parole toccanti e di gesti misurati, determinino la sconfitta o la vittoria di un candidato.
Ci accorgeremo, anche, della continua compresenza e permanenza di elementi e strumenti che con il tempo si sono andati a sommare invece che escludersi a vicenda: il manifesto resiste all’avvento della televisione, il comizio riempie le piazze ma non toglie ascoltatori alla radio ed il volantino elettorale viene distribuito anche dopo l'avvento di internet.
Nell'arco dei decenni, dunque, i rapporti fra media e politica si sono trasformati, determinando dapprima la supremazia della politica sui mezzi di comunicazione, e in seguito un singolare sovvertimento di questa tendenza. Oggi sono i partiti politici ed i singoli candidati a rincorrere i tempi della televisione, le telecamere, gli orari dei telegiornali e un articolo sul quotidiano nazionale.
Si ripercorrono qui i cambiamenti subiti dal rapporto fra media e politica dal periodo fascista fino ad oggi, attraverso alcune tappe salienti, per poi approfondire la campagna elettorale della primavera 2008, che ha visto il candidato del PdL, Gianni Alemanno, ed il candidato del PD, Francesco Rutelli, contendersi la poltrona che fu di Argan e Petroselli, avvalendosi della testimonianza diretta di chi ha partecipato attivamente alla campagna: capi ufficio stampa, strateghi della comunicazione, volontari e giornalisti.
Si è ritenuto opportuno verificare in che modo le elezioni comunali di Roma del 2008 hanno avuto profonde ricadute sugli equilibri interni ai due maggiori partiti - PD e PDL - ma anche le ripercussioni avute nei rapporti di forza fra partiti della medesima coalizione. Alleanza Nazionale , controbilancia oggi la Lega Nord all'interno del PdL, mentre per il Partito Democratico questa bruciante sconfitta può essere stimolo al una riflessione seria ed approfondita, sulle alleanze, sui valori e sui principi su cui dovrà basarsi il suo futuro.

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2 INTRODUZIONE La storia delle campagne elettorali rappresenta un'ottica privilegiata per comprendere le trasformazioni che interessano le tecniche e i linguaggi della politica e della comunicazione e ci indica quanto queste siano entità ormai complementari. Nel mutare dei quadri normativi e dei sistemi elettorali, la storia delle campagne elettorali si articola attraverso alcuni snodi significativi: la persistenza del “notabile” come epicentro della vita politica, l’entrata in scena di “macchine elettorali” di natura partitica, il processo di massificazione e di nazionalizzazione della lotta politica nel primo e quindi nel secondo dopoguerra, l’impatto e l’eredità delle pratiche di mobilitazione totalitaria prodotte dal regime fascista. Inoltre, cosa che ci riguarda più da vicino, l’influenza tecnologica nello sviluppo dell’informazione (i manifesti, l’amplificazione della voce nei comizi, l’industrializzazione della stampa), l’avvento dei mezzi audiovisivi (la radio, il cinema, la televisione), la spettacolarizzazione e la personalizzazione della competizione politico-elettorale. Oggi il binomio media-politica è ormai parte dell’immaginario collettivo e l’opinione pubblica ha preso coscienza del grande rilievo assunto dai media nella narrazione e drammatizzazione dei fatti politici, fin quasi ad incidere sul loro svolgimento. Per questo è interessante analizzare la campagna elettorale per le comunali 2008 nel comune di Roma, verificando come i mezzi di comunicazione sono stati utilizzati per la propaganda politica, e come l’ideazione di una buona campagna elettorale, l’utilizzo di strumenti adatti, di strategie oculate, di parole toccanti e di gesti misurati, determinino la sconfitta o la vittoria di un candidato.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cristina Liva Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

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