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No Wave: sperimentalismo artistico e alienazione sonora nella New York di fine anni settanta

Informazioni tesi

  Autore: Livia Satriano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Linguaggi dei media
  Relatore: Marco Lombardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

La negazione originaria alla base di ogni slancio creativo è contenuta meglio che in ogni altra parola nella particella ‘no’, primo istintivo rifiuto opposto ad una qualsivoglia cosa o situazione che non ci soddisfi appieno. E ‘no’ è anche una delle due parole di cui si compone il nome che definisce il movimento/non-movimento alla cui trattazione questo saggio si propone di offrire spazio. Un movimento, quello ‘No Wave’, che nasce intorno all’attività e alle sperimentazioni di giovani artisti che non amavano definirsi parte di alcun movimento, un’esperienza breve che ha però fatto sentire la sua forte influenza in molti ambiti, lasciando il segno prevalentemente in campo musicale e cinematografico e incorrendo in quel processo di rivalutazione a posteriori comune a molti movimenti innovatori o anticipatori.

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 INTRODUZIONE “Omnis determinatio est negatio.” 1 Ogni cosa che esiste è inevitabilmente negazione di qualcos’altro. In questi termini il filosofo Baruch Spinoza riprendeva una considerazione antica quanto la storia dell’uomo e che affondava le sue radici nella teoria dell’unità degli opposti del filosofo presocratico Eraclito. Affermare implica sempre una negazione dunque, essere in un certo modo implica il fatto di non essere in un altro. Perciò ‘essere’ è al tempo stesso ‘negare’ e bisogna ‘negare’ per ‘essere’, per poter esistere. Per estensione questo concetto va ad abbracciare ogni manifestazione dell’attività umana in una considerazione molto cara alla letteratura romantica, per cui ogni atto creativo è affermazione dell’essere. Per creare è dunque necessario partire da zero, rifiutare quello che vi è stato in precedenza per essere in grado di plasmare qualcosa di unico ed originale:è necessario rinunciare alla storia per poterla fondare davvero e definitivamente. Questo è stato l’atteggiamento comune a molte correnti artistiche, basti pensare al Futurismo, al Dadaismo e alle altre avanguardie, distruggere quello che vi era stato in precedenza per produrre qualcosa di nuovo. La negazione originaria alla base di ogni slancio creativo è contenuta meglio che in ogni altra parola nella particella ‘no’, primo istintivo rifiuto opposto ad una qualsivoglia cosa o situazione che non ci soddisfi appieno. E ‘no’ è anche una delle due parole di cui si compone il nome che definisce il movimento/non-movimento alla cui trattazione questo saggio si propone di offrire spazio. Un movimento, quello ‘No Wave’, che nasce intorno all’attività e alle sperimentazioni di giovani artisti che non amavano definirsi parte di alcun movimento, un’esperienza breve che ha però fatto sentire la sua forte influenza in molti ambiti, lasciando il segno 























































 1 Il concetto ‘determinatio est negatio’ (‘determinazione è negazione’) appare espresso per la prima volta in una lettera di Spinoza del 2 giugno 1674. La formula ‘omnis determinatio est negatio’ (‘ogni limitazione - o determinazione – è ad un tempo una negazione’) si trova nelle opere di Hegel, attraverso le quali ebbe larga diffusione. 


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